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22 marzo 2014


Barre di Elk River -Visita di Obama in Italia:Renzi interesserà Obama?

 

Barre di Elk River – Visita di Obama in Italia: Renzi interesserà Obama?

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CONFERENZA STAMPA GIORNO 24 MARZO ORE 18 c/o LOCALE “MOVO CAFE’” IN POLICORO ,VIA SALERNO (VICINO OSPEDALE CIVILE)
Il 27 marzo il presidente Obama sarà in Italia e incontrerà il premier Renzi, il presidente Napolitano e Papa Francesco dopo essere stato in altri paesi europei per trattare proprio di questioni nucleari, per l’occasione abbiamo chiesto via mail e a mezzo stampa alle istituzioni locali e nazionali (Regione Basilicata in testa), affinché ci fosse un interessamento istituzionale del governo Renzi verso il Presidente Obama per far riprendere agli Usa le barre nucleari di Elk River custodite nel centro Sogin Itrec della Trisaia

La questione apparentemente lucana o meridionale è invece di portata nazionale

Le barre nucleari di Elk River da programma dovranno essere trasportate in futuro nel deposito nazionale di scorie nucleari di cui si sta tornando a parlare in questi giorni nelle commissioni dei Ministeri http://webtv.senato.it/4191?video_evento=653.

E’ recente anche l’istituzione di un osservatorio sulla futura allocazione del deposito nazionale di scorie nucleari (http://www.olambientalista.it/losservatorio-indipendente-sullo-stoccaggio-delle-scorie-nucleari),in merito dobbiamo comunque capire bene chi sono gli osservatori

Il deposito nazionale potrebbe capitare in qualsiasi regione d’Italia , compresa la Toscana di Berlinguer e di Renzi.

Le barre di Elk River e i residui di riprocessamento che dovranno essere solidificati presso l’Itrec della Trisaia di Rotondella sono rifiuti di III categoria (i più pericolosi), anche se con minime quantità , riportare nel Minnesota i rifiuti nucleari americani significherebbe alleggerire il fardello nucleare italiano della III categoria.

Maggiori e dettagliate informazioni saranno fornite in conferenza stampa giorno 24 MARZO ORE 18 PRESSO IL LOCALE MOVO CAFE’ IN POLICORO IN VIA SALERNO (VICINO OSPEDALE CIVILE.)>


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2 febbraio 2014


PRESIDENTE OBAMA RIPRENDITI LE BARRE NUCLEARI DI ELK RIVER

Il 27 marzo 2014 il presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama verrà in Italia e sarà ricevuto dal presidente Letta, dal presidente Napolitano e da Papa Francesco.

Prima di giungere a Roma, Obama si recherà in Olanda e in Belgio. Nei Paesi Bassi, esattamente all'Aja, il 24-25 marzo il presidente parteciperà al vertice sulla sicurezza nucleare, organizzato dal governo olandese, dove i leader mondiali metteranno in evidenza i progressi compiuti.

E questa (a nostro giudizio) la migliore occasione da parte del Governo Italiano per chiedere al presidente americano di riprendersi le barre nucleari di Elk River e i residui del riprocessamento chimico nucleare custoditi nel centro Itrec della Trisaia di Rotondella, barre di combustibile nucleare giunte in Italia ai primi degli anni 70 con un contratto di lavorazione.

Sono passati oltre 40 anni, ma quel contratto di lavorazione di questo materiale non fu rispettato. Le barre in questione da contratto sono definite “weapons grade” e quindi classificabili come materiale strategico nucleare. Nella centrale nucleare di Elk River nel Minnesota sono custodite altre centinaia di barre dello stesso tipo della Trisaia. Riportare alla centrale nucleare di Elk River in Minnesota altre decine di Barre dello stesso tipo come quelle dell’Itrec non cambierebbero la situazione per gli Stati Uniti, mentre noi declasseremmo il sito nucleare di Rotondella da terza a seconda/prima categoria, trasformandolo finalmente in una scuola per le energie rinnovabili del Mediterraneo. E’ lo stesso principio applicato per il combustibile italiano (Trino, Caorso, Saluggia) riprocessato in Francia, dopo la lavorazione, il combustibile buono e scorie ritornano in Italia, tutto pagato ovviamente dai contribuenti.

Sono circa 9 anni che chiediamo alle istituzioni italiane di restituire il materiale nucleare americano ai legittimi proprietari, nel marzo 2006 a seguito del movimento popolare ci fu un interessamento del governo italiano per la restituzione di questo materiale agli Stati Uniti tramite il sottosegretario Letta del governo Berlusconi, ma senza successo.L’8 novembre  2012 dal porto di Trieste è partita una nave  con destinazione il porto di Charleston negli Usa con a bordo  dieci lamine di combustibile nucleare irraggiato  proveniente dal deposito Avogardo di Saluggia (http://www.triesteallnews.it/index.php/cronaca/2861-gia-in-viaggio-destinazione-usa-le-dieci-lamine-di-combustibile-nucleare-irraggiato.html). Il materiale strategico di Saluggia rientra nel progetto americano di rimpatrio di materie nucleari strategiche di origine Usa, Global Threat Reduction, Iniziative (Gtri), lanciato dalla NAT Nuclear Security Adm (Nnssa) del Dipartimento Energia Americano (DOE). Progetto appoggiato dal presidente del consiglio Monti e da Obama durante il vertice di Seul di marzo 2012.

Nel novembre 2012 con una lettera inviata all’ambasciatore americano in Italia tramite il consolato di Napoli abbiamo chiesto direttamente al presidente Barack Obama di riprendersi il combustibile di Elk River allo stesso modo di come si sta riprendendo quello presente negli altri siti Italiani. Abbiamo interpellato anche i movimenti antinucleari americani sulla restituzione delle barre di Elk River nella persona di Paul e Linda Gunter di Beyon Nuclear (Oltre il Nucleare) http://www.beyondnuclear.org/. Anche loro sono d’accordo per la restituzione agli U.S.A delle barre nucleari di Elk River, per una questione etica a patto che non crei problemi di trasporto e/o movimentazione.

La restituzione delle barre nucleari di Elk River non è una questione lucana o meridionale ma nazionale.

Le 64 barre di Elk River ora custodite nelle piscine del centro nucleare Itrec dovranno essere sistemate secondo il decommissioning della Sogin in cask ed essere portate insieme alle scorie solidificate del riprocessamento al deposito nazionale. Un deposito nazionale di scorie nucleari che potrebbe interessare qualsiasi regione italiana. E’ bene quindi alleggerire il fardello delle scorie nucleari di III categoria italiane e restituirle agli Usa. Facciamo pertanto appello alle istituzioni, ai sindaci, a tutte le forze politiche e sociali, ai presidenti delle Regioni, alla stampa, ai media e soprattutto ai giovani affinché facciano propria questa battaglia di civiltà e di democrazia per chiedere con forza un impegno internazionale al nostro governo per la restituzione del combustibile  nucleare di Elk River e i residui del riprocessamento agli Stati Uniti d'America.

NOSCORIE TRISAIA

Movimento Antinucleare

noscorietrisaia@libero.it


 


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5 novembre 2012


BARRE NUCLEARI DI ELK RIVER :NOSCORIE TRISAIA SCRIVE A BARAK OBAMA

 

 

 

Nel mese di Ottobre Noscorie Trisaia a seguito del silenzio istituzionale dei parlamentari lucani e del presidente della regione Basilicata Vito De Filippo sulla mancata restituzione delle barre di Elk River agli Stati Uniti d'America dopo l’accordo di Seul Obama -Monti, per mezzo del proprio portavoce e tramite il console americano generale a Napoli Donald Moore ha inviato una lettera al presidente americano Barak Obama.

Alla luce  degli accordi del vertice di Seul con il presidente italiano Mario Monti per il progetto americano di rimpatrio di materie nucleari strategiche d' origine Usa dall’Italia , Global Threat Reduction, Iniziative (Gtri), lanciato dalla NAT Nuclear Security Adm (Nnssa) del Dipartimento Energia Americano (DOE).Quale impegno comune per il disarmo, la non proliferazione e l’utilizzo pacifico dell’energia nucleare, ma anche una forte riaffermazione dei rischi alla sicurezza legati al terrorismo nucleare chiediamo nella nostra lettera al presidente Obama di riprendersi le barre americane di Elk  River custodite alla Trisaia di Rotondella.

In particolare chiediamo la restituzione delle  64 barre di Elk River e i residui della lavorazione delle altre 20 barre (previa sistemazione in sicurezza) quale materiale nucleare strategico americano presente in Italia. Allo stesso modo di come gli Usa si stanno riprendendo quello custodito nel centro nucleare italiano di Saluggia (Vercelli - Piemonte) e di Trino Vercellese (Vercelli - Piemonte) in partenza dall’Italia ai primi di novembre 2012 dal porto italiano di Trieste. Lo scopo è di denuclearizzare il centro Itrec della Trisaia di Rotondella per riconvertirlo in una scuola del mediterraneo per le energie rinnovabili. Le 84 barre di Elk River  giunsero in Italia negli anni 70, al centro nucleare Cnen (poi Enea e ora Itrec e gestito dalla Sogin) a Trisaia di Rotondella, con un contratto di lavorazione delle barre nucleari. Le barre di combustibile dovevano essere riprocessate all’Itrec tramite un procedimento chimico e restituite alla centrale di provenienza con i prodotti utili e gli scarti nucleari di lavorazione. Sono passati oltre 40 anni, ma quel contratto di lavorazione di questo materiale non fu rispettato. Le barre in questione da contratto sono definite “weapons grade” e quindi classificabili come materiale strategico nucleare. Nella centrale nucleare di Elk River nel Minnesota sono custodite altre centinaia di barre dello stesso tipo della Trisaia. Riportare alla centrale nucleare di Elk River in Minnesota altre decine di Barre dello tipo come quelle dell’Itrec non cambierebbe la situazione per gli Stati Uniti, mentre noi declasseremmo il sito nucleare di Rotondella, trasformandolo finalmente in una scuola per le energie rinnovabili del Mediterraneo. E’ lo stesso principio applicato per il combustibile italiano (Trino, Caorso, Saluggia) riprocessato in Francia, dopo la lavorazione, il combustibile buono e scorie ritornano in Italia, tutto pagato ovviamente dai contribuenti.

Sono circa 9 anni che chiediamo alle istituzioni italiane di restituire il materiale nucleare americano ai legittimi proprietari, nel marzo 2006 a seguito del movimento popolare ci fu un interessamento del governo italiano per la restituzione di questo materiale agli Stati Uniti tramite il sottosegretario Letta del governo Berlusconi, ma senza successo. Abbiamo interpellato  anche i movimenti antinucleari americani sulla restituzione delle barre di Elk River nella persona di Paul e Linda Gunter di Beyon Nuclear (Oltre il Nucleare) http://www.beyondnuclear.org/. Anche loro sono d’accordo per la restituzione  agli U.S.A delle barre nucleari di Elk River, per un questione etica  a patto che non crei problemi di trasporto e/o movimentazione. In attea di una risposta del presidente americano    le ns. iniziative antinucleari continuano.


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permalink | inviato da noscorietrisaia il 5/11/2012 alle 16:8 | Versione per la stampa
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