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16 agosto 2013


In settemila oggi sullo jonio contro le trivellazioni in mare e in terra

11 agosto 2013

 

catena umana 2013E’ stata una giornata splendida, per il contributo particolare che ci è arrivato da persone splendide di un gruppo composto di diversamente abili ospitati nel Circolo Aquarius e nel Circolo Velico Lucano. Li vogliamo ringraziare uno per uno, sapendo che per loro è stato molto faticoso tenere il passo nell’organizzazione della catena.

La catena umana contro le estrazioni petrolifere cresce di anno in anno, oggi eravamo in circa 7.000 e siamo alla terza edizione, la consapevolezza di difendere la propria acqua e il proprio mare cresce di giorno in giorno.

La politica dei grossi interessi e della speculazione petrolifera in Basilicata e nel mar Jonio si arrenda, sarà travolta dai movimenti cittadini se non ha in democrazia rispetto per le popolazioni. I progetti di trivellazione sulle sorgenti del fiume Agri vanno fermate (25.000 barili previsti nel memorandum tra Regione Basilicata e Governo) , le istanze di ricerca petrolifera nel mare Jonio (sono arrivate a 14 ,da Gallipoli a Catanzaro ) vanno bocciate dal Ministero dell’Ambiente .

Migliaia di posti si lavoro si perderebbero subito se trivellano lo Jonio, a rischio un patrimonio urbanistico, e storico millenario della Magna Grecia, rischi gravi collegati ai terremoti e alle faglie attive che potrebbero reagire negativamente con le trivellazioni poste alle stesse profondità, rischio subsidenza e grave inquinamento a causa della conformazione geologica e geografica del golfo di Taranto.

Dicono no a questo scempio ambientale, gli operatori economici del territorio (quelli che producono PIL), chi usa l’acqua per irrigare o per  l’industria (nessuna attività produttiva sopravvive senz’acqua), i migliori geologi italiani delle più importanti università italiane (quindi nessun allarmismo ambientalista).

Il nostro petrolio è la bellezza del nostro mare e la linfa vitale della Basilicata è l’acqua che crea vita e d economia in eterno se salveremo gli
ecosistemi dalle trivellazioni in terra e mare.

Ringraziamo tutti i partecipanti alla catena umana, gli attivisti m5s di Mirandola in vacanza a Policoro (comune ultra-trivellato e vittima degli ultimi terremoti in Emilia Romagna) il sindaco No Triv di Amendolara(Cs) Antonello Ciminelli che ha partecipato alla catena ,i circoli velici Lucano e Aquarius di Policoro, il lido al veliero ,il sindacato Ugl che diversamente dagli altri sindacati pro-trivelle si è schierato contro le trivellazioni petrolifere, i volontari di legambiente Policoro( No quelli di Potenza e nazionali).

Un doppio grazie nuovamente a quei ragazzi diversamente abili che hanno partecipato con fatica all’iniziativa ,sono queste persone che danno esempio su come si cambia il mondo. Grazie alla Città di Policoro . [Med No Triv]


14 dicembre 2012


SALVIAMO IL MAR JONIO - MANIFESTAZIONE 17 DICEMBRE POLICORO


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8 dicembre 2012


Mar Jonio colabrodo petrolifero: via libera anche all’Apennine Energy

 

Così come già preannunciato le scorse settimane dalla Ola, Organizzazione lucana Ambientalista e da No Scorie Trisaia, l’UNMIG ha pubblicato sul bollettino ufficiale degli idrocarburi e georisorse del mese di novembre, le istanze di riapertura dei procedimenti relativi ai permessi di ricerca nel Mar Jonio della società Apennine Energy srl denominati “d148 D.R. – CS e d150 D.R. – CS”, situati nel tratto costiero e di mare compreso tra i comuni di Montalbano Jonico, Scanzano Jonico, Policoro, Nova Siri, Rotondella (istanza d148 D.R. – CS) e Marina di Sibari e Schiavonea (istanza d150 D.R. – DS) in Calabria.

L’istanza di riapertura del procedimento – si legge sul BUIG – è stata presentata ai sensi dell’art. 35, co. 1 del decreto-legge 83/2012 convertito con modificazioni dalla legge n. 134/2012, a seguito di determinazione di rigetto in data 19 luglio 2011, n.ri 15282-3. Dopo le istanze della Shell – denunciano le due associazioni – il ministero dello sviluppo economico, aggirando i divieti dell’ex ministro Prestigiacomo ad effettuare ricerche a contatto della costa, a ridosso della battigia del Mar Jonio, di fronte ai lidi e ad importanti ecosistemi marini e terrestri tutelati dall’Unione Europea, rimette in gioco le due istanze della società Apennine Energy su una superficie marina di oltre 125 Kmq.

Il Ministero dell’Ambiente aveva inviato ai comuni rivieraschi, nelle scorse settimane, la richiesta di esprimere il parere sulla riapertura della VIA. L’Apennine Energy srl – ricordano la Ola e No Scorie – fa capo alla multinazionale Sound Oil Plc, ed è anche titolare in Basilicata della Concessione di Fonte San Damiano, tra Ferrandina e Pomarico, a cavallo del Basento. Ha acquisito recentemente gli assets della Celtique Energie S.p.A., altra azienda che ha sede legale a Matera, sempre nello studio dell’AvvocatoTurco, con parentele nella politica regionale, divenendo così titolare al 100 % dei permessi di ricerca Monte Negro (in provincia di Matera, 287,7 kmq. in una delle più belle aree nel cuore dei Calanchi, tra Craco e San Mauro Forte) e Torrente Alvo (ricadente nei comuni di Tolve, S.Chirico Nuovo, Oppido Lucano, Vaglio di Basilicata, Cancellara).

La Ola e No Scorie Trisaia, sollecitano pertanto nuovamente il “silente” governatore lucano, Vito De Filippo, di ribadire, assieme alla Giunta ed al Consiglio Regionale, il proprio no alle ricerche petrolifere e alle trivelle, di bloccare cioè il tentativo di assalto petrolifero al Mar Jonio e all’entroterra lucano, ricorrendo contro le autorizzazioni governative per le ricerche di idrocarburi e, per l’entroterra lucano, non autorizzando, nell’ambito delle normali procedure VIA regionali le compagnie minerarie che, dopo i 2/3 dell’entroterra lucano da trasformare in “gruviera petrolifera”, vogliono perforare anche il nostro mare, trasformandolo in un “colabrodo petrolifero” contro il quale diranno no i cittadini, le associazioni e le amministrazioni locali di tre regioni lunedì prossimo 17 Dicembre a Policoro nel corso di una manifestazione contro le trivelle nel Mar Jonio ed in terra ferma.


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5 dicembre 2012


Trivelle Jonio :incontro comitato e istituzioni

Su Jonica Tv nella trasmissione di approfondimento  ” pausa caffe ” incontro tra  il presidente dell’area programma metapontina collina materana  (nonchè sindaco di Rotondella) e i rappresentanti del comitato No Triv Jonio sul problema delle trivellazioni nel mar Jonio. Nei comuni Jonici sono già pervenute tre istanze di ricerca  petrolifera, due da parte della Shell e una  da parte dalla Appennine Energy srl. Le istanze di ricerca in itinere all’Unmig  nel mar Jonio ad oggi sono 9, contese da 6 compagnie petrolifere Shell, Apennine Energy, Northem, Enel Longanesi, Eni, Nautical P. L’incontro ha rappresentato un momento importante di confronto e di intesa tra istituzioni locali e cittadini per  per la difesa del mare,dell’ambiente e delle economie locali.  [No Triv Jonio]

¦Vedi l’incontro su Jonica TV
http://www.jonica.tv/pausacaffe/index.php


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24 novembre 2012


Ricerca petrolifera Shell nel Mar Jonio sul sito del Ministero

 

La Ola preannuncia la propria opposizione e le proprie osservazioni ai progetti di ricerca mineraria della Shell nel Mar Jonio che scadono il 20 gennaio prossimo. Sono infatti stati pubblicati sul sito del Ministero dell’Ambiente i progetti relativi alle istanze permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in mare convenzionalmente denominato “d 73 F.R.-SH” (Scadenza presentazione osservazioni: 20/01/2013) e Istanza di permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in mare convenzionalmente denominato “d 74 F.R.-SH” (Scadenza presentazione osservazioni: 20/01/2013). E’ auspicabile – fa rilevare ancora una volta la Ola – che gli Enti Locali facciano sentire la propria ferma opposizione accogliendo quanto chiedono i cittadini, gli operatori economici e le associazioni, per scongiurare che il Mar Jonio diventi il colabrodo petrolifero d’Italia.


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22 novembre 2012


Crociera nel mar Jonio contro le trivellazioni off-shore

MERCOLEDÌ 21 NOVEMBRE 2012

La crociera nel mar Jonio contro le trivellazioni off - shore


Il reportage di Emmenews dedicato alla crociera nel mar Jonio contro le trivellazioni off – shore.
Da Policoro a Crotone e ritorno, per immortalare le bellezze del golfo di Taranto e il rischio connesso alle attività estrattive sotto costo.
L'iniziativa è stata organizzata dall'associazione No Scorie Trisaia con la collaborazione del circolo Aquarius.
Riprese a cura di Marco Carnimeo.
Il video in alta qualità su youtube, all'indirizzo mail http://www.youtube.com/watch?v=I5ConQGYOcc&feature=share&list=UU8Dt8DV-tMEfE_3Kbo-_vyg


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13 novembre 2012


Off Shore :Giù le mani dal Mar Jonio. Incontro a Policoro il 15/11

 

Il nostro  anniversario  contro  le scorie nucleari lo celebriamo difendendo il nostro mare. E’ quanto scrive in un volantino No Scorie Trisaia. “Il mar jonio rappresenta la  storia  la  cultura  dei popoli del Golfo di Taranto, da difendere dalla multinazionali dell’energia e dai politici senza cultura”. Giovedì, 15 Novembre, alle ore 18,00, presso la sala parrocchiale Eraclea di Policoro si terrà il “primo incontro cittadino per difensere il Mar Jonio dalle trivellazioni petrolifere”.  Ola è No Scorie nel volantino scrivono di presentazione scrivono: “Tutta colpa del ministro Corrado Passera e dei parlamentari che lo hanno appoggiato (lucani e calabresi) nel decreto Crescitalia. I petrolieri trivelleranno l’Adriatico,lo Jonio, il Canale di Sicilia fino in Sardegna (circa 70 piattaforme petrolifere), con condizioni economiche e ambientali favorevoli solo ai petrolieri.

I rischi ormai li conosce anche un bambino: probabile inquinamento anche con le sole attività di ricerca di minerali, con percentuali dell’80% di moria di pesci entro 5 km dall’area in cui si sparano onde d’aria con l’air-gun, lo strumento che utilizzano per creare onde sismiche che rivelano la presenza di giacimenti nel sottosuolo marino. In fase di trivellazione e/o lavorazione degli idrocarburi i rischi per l’ambiente e la catena alimentare sono dovuti all’uso di sostanze tossiche, a possibili perdite di idrocarburi e a fenomeni di subsidenza. Un pericoloso abbassamento del suolo terrestre perché causa di alluvioni ed erosioni e l’area Jonica Metapontina ha già molti problemi di alluvioni e di erosioni. Un fenomeno di subsidenza sta accadendo a Crotone ed è stato denunciato dal professor Leonardo Seeber, sismologo americano, per via della presenza di alcune piattaforme marine che estraggono gas.

I nuovi permessi di ricerca mineraria in mare ci faranno dire addio alle scenografiche albe joniche, distrutte per sempre dalle rugginose piattaforme in mare, a migliaia di posti di lavoro nel turismo, nella pesca, nell’agroalimentare, addio agli investimenti immobiliari sul mare (chi ha una casa perde il suo valore subito). Miliardi pubblici di investimenti sul turismo andrebbero in fumo subito. Addio alla fauna marina e al paradiso di delfini e di tartarughe. Non esistono tecniche di perforazione non impattanti e in caso di grave incidente come nel Golfo del Messico,le conseguenze sarebbero gravi..

Distruggere il mare significa distruggere la storia, l’identità e il futuro economico del meridione d’Italia.

Contro chi vuole mettere le mani sullo Jonio per trivellarlo , chiediamo una mobilitazione immediata di tutti i cittadini che come a Scanzano invitiamo ad auto-organizzarsi . Le istituzioni ,i sindaci facciamo sentire immediatamente la propria voce. La Regione Basilicata che ha fatto il memorandum con il governo per il raddoppio delle estrazioni sulla terra (senza ancora ottenere nulla in cambio) ,si opponga come stanno facendo Puglia,Molise, Abruzzo,Veneto ,coinvolgendo anche la Calabria.Ognuno ora è responsabile del proprio futuro

Scarica e diffondi il volantino

10.11.12
NOSCORIE TRISAIA – ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA


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13 novembre 2012


Mar Jonio:Anche i petrolieri dei Sassi di Matera all’assalto dello Jonio-colabrodo

 

Dopo le recenti richieste della Shell per trivellare il Mar Jonio, la Ola, Organizzazione lucana ambientalista e No Scorie Trisaia denunciano la riattivazione da parte del Ministero dell’Ambiente della procedura VIA dell’istanza denominata “d148 D.R. – CS” della società Apennine Energy srl che ha richiesto in questi giorni il riavvio dell’istanza di pronuncia di compatibilità ambientale per il rilascio del permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, già in capo alla Società Consul Service S.r.l (ora Apennine Energy srl). Un permesso – evidenziano le due associazioni – che si trova a ridosso della battigia del Mar Jonio, sulla costa lucana, di fronte ai lidi e ad importanti ecosistemi marini e terrestri tutelati dall’Unione Europea.

La società, che ha appendici legali nella città dei Sassi di Matera, ha presentato nuovamente l’istanza di permesso, già bocciata dall’ex Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo in base al “D.lgs 128/2010 “Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 3 aprile 2006. n. 152, recanti norme in materia ambientale e la norma dell ‘art. 12 della legge 18 giugno 2009. n.69″, l’art.2, comma 3, lettera h) di tale decreto ha introdotto modifiche all’art. 6 del D.lgs 152/2006 e ss.mm.ii. ed in particolare ha aggiunto il comma 17, che poneva interdizioni alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in prossimità delle aree marine e costiere protette”.

La società Apennine Energy srl fa capo, infatti, alla Sound Oil Plc, ed è anche titolare in Basilicata della Concessione di Fonte San Damiano, tra Ferrandina e Pomarico, a cavallo del Basento. Ha acquisito recentemente gli assets della Celtique Energie S.p.A., altra azienda che ha sede legale a Matera, sempre nello studio dell’Avv.Turco, con parentele altolocate nella politica regionale, divenendo così titolare al 100 % dei permessi di ricerca Monte Negro (in provincia di Matera, 287,7 kmq. in una delle più belle aree nel cuore dei Calanchi, tra Craco e San Mauro Forte) e Torrente Alvo (ricadente nei comuni di Tolve, S.Chirico Nuovo, Oppido Lucano, Vaglio di Basilicata, Cancellara).

Aggirando il decreto Presistigiacomo i “petrolieri dei Sassi di Matera” dell’Appennine Energy srl ritentano l’assalto delle trivelle al Mar Jonio. Questa richiesta – secondo una nota trasmessa dal Ministero dell’Ambiente ai comuni rivieraschi proprio in questi giorni – sarebbe legittimata “in considerazione del fatto che nel frattempo il Ministero dello Sviluppo Economico, a cui è in capo il procedimento principale, aveva provveduto il data 19.7.2011 a comunicare alla Società Apennine Energy S.r.l., già Consul Service S.r.l., il definitivo rigetto dell’istanza di autorizzazione, considerando che successivamente all’emanazione di tale provvedimento è entrato in vigore la legge n. 134 del 7.08.2012 di conversione del D.L. 83/2012, il cui art. 35 interviene modificando ulteriormente l’art. 6 del D.lgs 152/2006 e ss.mm.ii., facendo salvi i procedimenti concessori di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge n. 9 del 1991 in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 9 giugno 2010 n. 128 ed i procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi”.

In sostanza oggi Il Ministero dell’Ambiente – silegge nella nota inviata ai Comuni materani, alla Provincia di Matera ed al Ministro dello Sviluppo Economico – ha ritenuto non “ravvisare i motivi ostativi alla riattivazione dell’istanza di pronuncia di compatibilità ambientale presentata” in data 11.9.2008, ritenendo dover procedere ad una nuova richiesta VIA …in attesa che il summenzionato Dicastero dello Sviluppo Economico provveda, in conseguenza della normativa sopraggiunta e della richiesta della Società” .

Il Ministero dell’Ambiente, Ufficio VIA – rilevano la Ola e No Scorie Trisaia – ha chiesto in questi giorni ai comuni interessati di Montalbano Jonico, Bernalda, Pisticci, Policoro e alla Provincia di Matera (oggi abolita dal Governo), “stante il lungo periodo trascorso dalla data di presentazione dell’istanza, a verificare, dandone comunicazione allo stesso Ministero dell’Ambiente e a tutte le Amministrazioni in indirizzo, “se le condizioni ambientali del sito siano nel frattempo mutate e pertanto si renda necessario un aggiornamento dello Studio di Impatto Ambientale”.

La Ola e No Scorie Trisaia, chiedono pertanto nuovamente al “silente” governatore lucano, Vito De Filippo, assente all’importante summit di Venezia, ed al Consiglio Regionale di Basilicata, sull’esempio di quanto già hanno fatto le regioni Adriatiche, invece presenti a Venezia, di ribadire il proprio no alle trivelle in mare, di bloccare cioè con decisione il nuovo tentativo di assalto petrolifero al mare e all’entroterra lucano, ricorrendo contro le autorizzazioni governative per le ricerche di idrocarburi nel Mar Jonio e, per l’entroterra lucano, non autorizzando, nell’ambito delle normali procedure VIA regionali le compagnie minerarie che, dopo i 2/3 del territorio lucano, vogliono ipotecare anche il nostro mare, trasformandolo in un “colabrodo petrolifero”.


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9 novembre 2012


Pericolo nuove trivelle della Shell nel Mar Jonio

 8 novembre 2012
 

La Ola (Organizzazione lucana ambientalista) e NoScorie Trisaia rendono noto di aver appreso che in questi giorni la Shell sta incontrando, a porte chiuse e con incontri segreti presso gli enti territoriali e regionali, nelle more dei pareri della VIA nazionale, i sindaci dell’arco Jonico lucano e calabrese con l’intento di persuaderli e convincerli favorevolmente alle nuove attività ricerca di idrocarburi nel Mar Jonio, propedeutiche alle trivellazioni. Alla luce di questo la Ola e NoScorie Trisaia – nel denunciare nuovamente all’opinione pubblica questo ennesimo tentativo di imporre le trivelle lungo tutta la costa e nel Mar Jonio – Golfo di Taranto, chiede ai sindaci lucani e calabresi di esprimere una decisa opposizione alle richieste della Shell che minacciano gli ecosistemi e le specie marine protette, utilizzando tra l’altro tecniche invasive di ricerca idrocarburi, che preludono alle successiva trivellazioni con piattaforme marine.

Proprio per sensibilizzare sul pericolo di ricerche ed estrazioni di idrocarburi nel Mar Jonio le due associazioni si sono attivate, assieme ai sindaci, le associazioni ed ai cittadini dell’arco Jonico con due edizioni della catena umana contro le trivelle in terra ed in mare e, di recente, promuovendo il viaggio in barca a vela “Albachiara” da Policoro a Crotone, con l’intento di sensibilizzare sui pericoli che incombono per il mare a partire dall’inquinamento da idrocarburi e non solo.

La Ola e NoScorie Trisaia chiedono al governatore lucano Vito De Filippo (non sappiamo se presente all’importante summit di Venezia) ed al Consiglio Regionale di Basilicata, sull’esempio di quanto hanno fatto già dalle regioni che si affacciano sull’Adriatico – tra le altre cose oggi presenti a Venezia per dire nuovamente no alle trivelle in mare – di bloccare il nuovo tentativo di assalto petrolifero al mare e all’entroterra lucano, ricorrendo contro le autorizzazioni governative per le ricerche di idrocarburi nel Mar Jonio e, per  l’entroterra lucano, non autorizzando, nell’ambito delle normali procedure VIA regionali le compagnie minerarie che, dopo i 2/3 del territorio lucano, vogliono ipotecare anche il nostro mare.

La Ola e NoScorie Trisaia ricordano che alle due nuove istanze di ricerca idrocarburi della Shell, nel Mar Jonio vi sono altre istanze da parte della Northern Petroleum (4) ed una istanza, rispettivamente, dell’Enel Longanesi Developments e Nautical Petroleum-Transunion Petroleum Italia, alle quali deve aggiungersi una richiesta dell’Eni di concessione lungo la costa di Trebisacce.

Istanze per l’ottenimento di permessi di ricerca sensibili, perché una delle due istanze presentate dalla Shell, ovvero la “d 74 F.R-.SH” sul sito del ministero dello Sviluppo economico risulterebbe in corso di rigetto nonostante, a seguito di riperimetrazione, il 3 ottobre 2012 è stata riaperta l’istruttoria.

Una prassi, quella della riperimetrazione, seguita anche da altre compagnie petrolifere presenti nell’arco Jonico, pensata per aggirare i vincoli imposti. Il tutto si aggiunge alle 6 concessioni già esistenti dell’ENI e della Ionio Gas situate di fronte la costa di Crotone dove sono presenti già pozzi produttivi che stanno creando gravi problemi idrogeologici non solo al mare ma anche all’immediato entroterra di Crotone.


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22 ottobre 2012


CROCIERA A VELA CONTRO LE OFF SHORE NELLO JONIO -DIARIO DI BORDO

Sono in atto i preparativi per la crociera alla volta di Crotone che prenderà il via oggi alle ore 18,00 dal porticciolo Torre Mozza di Policoro alle ore 18,00.L’equipaggio di Albachiara è alle prese con gli ultimi preparativi, prima di incontrare amici e giornalisti per un rinfresco e, poi, prendere il largo alla volta di Crotone, in Calabria. La giornata è bella. Il vento al momento è buono.

il logo della Ola stampato sulla bandiera

Ore 16,00: attesi al porto Torre Mozza gli attivisti della Ola, Organizzazione Lucana Ambientalista, che consegneranno, oltre alla propria bandiera da alzare sulla barca, anche l’acqua prelevata dalle sorgenti fiumi lucani affinchè vengano restituite al mare a rappresentare simbolicamente come le problematiche dell’inquinamento del mare partono nell’entroterra, attraverso l’inquinamento dei fiumi e del petrolio che in Basilicata già provoca impatti ambientali, come la vicenda della diga del pertusillo dimostra, con il ritrovamento di idrocarburi e metalli pesanti.

il logo stampato sulle bandiere No Triv

Ore 17,00: gli attivisti di No Triv, il movimento nazionale contro le trivelle in mare ed in terra consegneranno due bandiere del movimento che saranno alzate sulla barca. Mostrano il logo del movimento nato questa estate in Basilicata, a Pisticci, in Val Basento dove l’ENI ha lasciato i propri veleni, in un cimitero industriale e sociale. Albachiara porta con se un messaggio per la salvaguardia del mare, delle coste e della terra che parte da ciascun individuo chiamato ad essere consapevole che il benessere del genere umano è una scelta. Una scelta che deve guardare oltre l’orizzonte limitato del proprio individualismo, verso gli altri, verso i beni comuni da rispettarev e salvaguardare perchè appartegono a tutti ed al Creato.

Al molo fervono i preparativi. L’equipaggio arriva all’ormeggio così come i giornalisti. L’iniziativa – riferisce Felice Santarcangelo di No Scorie Trisaia – ha visto una fase preparatoria che ha coinvolto le comunità ed i comuni. Abbiamo invitato tutti gli amministratori pubblici regionali, provinciali e locali a prendere parte alla crociera. All’ora prestabilita si presentano allo skipper Mimmo Calbi, il vice sindaco di Policoro e Walter Lobreglio e il vice sindaco e assessore all’ambiente del comune di Rotondella. Prenderanno parte anche loro alla crociera di Albachiara verso Crotone. Gli skipper di noscorie condurranno stampa e istituzioni a toccare con mano la bellezza del nostro mare e lo scempio ambientale economico dell off shre vicino Crotone.

La consegna delle bandiere a membri dell'equipaggio, Antonio Celano e Ottavio Frammartino

Un viaggio che contiene tutte le caratteristiche epiche di chi è consapevole di partercipare ad un evento importante che mette al centro la salvaguardia del mare e delle coste dall’inquinamento e dalle trivelle. Assieme allo skipper e proprietario di Albachiara, Mimmo Calbi del Centro Nautico Aquarius ed i due amministratori formano l’equipaggio anche Antonio Celano (aiuto skipper), Felice Santarcangelo (No Scorie Trisaia), Ottavio Frammartino amministratore del comune di Policoro e ad animatore dello sMemorandum in Camper, e tre giovani allievi skipper di vela, Antonio Rosa, Franco Bianchini e Giuseppe Francione e Antonio Rosa. Salutano la partenza Antonio Bavusi della Ola e Enzo Palazzo.

la consegna delle acque delle sorgenti dei fiumi lucani. Felice Santarcangelo e Francesca Leggeri

Prima della partenza si passa al cerimoniale con la consegna delle acque delle sorgenti dei principali fiumi lucani raccolte dagli attivisti delle associazioni lucane questa estate, prima della venuta di S.E. Dalai Lama a Scanzano Jonico al quale è stata presentata l’iniziativa. Consegna l’ampolla la madrina della crociera, Francesca Leggeri.

Preparativi prima della partenza

Le acque verranno liberate a mare vicino Crotone, nei pressi della piattaforma petrolifera Luna D. Poi si procede alla consegna delle bandiere delle altre Associazioni (Ola e No Triv).

Tutto è ormai pronto. Vento in poppa, amici di Albachiara !

In una splendida notte quasi estiva, l’equipaggio dell’Albachiara dopo le 20,00 è già in mare aperto. Ore 21,00: vento leggero ma sostenuto in vela, una mezza luna ci guida. L’equipaggio e gli ospiti di Albachiara hanno già salutato la partenza con un ottimo vino primitivo delle nostre terre lucane. Ore 22,00 …solo spegnendo tutte le luci di una città potresti ammirare un cielo stellato come quello che accompagna la nostra navigazione nello jonio. Ore 23,00 – il vento ci porta lontano, il nostro skipper guida Albachiara al timone, con perizia segue il vento e vede l’onda sulla prua…


Atmosfere a bordo

Cielo stellato a bordo di Albachiara

Lo skipper Mimmo Calbi al timone di Albachiar

Albachiara è giunta a Crotone. Passa nelle vicinanza della piattaforma petrolifera “Luna D”, liberando le acque delle sorgenti dei fiumi lucani con l’auspicio che la sensibilità degli uomini possa evitare di inquinare il mare ed i fiumi con il nero petrolio. In perfetto orario, come previsto, nonostante il mare agitato, si decide di rientrare a Policoro in tempi celeri, non prima di aver salutato gli amici di Crotone che hanno fatto ricevere il loro salute tramite internet.

Albachiara, il viaggio a vela continua...

Non hanno potuto raggiungere in mare “Albachiara” ed unirsi per l’approdo. Tramite internet giungono anche messaggi augurali. Quello di Teresa Liguori, vice presidente nazionale di Italia Nostra, nativa di Crotone, che si complimenta con i velisti per l’ottima iniziativa. “Peccato di non poterli accogliere nella mia città”, ma da Firenze, dove mi trovo oggi, rivolgo agli amici il mio affettuoso augurio. Giungono anche alcuni messaggi su facebook.

Eccone uno: “INNANZITUTTO BUONA DOMENICA A TUTTI E UN GRANDE IN BOCCA A LUPO A TUTTI COLORO CHE STANNO PARTECIPANDO ALLA REGATA AMBIENTALISTA CONTRO LE PIATTAFORME NELLO IONIO. A PROPOSITO DI QUESTO VOLEVO DIRE CHE HO AVUTO MODO DI VEDERE E CONOSCERE TUTTA LA COSTA IONICA A PARTIRE DALLA PUGLIA A FINIRE ALLA SICILIA. LO IONIO E’ LA PARTE PIU’ BELLA DI TUTTO IL MEDITERRANEO, MARE CRISTALLINO ACQUE LIMPIDE, MARE CHE HA NNO VISTO IL PASSAGGIO E IL TRANSITO DI POPOLI CHE HANNO FATTO LA STORIA CON LE LORO COLONIZZAZIONI LE LORO BATTAGLIE.

EPPURE ORA NEL NOSTRO BEL MARE VEDIAMO SOLO SCHIFO SCHIUMA DI TUTTI I COLORI, BATTERI CHE PORTANO MALATTIE DI CUI MOLTE VOLTE NON SI CONOSCE NEMMENO IL NOME, MA COSA PIU’ BRUTTA E IMPRESSIONANTE L’INQUINAMENTO DELLE ACQUE DOVUTO A TUTTE LE SCORIE TOSSICHE, RADIOATTIVE E DI ALTRA NATURA CHE VENGONO PORTATE DA QUEI COLOSSI MOSTRUOSI CHE VEDIAMO IN LONTANANZA NELLE NOSTRE ACQUE E CHE ALTRO NON SONO CHE PIATTAFORME PER L’ESTRAZIONE DI GAS, PETROLIO O CHI SA CHE COSA.

Le acque delle sorgenti dei fiumi lucani vengono versate nel mare...

SONO STATA PIU’ VOLTE DALLE PARTI DI CROTONE, BELLISIIMA CITTA’ CON IMPORTANTI TRASCORSI POSIZIONATA IN MODO STRATEGICO, RICCA DI STORIA, PERO’ CON UN BRUTTO NEO O MEGLIO CON LA BELLEZZA DI TRE PIATTAFORME IN ACQUE E CON UNA ZONA INDUSTRIALE DEVASTATA E DEVASTANTE. ALLORA DICO IO NON SI PUO’ AVERE UN PANORAMA ECCEZIONALE E POI VEDERE QUELLO SCHIFO IN ACQUA E QUELLE BRUTTURE FRONTE MARE. PER QUESTO APPOGIO IN PIENO QUELLO CHE FATE PERCHE’ UNA VOLTA PER TUTTE BISOGNA APRIRE GLI OCCHI FARE MENO I PROPRI INTERESSI E SALVARE CIO’ CHE DIO CI HA DATO. BUONA GIORNATA A TUTTI E SI VERGOGNINO COLORO CHE HANNO FATTO SI CHE TUTTO CIO’ SUCCEDESSE”.

Giunti sulla costa di Crotone si decide di ritornare. Ecco il diario di bordo sulla via del ritorno:

Albachiara solca il Mar Jonio...verso Crotone

ore 13,00: avvistamento in lontananza della tartaruga caretta caretta , grande per dimensioni che nidifica presso le spiagge sabbiose dello jonio

ore 15,00: pranzo, cucina antonio, già skipper di noscorie trisaia, pasta fresca e aromi di mare, frutta biologica offerta dall’azienda Biomele di Policoro

La piattaforma petrolifera Luna B a largo di Crotone

ore 16: passaggio di delfini sull’orizzonte. Il mar jonio è ricco di questi mammiferi che avebbero bisogno di più attenzione e rispetto per i propri habitat
ore 16,30: un piccolo uccello stanco si posa sulla ns. barca e fa una sosta di 10 minuti e poi riparte, evidentemente ci considera amici…

ore 17,00: consultazioni sull’esperienza, gli amministratori presenti ammettono che questa esperienza l’ha dovrebbero fare dopo le isitutzioni anche i semplici cittadini: “solo se conosci il mare ne conosci il valore, l’importanza e il futuro”

ore 18,00: stiamo per approdare a policoro, il vento favorevole ci ha fatto risparmiare tempo , sta per concludersi una giornata davvero speciale

ore 18,30: arrivo. Siamo stanchi, ma pronti a ripartire per nuove rotte in difesa del mar jonio, le manifestazioni per salvare il mare e la terra dalle trivelle continuano, l’acqua dei cinque fiumi lucani che abbiamo liberato vicino le trivelle off shore di Crotone sono il legame tra la terra e il mare, ed è dalla terra che si protegge il mare, dall’acqua nasce la vita e anche l’energia del futuro.

Mare grosso. Albachiara veleggia verso Crotone...

La rivoluzione dell’idrogeno può sopperire gradualmente le fonti fossili. Possiamo deciderlo con saggezza senza distruggere il mare

ore 18,45: ci si saluta, si inizia a parlare di nuove iniziative, di Gallipoli, Puglia, Mar Adriatico, ma di questo ne riparlemola prossima volta…

Grazie per ressere stati con noi….un grande saluto a tutti !


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permalink | inviato da noscorietrisaia il 22/10/2012 alle 20:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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