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1 febbraio 2015


No Scorie Trisaia: Catrame, Berlinguer e le nuove illusioni sulle zone franche

15 gennaio 2015 Se le sono inventate tutte per sostenere lo sfruttamento petrolifero in Basilicata in questi ultimi 15 anni , con la comunicazione trita e ritrita dell’inutile messaggio catrame uguale sviluppo e ricchezza. IL risultato raggiunto in termini economici invece è stato l’opposto e la Regione Basilicata ha scalato in negativo tutte le statistiche Svimez e Istat in termini di emigrazione, povertà disoccupazione .Pittella esaurite le battute calcistiche e il monologo sul petrolio ora resta in silenzio. Il governatore della Basilicata manda in giro il suo numero due, l’assessore Berlinguer a recuperare l’ormai persa credibilità politica nei confronti dei lucani nei comuni della Regione . Continua a farlo nel peggiore modo possibile e perseguendo sempre lo stesso fine ,quello dello sviluppo petrolifero fatto con le promesse di leggi sulle riduzioni delle accise sugli idrocarburi con le zone franche . Lo fa poi nei comuni dove insistono progetti di ricerca petrolifera . Siamo passati dal miraggio delle royalites, alle card carburanti, all’ires e dulcis in fondo ora all’ennesima illusione della riduzione delle accise sugli idrocarburi. Ma di concreto non c’e’ nulla , soprattutto perché ricordiamo ai lettori che è tutto legato al prezzo del barile ,che è in caduta libera e che nemmeno l’Opec può più controllare . Per Noscorie le zone franche sono l’ ennesima illusione propagandata sui territori dove si vorrebbe estrarre greggio , per il semplice motivo che per ottenere legalmente le zone franche occorrono leggi e pareri della comunità euopea (lo dice lo stesso progetto redatto da Berlinguer). Un pò come dire che in tutti questi anni con il ministero dello sviluppo economico e con la stessa comunità europea si è pensato ad altro e ci si è lasciati sfuggire questa occasione. Con quale credibilità politica si propone ora l’opzione zone franche dopo le lunghe trattative che lo stesso Pittella ha avuto con il ministero dello sviluppo economico e con la stessa ministra Guidi ?per poi ottenere i risultati del decreto Sblocca Italia? O peggio ancora la considerazione che lo stesso Renzi ha avuto della Basilicata e degli stessi elettori lucani? . A voler creare zone franche sulle tasse ci si poteva pensare anche prima, senza necessariamente concentrarsi proprio sugli idrocarburi. Ci sono decine di settori che potrebbero essere incentivati proprio nella produzione tipica dei territori, quale potrebbe essere l’agroalimentare. Berlinguer farebbe meglio a guardarsi la storia politica della sua regione dove le zone franche sono state proposte da oltre 6 anni per defiscalizzare i territori per tante altre attività produttive e peculiarità territoriali , e che non erano sfruttati da ricerche petrolifere come lo è per la Basilciata, Berlinguer guardi per esempio il caso proposto per Massa Carrara o di altre località italiane dove le zone franche essitono realmente senza necessariemente promuovere le accise sugli idrocarburi : http://www.toscanaoggi.it/Toscana/ECONOMIA-ZONE-FRANCHE-URBANE-PRESTO-DEFISCALIZZATO-IL-TERRITORIO-DI-MASSA-CARRARA http://www.fiscaleweb.com/2013/02/27/zone-franche-ecco-dove-sono-anche-in-italia/


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20 gennaio 2014


Berlinguer: meno diffide e più leggi regionali severe su emissioni e tutela acque

18 gennaio 2014

 

Abbiamo riempito i verbali dei tavoli della trasparenza regionali sul nucleare da circa 8 anni, le pagine dei giornali, del web e anche la bocca di qualche sindaco compreso quello di Viggiano: la tutela dell’ambiente non la faranno solo i monitoraggi ambientali ma leggi che limitano e riducano le emissioni inquinanti alla fonte agendo sui processi industriali. Abbiamo portato questo messaggio come Noscorie Trisaia e Ola per le piazze lucane con lo smemorandum in camper( http://www.olambientalista.it/index.php/smemorandum/) per far capire agli smemorati amministratori che vogliono trivellare ulteriormente questo territorio che non ci sono le condizioni ambientali ed economiche in Basilicata per estrarre gas e petrolio ,oltre dieci punti puntualmente applicati nel resto del mondo sulle estrazioni petrolifere

Lo ribadiamo per l’ennesima volta di fronte ad una classe politica incapace di risolvere i problemi ambientali e di pretendere azioni forti nei confronti di chi inquina:Il consiglio regionale può varare una legge che abbassa i limiti di emissioni inquinanti obbligando le aziende a rivedere i propri processi industriali e attivando sui camini e su tutti gli scarichi in acqua dei sistemi di monitoraggio in continuo .

Questo limiterebbe anche la spesa regionale delle agenzie dell’ambiente sui monitoraggi che grava purtroppo sui cittadini e non sulle imprese che inquinano.

Una legge regionale che limita l?immissione in atmosfera dell?H2s (il pericoloso Idrogeno solforato)è necessaria per portare il limite attuale per l?industria petrolifera pari a 30 parti per milione a quello dell?Organizzazione Mondiale della Sanità pari a 0,00 5 parti per milione ,ossia 6000 volte superiore .

Stesso discorso vale per le diossine ,per la radioattività e per tutti gli inquinanti pericolosi per la salute pubblica ,l?ambiente e la catena alimentare.

La stessa attività è in corso di esecuzione all?Ilva di Taranto, dove la Regione Puglia ha abbassato i limiti della diossina ai migliori standard europei e imposto il monitoraggio in continuo sui camini (non capiamo perché non lo debba fare la Regione Basilicata).

Potrebbe avere dei costi per le aziende ,ma la salute(compresa quella dei lavorati interni di cui si dovrebbe occupare il sindacato) e la tutela dell?ambiente non possono essere sacrificate al profitto di pochi privati (il caso Ilva insegna)

Per gli impianti a rischio inoltre le istituzioni sono obbligate per legge a comunicare opportune informazioni ai cittadini su cosa fare in caso d?incidente per tutelare le persone e l’ambiente ,è il caso del centro oli di Viggiano, dello stesso Itrec di Rotondella o di altri impianti di natura chimica soggetti alla direttiva Seveso.

Dopo il disastro causato dall?inquinamento delle acque del Pertusillo e quello in Val basento dove i sedimenti e le falde idriche sono pesantemente inquinati da sostanze chimiche molto pericolose(vedasi anche il divieto del sindaco di Pisticci di emungere acque per uso agricolo) pretendiamo politiche che mirino a ridurre le attività industriali molto inquinanti , quindi è bene che l?assessore Berlinguer ,il presidente Pittella o altri funzionari del Dipartimento Ambiente non autorizzino in alcun modo altre trivellazioni,discariche o inceneritori di rifiuti regione ma che pongano sotto controllo in modo rigoroso gli impianti esistenti. [No Scorie Trisaia]


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