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14 aprile 2007


volantino antinucleare giugno 2004- no nucleare in basilicata

 

Un futuro nucleare in Basilicata?

NO GRAZIE!

                                                   a cura  del

 

COMITATO NO SCORIE  -TRISAIA

Giugno 2004

 

ORDINANZA BERLUSCONI n. 3355 del 7/05/04: “PIU POTERI AL GENERALE JEAN

 

La riconferma del generale Jean a commissario straor­dinario per la gestione dell’emergenza radioattiva, la riproposizione dell’emergenza che porta alla logica del deposito unico (e non a ciò che è veramente impor­tante, ovvero, la messa in sicurezza dei rifiuti nucleari dove sono attualmente allocati), il potenziamento delle competenze della SOGIN, devono essere considerati segnali inquietanti ed allarmanti dalle popolazioni che si sono opposte nel novembre 2003 alla realizzazione del Deposito Unico Nazionale a Scanzano Ionico.

 

TAVOLO DELLA TRASPARENZA istituito con L’ORDINANZA BERLUSCONI ed avviato in REGIONE BASILICATA in data 27/05/04

 

Trasparenza non significa: “Vi informiamo che siete al sicuro”. Abbiamo già detto NO! a qualsiasi tipo di scorie nucleari in Basilicata. La trasparenza in materia nucle­are deve essere massima, deve “pretendere” la partecipazione dei cittadini, magari anche con l’uso di WEB-CAM su internet, dove filmare tutto, dagli incon­tri alle bonifiche.

 

MESSA IN SICUREZZA DEL

CENTRO ENEA TRISAIA

Ø

E’ necessario conoscere la natura, il tipo, la quantità e la qualità dei rifiuti trattati, i lavori eseguiti e da ese­guire, compresi i rifiuti seppelliti nelle fosse e definite altamente pericolose dall’ex presidente della commis­sione “ecomafie” Scalia. Cosa si scarica in mare e nell’atmosfera? Qual’è il destino della condotta di­smessa che va al mare e che fu interessata dall’incidente con l’inquinamento dell’arenile. In rela­zione al materiale di provenienza estera (Elk River, 64 barre di uranio), vogliamo conoscere se esistono ac­cordi ufficiali internazionali che ne stabiliscono la re­stituzione ai paesi di provenienza (Stati Uniti).

 

Chiediamo inoltre di conoscere le iniziative ed i tempi per la loro restituzione (se non sono nostre perché dobbiamo tenercele?). Chiediamo di portare via i rifiuti di Elk River. Non vogliamo che la Trisaia accolga altri rifiuti nucleari provenienti da altre località. Chiediamo la messa in sicurezza, in Tri­saia, solo dei rifiuti presenti ed ivi prodotti.

Ù

Chiediamo il monitoraggio dell’ambiente e della popolazione. E’ necessario effettuare indagini chi­mico-fisiche i cui risultati devono essere resi pubblici ed accessibili a tutti, controllati da un Ente pubblico in cui vi sia la partecipazione dei cittadini e con la possibilità di verifica e contro-analisi effettuate da organismi indipendenti.

Û

Chiediamo un’indagine epidemiologica sulla popola­zione (ossia: che malattie ci sono sul territorio, di quali patologie soffriamo ed analisi dei rischi per la salute).

Ú

Chiediamo immediatamente un Piano di Emergenza ed evacuazione per le popolazioni relativo alla Trisaia, da rendere accessibile a tutti con esercita­zioni periodiche (ancora nessuno sa cosa fare in caso di inquinamento radioattivo, dove andare, quali far­maci somministrare per la propria salute e quella dei propri cari).

Ü

I rifiuti non devono essere considerati “emer­genza militare”. Non vorremmo ritrovarci recinti con la scritta “zona militare” nella Trisaia, a Scanzano Ionico, a Craco o a Stigliano con rifiuti stoccati in modo provvisorio provenienti da tutta Italia in attesa del famigerato “Deposito unico” che il decreto di novembre, diventato legge, e negli ultimi provvedimenti il Governo ancora prevede di realizzare (il Ministro dell’Ambiente Matteoli, come si evince dalle sue ultime dichiarazioni di maggio ’04, è certo che il Deposito Unico si farà, magari in Basilicata, grazie alla “trasparenza”!).

 




permalink | inviato da il 14/4/2007 alle 10:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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