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26 agosto 2012


INDAGINE EPIDEMIOLOGICA: I DATI SULLE MALATTIE NON INTERESSANO REGIONE E PROVINCIA DI MATERA


Dopo l’ennesimo sfogo del sindaco di Pisticci, Vito di Trani, che suo malgrado da medico vede ammalarsi e morire i suoi concittadini di tumore (55 morti di cancro su 107 decessi nel 2007-fonte stesso sindaco), si chiede ancora dopo anni una indagine epidemiologica.

Era il febbraio 2004 quando come NoScorie Trisaia iniziammo a chiedere con un volantinaggio ai sindaci dei Comuni limitrofi all’Itrec controlli ambientali, piani di emergenza per le popolazioni e una indagine epidemiologica per risalire a percentuali e natura dei tumori in Basilicata. Il discorso iniziò con l’Itrec, ma subito dopo ci rendemmo conto che altri siti erano, se possibile, anche molto più pericolosi dell’Itrec stessa, tanto da meritare monitoraggi costanti dell'ambiente circostante. E ci riferiamo alle attività svolte in Val Basento, alle discariche,alle estrazioni petrolifere o l’utilizzo massiccio di pesticidi.

Conoscere le cause soprattutto se ambientali e/o genetiche e/o di altra natura può essere utile nella prevenzione e indirizzare al meglio anche la spesa sanitaria regionale proprio in tempo di crisi e di liquidità per le Asl. Il problema era anche trovare i fondi, finchè arrivarono proprio dall’Itrec le compensazioni o meglio i risarcimenti ambientali per la presenza delle scorie nucleari. La provincia di Matera, che in media percepisce ogni anno circa 600 mila euro, dopo il clamore mediatico sollevato sul problema si disse disponibile già nelle prime trance ad avviare una indagine epidemiologica retroattiva. I soldi però furono investiti per altre attività e dell’indagine epidemiologica non vi fu più traccia


Il caso dell’Ilva di Taranto dovrebbe far riflettere i lucani sulle conseguenze letali per l'ambiente e la salute umana, quando si disattendono le attenzioni necessarie alla gestione delle attività industriali impattanti, come lo sono i rifiuti nucleari ,la chimica ,il trattamento dei rifiuti e le attività estrattive in regione. Perché non dobbiamo dimenticare lo studio dell'Istituto dei tumori di Milano, durato 20 anni e che, appunto negli ultimi 20 anni, ha registrato un incremento dei tumori in Basilicata doppio rispetto alla media nazionale.

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