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28 settembre 2011


Da Paterno parte la locomotiva della Val d’Agri

Sep 27

Una nuova “locomotiva” di denuncia e condivisione parte dalla Val d’Agri. Contiene già circa 200 persone, quelle che a Paterno – stringendosi alla fine in una catena umana di condivisione partita da Policoro il 6 agosto scorso con lo “sMemorandum in Camper” – hanno partecipato alla manifestazione sulle contraddizioni del petrolio, organizzata dal comitato locale “Sor Acqua” e dagli attivisti dello “sMemorandum in Camper”. Iniziativa alla quale hanno partecipato anche il sindaco di Paterno, Michele Grieco, Rinascita Marsicana, Onda Rosa di Viggiano, Laboratorio per Viggiano, WWF e Pro Vita Sana di Spinoso. Quest’ultima associazione ha portato in scena lo spettacolo teatrale “Venere, Venerà”, sui temi ambientali e sulle rivendicazioni che i cittadini esprimono contro i risvolti che le attività minerarie hanno in Val d’Agri ed in Basilicata. Paterno è un luogo simbolo perché i cittadini si sono opposti con caparbietà allo strapotere economico e di convincimento dell’Eni, ottenendo che l’acqua della locale sorgente Aggia non venisse utilizzata per estrarre e lavorare il petrolio presso il centro olio di Viggiano. Le nostre sorgenti – è stato detto nel corso della serata - non devono rischiare la fine di Acqua dell?Abete, (la sorgente  del Parco nazionale della Val d?Agri Lagonegrese, nel territorio di Calvello), inquinata da manganese, bario e cromo: sostanze che in genere si ottengono dalla degradazione dei composti chimici usati nell?industria petrolifera; oppure finire per inquinare il Pertusillo la cui acqua preziosa serve l’agricoltura e milioni di cittadini lucani e pugliesi. Una battaglia importante quella della difesa dell’acqua pubblica che deve partire dalla tutela delle 12 principali sorgenti idriche naturali del territorio di Paterno e agrino (oltre 1500 litri al secondo), che si completa con la recente battaglia referendaria per la ripubblicizzazione dell?acqua lucana (da Sor Acqua di Paterno è ripartita a gran voce la richiesta di  ripubblicizzare l’Acquedotto lucano e di abolire Acqua spa) e con la necessità di tutelare in primis questo bene primario.

Un patrimonio biblico, fondamentale e di cui la Basilicata e la Val d’Agri è ricca, sia in superficie e sia in profondità. La qualità dell’acqua lucana. È stato questo il tema della sosta dello “sMemorandum in Camper” per denunciare insieme ai movimenti del
territorio, sia il rischio di consumo estremo di questo bene primario (per ogni barile estratto, occorre consumare 8 barili di acqua e ogni barile contiene circa 160 litri di liquidi; per 91 mila barili al giorno, servono 728 mila barili quotidiani di acqua), sia il rischio
di contaminare fonti, falde e sedimenti. Come purtroppo la cronaca mette sempre più in risalto e denuncia.

La Basilicata – è bene sempre ribadirlo – è un unico bacino idrico di superficie e di profondità che rende complesso e difficile perforare, per un’attività petrolifera che non ha portato in 20 anni né ricchezza né occupazione né benessere, ma molti dubbi su ciò che le compagnie minerarie fanno al suolo e al sottosuolo le quali si ostinano ancora a non consegnare a Comuni e Regione i piani ingegneristici per evitare che si capiscano i possibili gli intrecci delle loro attività col circuito dell’acqua e con i rischi sismici  e sulle possibili conseguenze sulla salute dei cittadini lucani. A tutela della quale da anni, associazioni e movimenti chiedono inutilmente alla Regione un’indagine epidemiologica retrospettiva sui tumori in forte crescita tra la gente.

All’incontro di Paterno, ha partecipato il sindaco Michele Grieco, tra i primi amministratori che finora hanno avuto il coraggio pubblico di esprimere la priorità di tutelare i cittadini ed il territorio, contro immaginabili pressioni economiche e politiche. Dal sindaco è partita l?interessante proposta/denuncia di installare un impianto fotovoltaico su ogni casa per sfruttare il sole e non il fossile in Val d’Agri e in Basilicata, a tutela dell?ambiente, ma anche a reale e non fittizio vantaggio economico per le famiglie lucane. E sempre l’incontro di Paterno è stato anche il viatico per organizzare e far partire la “Locomotiva della Val d’Agri”. Un treno che mette in moto le volontà e le buone intenzioni su cui far salire ogni persona cittadini, politici e movimenti/associazioni di questa regione che voglia animare positivamente il dibattito sociale intorno a ciò che accade e contro i soprusi non condivisi verso il territorio e l’economia energetica di cui lo “sMemorandum in Camper” continua a dar voce.

 


24 settembre 2011


Otto barili di prezioso ?oro blu? per ogni barile di petrolio estratto

Sep 24

Un momento dell'iniziativa a Marsico Nuovo Rapporto, che a nessun Ente istituzionale o politico conviene raccontare ai lucani perché, per estrarre un barile di greggio che contiene 159 litri di ?oro nero?, si sprecano ben 8 barili di acqua, ognuno dei quali a sua volta contiene 159 litri di ?oro blu?. È facile farsi i conti di questo disavanzo ulteriore nell?’affair petrolio: all?’attuale produzione dell’?Eni/Shell di Viggiano – di 91 mila barili di greggio al giorno – il territorio lucano consegna ai petrolieri ben 728 mila barili di acqua. Moltiplicato per 159 litri circa, fa un consumo di 115 milioni e 752 mila litri di acqua al giorno. Per 365 giorni all’?anno fa l?’impressionante cifra di 42 miliardi 249 milioni e 480 mila litri di acqua, divisi per mille litri contenuti in un metrocubo, fa 42 milioni di mc. di buona acqua lucana. Come se consegnassimo ai petrolieri l’?equivalente di un quarto della diga del Pertusillo, un decimo di quella di Senise.

Se la produzione arriverà, come sancito dal Memorandum di Vito de Filipppo e Guido Viceconte, solo a Viggiano intorno ai 160/170 mila barili al giorno, più la messa in produzione della Total dal 2014 di altri 50 mila litri di greggio al giorno, ecco che è come se consegnassimo quasi tutta la diga del Pertusillo e un terzo di quella di Senise ai petrolieri. I quali, di rimando, versano nel sottosuolo lucano acqua di scarto, reflui, fanghi tossici, metalli pesanti, toluene, benzene, polimeri di varia natura, forse isotopi radioattivi (da tempo si chiede all’?Arpab l’?analisi dei fanghi per escludere la presenza di isotopi radioattivi), sia con i pozzi di reiniezione che con le attività di perforazione che di prospezione e ricerca.

Col risultato che nei fondali dell’?Agri, nell’invaso del Pertusillo ed in alcune sorgenti limitrofi ai pozzi si trovano, come certificato da laboratori privati, metalli pesanti ed anche idrocarburi, e nelle falde sottostanti il centro oli di Viggiano, come certificato dalla stessa Arpab, toluene e benzene scomparsi “miracolosamente” nel giro poi di un mese. Dalle cui falde è inevitabile che confluiscano nel circuito dell’?acqua dell’?Agri, che è uno dei bacini idrici più importanti del Sud Italia, fornendo acqua per uso potabile anche ai 4 milioni di pugliesi.

Insomma, regaliamo acqua buona e “grazie alle estrazioni petrolifere” ed all’assenza di una adeguata depurazione ci ritorna acqua inquinata a caro prezzo, visto il non ritorno economico dalle attività minerarie che, tra promesse occupazionali e speranze di investimenti vari, non hanno sollevato né il Pil regionale né il benessere delle famiglie e delle imprese lucane, le une e le altre sempre più indebitate e a rischio emigrazione/chiusura.

Lo sMemorandum in Camper, della Ola, Organizzazione lucana ambientalista e di No Scorie Trisaia, invitato a Paterno dal Comitato ?Sor Acqua?, domenica 25, dalle 18 alle 22, aprirà il suo megafono per amplificare con l?associazione di Paterno la denuncia di questa grande contraddizione del consumo dell’acqua, una risorsa economica vitale della Basilicata: proprio a Paterno infatti il Comitato “Sor Accua” si è battutto per evitare che l’Eni prelevasse la preziosa acqua potabile dalle sorgenti locali per far funzionare il centro olio di Viggiano.


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permalink | inviato da noscorietrisaia il 24/9/2011 alle 19:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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