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16 agosto 2013


In settemila oggi sullo jonio contro le trivellazioni in mare e in terra

11 agosto 2013

 

catena umana 2013E’ stata una giornata splendida, per il contributo particolare che ci è arrivato da persone splendide di un gruppo composto di diversamente abili ospitati nel Circolo Aquarius e nel Circolo Velico Lucano. Li vogliamo ringraziare uno per uno, sapendo che per loro è stato molto faticoso tenere il passo nell’organizzazione della catena.

La catena umana contro le estrazioni petrolifere cresce di anno in anno, oggi eravamo in circa 7.000 e siamo alla terza edizione, la consapevolezza di difendere la propria acqua e il proprio mare cresce di giorno in giorno.

La politica dei grossi interessi e della speculazione petrolifera in Basilicata e nel mar Jonio si arrenda, sarà travolta dai movimenti cittadini se non ha in democrazia rispetto per le popolazioni. I progetti di trivellazione sulle sorgenti del fiume Agri vanno fermate (25.000 barili previsti nel memorandum tra Regione Basilicata e Governo) , le istanze di ricerca petrolifera nel mare Jonio (sono arrivate a 14 ,da Gallipoli a Catanzaro ) vanno bocciate dal Ministero dell’Ambiente .

Migliaia di posti si lavoro si perderebbero subito se trivellano lo Jonio, a rischio un patrimonio urbanistico, e storico millenario della Magna Grecia, rischi gravi collegati ai terremoti e alle faglie attive che potrebbero reagire negativamente con le trivellazioni poste alle stesse profondità, rischio subsidenza e grave inquinamento a causa della conformazione geologica e geografica del golfo di Taranto.

Dicono no a questo scempio ambientale, gli operatori economici del territorio (quelli che producono PIL), chi usa l’acqua per irrigare o per  l’industria (nessuna attività produttiva sopravvive senz’acqua), i migliori geologi italiani delle più importanti università italiane (quindi nessun allarmismo ambientalista).

Il nostro petrolio è la bellezza del nostro mare e la linfa vitale della Basilicata è l’acqua che crea vita e d economia in eterno se salveremo gli
ecosistemi dalle trivellazioni in terra e mare.

Ringraziamo tutti i partecipanti alla catena umana, gli attivisti m5s di Mirandola in vacanza a Policoro (comune ultra-trivellato e vittima degli ultimi terremoti in Emilia Romagna) il sindaco No Triv di Amendolara(Cs) Antonello Ciminelli che ha partecipato alla catena ,i circoli velici Lucano e Aquarius di Policoro, il lido al veliero ,il sindacato Ugl che diversamente dagli altri sindacati pro-trivelle si è schierato contro le trivellazioni petrolifere, i volontari di legambiente Policoro( No quelli di Potenza e nazionali).

Un doppio grazie nuovamente a quei ragazzi diversamente abili che hanno partecipato con fatica all’iniziativa ,sono queste persone che danno esempio su come si cambia il mondo. Grazie alla Città di Policoro . [Med No Triv]


9 maggio 2012


Memorandum, cui prodest?

 

Memorandum, a chi giova? Un contratto a perdere, senza vantaggi. Ecco spiegato il Memorandum, un contratto tra Regione e Stato del quale, noi cittadini lucani, non sappiamo cosa ne ricaveremo. È come se vendessimo la nostra casa o i nostri beni stipulando un contratto che non quantifica il nostro guadagno. Lo faremmo mai? Noi no! Per buon senso e per amore dei nostri beni, precauzioni che non hanno avuto il governatore lucano, i consiglieri regionali e soprattutto i parlamentari lucani sulla stipula del Memorandum per il raddoppio delle estrazioni petrolifere in Basilicata. In poche parole, se ne sono fregati!

Ad aprile del 2011 Vito de Filippo, con il sottosegretario Guido Viceconte e l’on. Saglia firmavano il Memorandum, un’intesa che ancor prima di stabilire quanti barili estrarre dal nostro sottosuolo, cerca di portare l’attuale produzione da 91 mila a 180 mila barili circa, portando a 104 mila barili la raffinazione al centro oli di Viggiano, estraendo 50 mila barili da Corleto Perticara, col suo terzo centro oli, ed estraendo 26 mila barili, in buona parte fuori da ogni accordo del ‘98 e del 2006, dai monti di Marsico, sopra le sorgenti del fiume Agri. L’intesa prevede vantaggi economici   e fiscali enunciati, ma mai quantificati e, stando all’art. 16 della legge 27 del 2012 sulle Liberalizzazioni, delle maggiori entrate previste con l’aumento sconsiderato delle estrazioni in Basilicata ne beneficerà l’Italia intera, a seconda delle esigenze stabilite dal Ministero per lo sviluppo economico. E, secondo NoScorie Trisaia, si chiama Memorandum questa operazione perché i lucani non se la scorderanno mai più.

E per quanto Vito de Filippo si darà da fare a Roma, adunando (così dice la stampa) tutti i parlamentari lucani (il cui mandato elettorale scadrà a breve) per strappare al governo più benefici possibile, saranno sempre spiccioli che non ripagheranno il territorio lucano delle effrazioni alla suo sottosuolo e le alterazioni alla catena alimentare attraverso il circuito dell’acqua. Tra l’altro, il petrolio che è a termine e per sua natura estrattiva/lavorativa rende deserta la campagna e inutile i raccolti agricoli, oltre a non aver dato in 50 anni alcun ritorno economico ai lucani, ha doppiamente danneggiato la regione perché ha fatto innalzare percentualmente il PIL regionale, giusto il tanto per buttare la Basilicata fuori dall’Obbiettivo 1 dell’Europa (che di economia ne ha smossa di più del petrolio, nonostante le clientele girate intorno a questi finanziamenti europei), mentre in realtà l’Istat, che fotografa la realtà economica e sociale del territorio, nel 2011 ci ha definito «la regione più povera d’Italia».

Per tradurla in numeri, questo significa che abbiamo perso fondi europei per v360 milioni di euro (che in qualche modo arrivavano alle imprese lucane) a fronte di consolidare, col Memorandum e le vaghe opere di infrastrutture previste, i 100/120 milioni di euro annualmente e mediamente erogati alla Basilicata col sistema delle royalites. tanto, è risaputo, i danni ambientali ed economici poi se li piangeranno i cittadini e le piccole e medie imprese lucane in termini di qualità della vita sociale, della salute e di disastro ambientale da riparare.

Di esempi negativi ne abbiamo visti già troppi: il nucleare all’Itrec, la chimica in Val Basento, la colonia energetica e dei rifiuti che le lobby industriali vogliono realizzare in Basilicata nonostante siamo la regione italiana che produce meno rifiuti di tutti.

In tali condizioni, non possiamo delegare ulteriormente, ma  occorre solo diventare più furbi …[No Scorie Trisaia]


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8 dicembre 2011


Memorandum Petrolio ,avanzata francese e ritirata spagnola

 
 
7 dicembre 2011

Dove sono i fautori della card carburanti e del Memorandum petrolifero? Sfuggono e abbandonano i toni trionfalistici. Si rifugiano nel più classico scaricabarile oppure, dopo l’avanzata francese, si defilano nella collaudata ritirata spagnola. Dopo aver menato ai quattro venti i grandi vantaggi per i lucani con il raddoppio delle perforazioni ed estrazioni di petrolio, il presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito De Filippo, ha «affidato», o meglio, ha “appioppato” all’imbarazzato sottosegretario Giampaolo D’Andrea, appena nominato ai Rapporti con il Parlamento, «il rilancio del Memorandum». Il tema del «Memorandum» è stato affrontato anche a Roma – fanno sapere però da via Anzio – con il ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera.

Il rilancio del Memorandum sul petrolio – ha spiegato De Filippo –  riguarda tutti, non solo la Basilicata, perché lo Stato ha un enorme ritorno fiscale da questa operazione, e parte dei proventi maggiori potrebbero essere utilizzati per innovazione, infrastrutture e ricerca sul territorio lucano». “Verificheremo”, avrebbe lapidariamente risposto il ministro Passera, mentre al portavoce del presidente, il compito di “allungare il brodo” alla dichiarazione telegrafica del ministro sui media locali. Intanto lo Stato pensa davvero ad un enorme ritorno economico facendo cassa dai carburanti ma dalle accise sui carburanti, previste dal cosiddetto decreto “salva Italia”, in via di approvazione. E dopo la scomparsa del Memorandum, viene azzerata dalle accise (secondo il Codacons per ogni italiano patentato da 150 a 200 Euro in più all’anno) anche la card carburanti. Nonostante le file alle poste ai lucani, pensionati e disoccupati compresi, resta in mano una card plastificata e l’amarezza di constatare come le compagnie petrolifere siano diventate più ricche, a spese dei poveri, gabbati ed inquinati contribuenti lucani.


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17 settembre 2011


A Corleto Perticara le testimonianze sui danni provocati dal petrolio

Sep 13

Corleto Perticara è, al contempo, un luogo antico dove il suo territorio è già stato colpito dall’aggressività delle compagnie minerarie (contrada Dievolo, dove sulle sostanze tossiche interrate nei campi agricoli si è anche per anni coltivato grano e fieno), ed è anche il luogo dove si sposterà nell’imminente futuro, tutta la vecchia/nuova dinamica sulla raffinazione del petrolio lucano.

Petrolio che più che a Viggiano, sarà pieno di inquinanti come lo zolfo e i mercaptani. La carovana dello Smemorandum Camper con la Ola, No Scorie e Ola Channel ha offerto ieri sera il suo megafono mediatico al “Collettivo di Corleto”, affinché esponesse i suoi dubbi e le sue perplessità, ma lo ha anche offerto all’Onda Rosa di Viggiano, agli allevatori di Viggiano e a Laboratorio per Viggiano che hanno portato la loro testimonianza su quali sono i danni petroliferi già in atto in Val d’Agri per utili confronti tra le estrazioni esistenti in Val d’Agri e quelle future nella Valle del Sauro.

Se a Pisticci, in Valbasento, tutto ebbe inizio, se a Viggiano tutto è continuato e se a Corleto tutto sarà continuato, per il viaggio dentro le contraddizioni del petrolio in Basilicata. Durante l’incontro nel paese dove sorgerà il terzo centro oli lucano della Total, da 50 mila barili al giorno (Viggiano è a 90 mila), non poteva non essere l’incontro delle testimonianze. Affinché ai corletani sia chiaro cosa rappresenterà il loro prossimo futuro e affinché non si ripetano gli errori di Pisticci e Viggiano. E’ stata anche l’occasione per presentare ai cittadini le osservazioni presentate alla Regione dalla Ola e da No scorie Trisaia per il progetto “Tempa Rossa”.

Gli allevatori i cui greggi pascolavano nei dintorni del centro oli di Viggiano, hanno dichiarato al pubblico della serata in piazza Municipio che loro hanno dovuto vendere i greggi, perché nessuno comprava più le loro pecore, diventate tra l’altro sterili e con qualche parto geneticamente deformato. Le donne dell’Onda Rosa, hanno portato il dolore fisico e psicologico della convivenza con il rumore, la sismicità, la puzza nauseabonda e l’acidità dell’aria che erode case, metalli e piante. Testimonianze che “abbiamo portato anche a Vito De Filippo – hanno dichiarato – in un incontro privato, il quale non ci ha nemmeno ascoltato, avendoci parlato solo di soldi, dimenticando che sono i luoghi dove nasci e dove cresci il valore da difendere, non certo quanti soldi da ricavare da ciò che distrugge il tuo ambiente”.

Laboratorio per Viggiano, infine, ha chiesto come mai siano spariti in un mese i valori di inquinamento di Toluene e benzene dalle falde sotto il centro oli di Viggiano, “paese dove dal 2000 si sa che la gente del posto soffre di patologie cardiorespiratorie 2 volte in più rispetto al resto dei lucani e ha un’incidenza di tumori 1 volta e mezzo in più”. “Qualcuno ce lo dovrebbe spiegare – hanno continuato ad affermare quelli di Laboratorio per Viggiano – o, in alternativa, ci spiegassero, se sono spariti, dove sono finiti? Nelle acque del vicino fiume Agri? Nella diga del Pertusillo? Perché vorremmo ricordare che a Sant’ Arcangelo, che di quell’acqua si nutrono le piante dei loro campi, i linfoma e le leucemie sono 2 volte e mezzo in più rispetto alla media dei lucani”.

Lo Smemoranduma in Camper ha raccolto le firme sulle proposte di moratoria delle nuove perforazioni e per una legge regionale che abbassi i livelli di tolleranza dell’H2S ai limiti richiesti dall’Organizzazione mondiale della sanità. La raccolta di firme continua per tutta la settimana a Corleto Perticara, grazie al contributo del Collettivo Culturale di Corleto. Il viaggio dello sMemorandum in Camper continuerà nelle prossime settimane nelle piazze lucane.

 

 

 

 

 

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17 settembre 2011


Bonus benzina: l’informazione del Pdl è falsa ed ingannevole?

14 settembre 2011

[14/9/2011]  In merito al bonus benzina interviene No Scorie Trisaia. ecco il comunicato stampa: “Il senatore Cosimo Latronico e l’onorevole Vincenzo Taddei spieghino con precisione da esattore della finanza tedesca come faranno 170 mila patentati lucani ad avere 400 euro col bonus benzina, come da loro affermazione riportata dagli organi di stampa in data 9 settembre scorso. Altrimenti la loro propaganda politica è configurabile con la pubblicità ingannevole e potrebbe essere soggetta a una denuncia all’Autority. È ora di finirla con questa leggerezza comunicazionale della politica che dovrebbe promettere e certificare solo ciò che è vero e non ciò che è verosimile se non falso, anche perché non dobbiamo mai dimenticare che il tema delle estrazioni minerarie in Basilicata è un tema delicato, sia per i rischi di inquinamento sempre più evidenti al ciclo dell’acqua, sia per i rischi alla salute dei lucani, come le statistiche riportano, e sia per il fallimento della politica delle royalties come propellente – è il caso di dire – all’economia lucana che è ferma a 20 anni fa, nonostante i 20 anni di attività minerarie.

Nel 2009 il 3 per cento delle estrazioni, da riversare nel fondo carburanti del bonus benzina 2011, ha prodotto per questa regione la misera cifra di 32 milioni di euro (pagati da Eni e Shell con soli 4 giorni di estrazioni, visto che incamerano gli 8 milioni di euro al giorno calcolati sul valore di borsa dei 90 mila barili estratti al dì).

Nel 2010, invece, la cifra del bonus benzina da pagare nel 2012 ha raggiunto i 48 milioni di euro (pagati in soli 6 giorni di estrazione). Visto il ricorso al Tar del Veneto che ha bloccato per adesso l’erogazione del bonus benzina 2011 relativo alle attività minerarie dell’anno 2009, è presumibile che – nel caso lo Stato versi realmente – il cumulo di due anni di bonus, 2009 e 2010, ma secondo i calcoli di NoScorie Trisaia, questo cumulo imprevisto e biennale non dovrebbe portare a superare comunque la cifra di 200 euro in toto, nonostante il 2010 abbia portato ai dividenti del bonus benzina circa 13 milioni di euro in più.

La comunicazione di Latronico e Taddei lascia intendere che tutti gli 80 milioni di euro (32 + 48) verranno divisi fra i 170 mila patentati che hanno fatto richiesta di bonus benzina, mentre nella realtà, i patentati lucani che non aderiscono all’iniziativa, lasciano la loro parte al Ministero delle Finanze e non in eredità agli altri patentati lucani. E inoltre, da quella cifra vanno scorporate le spese di gestione bancaria del bonus – e vorremmo anche sapere quale banca gestisce per conto di Poste italiana le transazioni – e le spese di realizzazione delle credit card. Spese che nessuno finora ha dettagliato con chiarezza.

In virtù di tutto questo, NoScorie Trisaia, attende chiari dettagli dai due parlamentari del Pdl, informando che denuncerà questa propaganda politica per pubblicità e informazione ingannevole all’autority di competenza”.[No Scorie Trisaia]


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13 settembre 2011


Memorandum ? :La Regione blocchi l’iter burocratico dei nuovi 20 pozzi petroliferi

 

13 settembre 2011

Sono già saltate due date per la firma, a Roma, del “Memorandum” bipartisan di Vito De Filippo e Guido Viceconte, e non si intravede a breve alcuna altra data utile per sancire l’accordo che avrebbe dovuto dare il via a maggiori quantità di petrolio da estrarre in Basilicata, col solo scopo di far fare maggiore cassa alle compagnie minerarie. Sembrerebbe che il ministro delle finanze, Giulio Tremonti, non abbia alcuna voglia – nonostante le pressioni del ministro Paolo Romani – di firmare il decreto necessario a validare il “Memorandum” e le “presunte infrastrutture” in cambio di più petrolio da estrarre in Basilicata.

Secondo la Ola (Organizzazione lucana ambientalista) e No Scorie Trisaia, il problema – la concessione dei 20 pozzi fatta col rilascio dell’Intesa – non è solo una questione di semplice procedura burocratica, con la quale la Regione facilita il percorso ai petrolieri, ma è soprattutto di elevata gravità politica, perché l’aumento delle concessioni minerarie con la conseguente messa in produzione dei pozzi doveva essere subordinato alla firma del “Memorandum”: se la firma non arriva, le concessioni non dovrebbero essere concesse. Alcuni permessi riguardano concessioni totalmente nuove (Serra di Montemurro), altre sono vecchie concessioni mai attivate in tanti anni e arrivate ora (Cerro Falcone, Candarosa, Pergola 1, Monte Enoc 6 e Monte Enoc 7 alle porte di Viggiano), guarda un po’, al loro epilogo burocratico.

Tutto ciò che non era attivo alla firma del “Memorandum”, va considerato nuovo. È tale la disponibilità che la Regione dà ai petrolieri che, tra i 20 nuovi pozzi in arrivo, verrà riattivato anche l’Alli 2, il pozzo che il presidente De Filippo in persona chiuse sull’onta delle contestazioni che da più tempo e da più parti arrivavano perché era diventato l’emblema dell’irregolarità tutta lucana in tema di faciloneria estrattiva. L’Alli 2 era infatti il pozzo da realizzare a circa 800 metri dall’ingresso dell’ospedale di Villa d’Agri: ora verrà semplicemente spostato di poche centinaia di metri più in là. Una distanza che non sposta il valore delle contestazioni precedenti né i rischi contenuti in tale decisione, e che dà anche la misura di quale considerazione il governatore abbia di chi, contestando l’Alli 2, chiedeva semplicemente tutela da quello che appariva un’arroganza estrema delle compagnie minerarie incuranti di estrarre profitto in cambio di inquinamento nei luoghi abitati, nei letti di fiumi, nelle aree protette, lungo le faglie sismiche e anche di fronte ai luoghi di cura.

Né il governatore si illuda – in sostituzione del fallimento del “Memorandum” e del gigantesco giro mediatico su cui è stato poggiato – di giocarsi la carta delle “imposte che l’erario incassa dalle estrazioni di petrolio in Basilicata” (dichiarazione di De Filippo ai giornali lucani dell’8 agosto 2011) pur di sopperire mediaticamente e politicamente alla firma che non avrà il “Memorandum”: Tremonti non ha alcuna intenzione anche su questo versante, ovvero di versare un euro alla Basilicata. E dunque, si prepari a dare consistenza alla sua stessa minaccia rivolta l’8 agosto scorso a mezzo stampa ai petrolieri: “Altrimenti, non saranno rilasciate altre autorizzazioni per nuovi pozzi minerari”. Sempre se tale affermazione era l’impegno di un governatore e non un sotterfugio di un politico.


8 settembre 2011


Si sbriciola il Memorandum e con esso la gruviera mineraria in Basilicata? A Viggiano lo sMemorandum in Camper

Sep 06

Verso il fallimento del Memorandum targato Vito De Filippo e Guido Viceconte e verso l?autorizzazione negata ai due pozzi estrattivi previsti dentro Viggiano, ovvero Monte “Enoc 6″ e “Monte Enoc 7″. Per quanto riguarda il Memorandum – e secondo quanto appreso da fonti vicine al Pd dagli attivisti dello “Smemorandum in Camper” durante la due giorni di permanenza a Viggiano – sembrerebbe che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, non abbia voglia di firmare il decreto necessario a validare il Memorandum e le “presunte infrastrutture”, in cambio di più petrolio estratto.Se la notizia raccolta a Viggiano dovesse trovare conferme ufficiali, occorrerà che il governatore lucano ritiri immediatamente l’Intesa concessa di recente alla messa in produzione dei 20 pozzi, tra cui alcuni nuovi pozzi da trivellare; che gli ideatori di questo tentato esproprio della volontà popolare che si chiama Memorandum ne traggano le dovute conseguenze, e che i sindaci lucani in generale e dell?area estrattiva in particolare, firmino la richiesta di moratoria che lo “Smemorandum in Camper” porta in giro per le piazze della Basilicata.

Per i due pozzi da realizzare nell’area franosa alle porte di Viggiano, invece, la notizia è ufficiale ed è stato lo stesso sindaco Giuseppe Alberti a dichiarare agli attivisti dello “Smemorandum in Camper” che non autorizzerà i pozzi (“Monte Enoc 6″ e “Monte Enoc 7″, ndr) dentro il paese. Consigliamo però al sindaco di vigilare: anche l’”Alli 2″ era stato mediaticamente chiuso da De Filippo dopo le contestazioni legate alla sua vicinanza all’ospedale di Villa d’Agri, mentre nella realtà, verrà semplicemente spostato di poche centinaia di metri.

Positivo, dunque, il bilancio dei due giorni dello “Smemorandum in Camper” a Viggiano, la capitale delle contraddizioni e della disinformazione sul petrolio. Sono stati distribuiti più di mille volantini e si è dialogato con centinaia di persone, approfittando sia della festività mariana, sia della voglia di approfondimento e di conoscenza che è stata riscontrata tra la gente del posto, la quale – in più di un?occasione – ha fatto capannello intorno agli attivisti della Ola (Organizzazione lucana ambientalista) e di NoScorie Trisaia.

Tra l?altro, i 51 viggianesi che abitano nei dintorni del centro oli – da anni in contestazione con l?Eni – hanno riferito che il loro avvocato è stato contattato dalla società mineraria italiana al fine di chiudere il contenzioso in atto da un decennio per i danni recati dal rumore, dall’olezzo, dalle emissioni acide e dalle lesioni alle proprietà edili. Ai 51 viggianesi ricordiamo che il valore di mercato delle loro proprietà non può essere riduttivamente quello del mercato locale (è l’Eni, società privata, che ha alterato le condizioni di vita dell?area e che obbliga a cercare altri luoghi per vivere) e che questa fretta dell’Eni di concludere potrebbe nascere dalle scadenze dello Stato sugli incentivi per le energie rinnovabili: l’area acquisita potrebbe servire, infatti, alla realizzazione di un mega-impianto fotovoltaico privato.

Il sindaco di Viggiano, infine, non ha permesso allo “Smemorandum in Camper” la collocazione di un banchetto per la raccolta di firme per proporre una legge regionale che porti i limiti di tolleranza all’inquinamento di H2S, ai livelli stabiliti dall’Organizzazione mondiale della sanità. A suo dire, “non è mai stato dato un permesso per svolgere attività politica nell?area liturgica nelle giornate di festa patronale”, mostrando in tal modo di non conoscere l?intento apolitico e apartitico del viaggio del nostro camper nelle piazze lucane. Il divieto del sindaco Alberti ha solo vietato ai viggianesi di dare il proprio contributo ad una legge che tutelerebbe in primis l’area di Viggiano. Speriamo che il primo cittadino viggianese si faccia perdonare impegnandosi personalmente affinché sia consentita alla sua comunità la firma alla proposta di legge all?interno della Casa comunale.


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6 agosto 2011


Al via sabato 6 Agosto da Policoro “sMemorandum in Camper”

4 agosto 2011

[4/8/2011] Parte lo “sMemorandum in Camper”, il viaggio nella Basilicata delle contraddizioni del petrolio, e non solo. Il 6 agosto, alle 10,30, a Policoro Lido, davanti al lido “La Sirena”, luogo – simbolo dei cinquemila no alle estrazioni minerarie di terra e di mare della “Catena Umana” di luglio scorso, è indetta una conferenza stampa dagli organizzatori per spiegare motivi e progetto dell’inizìativa “sMemorandum in Camper”.

La Ola, Organizzazione lucana ambientalista, No Scorie Trisaia, movimento antinucleare, e Ola Channel, la web tv dell’ambiente che seguirà le tappe del tour in streaming ed in diretta sul sito www.olachannel.it, visiteranno le piazze e i comuni della Basilicata per dialogare con la gente, per scambiare opinioni e condividere fatti e azioni con i cittadini lucani, ma anche con categorie sociali e politiche della regione. Con un unico obiettivo: far emergere le contraddizioni intorno al petrolio e ad una informazione che si è dimostrata troppo vicina agli interessi dei petrolieri e molto lontana dalle esigenze ambientali, economiche e di salute del territorio lucano e dei suoi abitanti. I vari momenti e le tappe dello “sMemorandum in Camper” potranno anche essere seguite su internet in tempo reale al seguente indirizzo:

http://camper.olambientalista.it

e su su Ola Cannel al seguente link: http://www.olachannel.it/index.php/dirette/

L’iniziativa si chiama “In camper”, perché delegati e tecnici dei tre movimenti, si alterneranno lungo le piazze della Basilicata, viaggiando in un camper attrezzato per proiettare filmati e video e per ospitare i banchetti per il volantinaggio, le aree per la discussione e l’angolo per firmare due petizioni. La prima petizione, per l’abbassamento dei livelli degli inquinanti permessi in Basilicata e in Italia, soprattutto il famigerato H2s prodotto dalle raffinazioni del petrolio, dal caratteristico odore di uova marce, gas mortale e responsabile di gravi patologie, permesso in Italia e in Basilicata fino a livelli 6 mila volte superiori a quanto stabilito dall’Oms, Organizzazione mondiale della sanità. La seconda, riservata ad enti, associazioni, movimenti e partiti, per sottoscrivere un documento congiunto per ottenere una richiesta di moratoria delle attività petrolifere in Basilicata e la salvaguardia della sicurezza delle popolazioni e dei lavoratori.

Gli organizzatori per compensare le emissioni prodotte dal Camper e il corrispondente quantitativo di emissioni di CO2 doneranno un quantitativo di alberi da piantumare.

Si chiama “sMemorandum”, non per irridere al governatore della Regione Basilicata, ma per ricordare ai cittadini e alle imprese lucane, il vuoto di memoria che spesso accompagna questa terra, dove la fame di lavoro degli uomini e delle donne diventa facile preda di artate promesse, volutamente e deleteriamente impostate sul ricatto occupazionale. Il nuovo protocollo d’intesa, che il presidente della Regione Baasilicata ha chiamato “Memorandum” a noi porta alla memoria, appunto, le stesse disinformazioni di 20 anni di promesse non realizzate di lavoro per i lucani (emigriamo ogni anno, da 20 anni, in circa 1500) e di tutela dell’ambiente che un’attività invasiva come quelle estrattive non può mai mantenere.

L’equazione “più royalties per più petrolio da estrarre”, contenuta nel “Memorandum” sottoscritto da De Filippo per la Regione Basilicata e da Guido Viceconte, per il governo, non significa più ricchezza per noi, ma solo più entrate per le compagnie minerarie, e non potrà mai dare garanzie geo-ambientali o di salubrità per i cittadini, perché non esiste una perforazione “garante”, essendo una pratica altamente invasiva e cancerogena. Un rischio enorme per estrarre un misero 6% del fabbisogno nazionale.

“sMemorandum in Camper”, sarà occasione di scambio e di conoscenza, ma sarà anche occasione per fornire un dodecalogo dei luoghi comuni con i quali si alimenta la disinformazione delle compagnie minerarie e degli enti complici e succubi degli interessi industriali. Calcoleremo per tutto il tragitto i consumi di Co2 che l’organizzazione consumerà durante il tragitto e successivamente, comunicheremo in che maniera e dove compenseremo il consumo di Co2 prodotto dalla nostra iniziativa.
E’ possibile richiedere la presenza dello “sMemorandum in Camper” nelle piazze della Basilicata. Le prossime date e piazze lucane toccate dall’iniziativa, compreso la conferenza stampa nazionale di settembre, saranno comunicate dall’Ufficio stampa della Ola nei prossimi giorni.

La sMemorandum Card:


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2 agosto 2011


Tar Lazio congela 56 litri di benzina per patentato lucano

1 agosto 2011

Ai  giovani  della regione più povera d’Italia, secondo i dati Istat  2011, che è anche quella più sfruttata dalle compagnie petrolifere (le royalties del petrolio sono una miseria, il 7% dei circa 3 miliardi di euro all’anno che invece restano nei bilanci di Eni & C.), il Tar del Lazio congela persino l’ultimo pieno per emigrare ,ossia i 56 litri di benzina di bonus carburante . Dunque, ci dobbiamo pagare anche la benzina per lasciare i confini di questa regione, quasi come accade per i nigeriani, che muoiono nel tentativo di “fregare” un po’ del loro petrolio dagli oledotti delle compagnie minerarie, per poter comprare una mezza pagnotta di pane.La Basilicata come la Nigeria, dunque, non come la Libia: il leghista Giovanni Fava deve ricollocarci geograficamente, perché, al pari dell’Africa Nera, la Basilicata è la terra più piena di risorse primarie e più piena di poveri  sfruttati. I 90 euro a patentato, nella realtà sono 56 litri di benzina (al prezzo corrente alla pompa): l’accontentino concesso per sperare di passarla liscia mentre Regione e Governo si accordano col “Memorandun” voluto da”Guido De Filipppo” e “Vito Viceconte”, per consentire all’Eni di raddoppiare le estrazioni e i guadagni, da far passare da circa 3 a circa 6 miliardi di euro all’anno. Mentre ai poveri della Basilicata rimane sempre e solo il 7%.  Anzi, dato che il Memorandum, col raddoppio delle estrazioni previste dal Memorandum, sarebbe stata più evidente la sproporzione tra ciò che trattengono Eni & C. e ciò che resta al territorio, le royalties non verranno più conteggiate, ma verranno sostituite da generiche realizzazioni di infrastrutture, cosa che non consentirà più alcun controllo sociale su ciò che combineranno petrolieri e politici lucani.Il bonus benzina è una sorta di “miseria” su cui  “Guido De Filipppo” e “Vito Viceconte” pensano di perpetrare il sottosviluppo economico di questa regione e la sua completa colonizzazione agli interessi delle compagnie minerarie. Ora che gli è stata “sospesa” l’ennesima illusione di prendere per i fondelli i lucani, dovranno inventarsi qualcosa d’altro per cercare di rendere “complici” i lucani con le briciole dei fastosi pranzi minerari ai quali i cittadini lucani non sono stati mai invitati. Se non per prendersi gli “effetti collaterali” su salute umana, danni ambientali e svendita dell’economia reale della regione, i cui abitanti continuano ad emigrare…La distruzione della basilicata, della sua  acqua, delle sue economie e della salute dei suoi abitanti, ora è tornata ad essere totalmente “gratuita”. per tutto il resto, ci sono i dati Istat, l’Arpab e il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata[Fonte:No Scorie Trisaia]


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permalink | inviato da noscorietrisaia il 2/8/2011 alle 21:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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