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16 agosto 2012


Immagini catena umana salviamo il lago del pertusillo

Immagini della catena umana sul Pertusillo

Straordinaria partecipazione cittadina alla catena umana sul lago del Pertusillo con una splendida scenografia del lago al tramonto. Ringraziamo i cittadini, i comuni di Spinoso, Grumento Nova con i loro sindaci, i comuni di Sarconi, Montemurro, Moliterno con i loro amministratori che hanno assicurato la loro presenza alla catena umana. L’acqua si conferma non solo fonte di economia e di vita ma anche bellezza naturale da preservare dai pericoli delle trivellazioni petrolifere e dall’inquinamento. La catena umana è una straordinaria forma di partecipazione collettiva per il bene comune, dove ogni elemento della catena sprigiona le proprie energie positive per migliorare il proprio ambiente, la propria vita e quella degli altri.

Partecipare ad una esperienza simile insieme a tante centinaia di persone non è solo una protesta o una manifestazione contro l’inquinamento dell’acqua e /o le trivellazioni petrolifere ,ma la condivisione dei problemi che assillano la nostra terra, la nostra società e la forza di volontà di unirsi in unico grande abbraccio per cambiare in meglio il nostro futuro. La catena umana non si ferma più in Basilicata, l’energia positiva che è in ognuno di noi deve essere liberata per il bene comune. [No Scorie Trisaia - Pro Vita Sana Spinoso]

Spinoso - Lago del Pertusillo - Catena Umana contro le trivelle in terra e in mare 11 Agosto 2012


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10 agosto 2012


CATENA UMANA DA POLICORO AL PERTUSILLO


Una linea blu collega Policoro e la costa jonica alle sorgenti dell’Agri ed a Spinoso, sul lago del Pertusillo. Si terrà sabato prossimo, 11 Agosto, ore 19,30 sulla diga del Pertusillo, presso l’area di sosta di Spinoso situata sul lago, la catena umana contro le trivelle in terra e in mare in occasione dekl “Pertusillo Lake Concert” di musica e impegno. La moratoria regionale sulle estrazioni (passibile di bocciatura!) – scrivono Pro Vita Sana e No Scorie Trisaia, organizzatori dell’evento – non intacca il memorandum ed il raddoppio delle estrazioni petrolifere, che da 90.000 barili/giorno arriveranno a 180.000/giorno. Infatti in Val D’agri si prevede un aumento di circa 26.000 barili/giorno provenienti dalle ultime trivellazioni (fra cui Marsico Nuovo che ospita le sorgenti dell’Agri!) a cui si aggiungeranno circa 50.000 barili/giorno provenienti da Tempa Rossa.Tutto questo avverrà senza che il Governo abbia stabilito con un decreto cosa riceverà in cambio la Basilicata.

Quindi, in particolare la valle dell’ Agri, per dirla diversamente, resta comunque condannata ad un’ inevitabile distruzione ambientale, perchè con il raddoppio aumenterà l’inquinamento dell’aria (già carica di “sostanze nauseabonde”prodotte dall’industria petrolifera), dell’acqua (il lago del Pertusillo e le falde acquifere sono già agonizzanti a causa di metalli pesanti, idrocarburi, inquinamento urbano ed agricolo) e della terra (per la conseguente ricaduta degli inquinanti provenienti da aria ed acqua).Inoltre le terre a valle del Pertusillo,irrigate con le acque del lago, subiranno un ulteriore inquinamento con conseguenze drammatiche sulla qualità dei prodotti agricoli e le acque ad uso potabile, destinate anche alla vicina regione Puglia ,vedranno scadere sempre di più le loro caratteristiche di salubrità.

Pertanto chiediamo ai sindaci tutti della valle dell’ Agri di opporsi alle trivellazioni presso le sorgenti dell’Agri-un piano di tutela delle acque da inquinamento industriale,urbano ed agricolo-la bonifica del lago del Pertusillo-abbassamento dei limiti delle emissioni in aria e acqua con apposite leggi regionali-MONITORAGGIO “nostro” di aria ed acqua (con costi a carico di chi inquina!). Ed infine chiediamo alle autorità giudiziarie di scoprire e punire chi inquina il Pertusillo.

Il vero oro della Basilicata è l’acqua, che oltre a dare vita,mantiene economie agricole e turistiche di due regioni, nonché economie industriali che utilizzano acque nel ciclo produttivo. Ricordiamo che per estrarre un barile di petrolio occorrono otto barili di acqua,… sottratti ad economie sostenibili!L’acqua dura in eterno se si mantengono intatti gli ecosistemi,… mentre il petrolio finisce distruggendo l’ambiente e le economie collegate!

Dopo la” tempesta” per quanto denunciato sopra, ben venga la “quiete” del concerto di musica classica che ascolteremo a breve. PRO VITA SANA augura a tutti un buon divertimento, invitando a riflettere sulle considerazioni esposte e confidando che, sotto la spinta emozionale che certamente scaturirà dalle note scritte da artisti imperituri, venga fuori dal profondo delle coscienze una volontà unanime a “lottare” perché la bellezza incomparabile del “nostro” lago ,che fa da sfondo e cornice al concerto che ascolteremo, sia al più presto accompagnata da una proporzionale purezza delle sue acque. [Pro Vita Sana - Spinoso /No Scorie Trisaia]


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5 agosto 2012


Lago Pertusillo,confermati idrocarburi e metalli pesanti

Home » Parchi, Petrolio, Watch - 1 agosto 2012

Albina Colella, Professore Ordinario di Geologia e Sedimentologia dell’Unibas e Presidente dell’Ehpa, ha illustrato nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi presso la sede della CGIL regionale i risultati di nuove analisi dei sedimenti dell’invaso del Pertusillo (Basilicata), che hanno documentato un inquinamento ancor più grave di quello evidenziato dalle analisi precedenti e ne hanno suggerito le fonti che, sulla base dei dati, appaiono attribuibili all’attività petrolifera della Val d’Agri, ed in particolare ad uno o più pozzi ubicati tra gli abitati di Montemurro e Viggiano. Le analisi, condotte congiuntamente al Tenente G. di Bello (Ehpa) e con la collaborazione di volontari dell’OIPA, rientrano in una ricerca della Prof.ssa Colella, i cui precedenti risultati sono stati presentati in convegni scientifici internazionali e sono in pubblicazione su riviste scientifiche internazionali.

L’ubicazione dei due nuovi campioni di sedimenti – si legge neòlla nota dell’Epha – è stata mirata a valutare il grado di inquinamento del lago e soprattutto ad identificare la provenienza dello stesso. I due campioni analizzati sono stati prelevati con una benna Van Veen alle foci (nel Pertusillo) del Torrente Rifreddo e dei fossi Spetrizzone e Scannamogliera. Il prelievo di altri campioni è previsto in un prossimo futuro.

Le analisi hanno documentato le più alte concentrazioni di idrocarburi totali finora misurate, corrispondenti a ben 559 milligrammi/chilo (mg/kg) alla foce nel lago degli affluenti Spetrizzone e Scannamogliera, e di 122 mg/kg alla foce del Torrente Rifreddo, a fronte di concentrazioni di 8.7, 6.6 e 135 mg/kg dei campioni analizzati in precedenza in aree diverse del lago.

Le concentrazioni di idrocarburi misurate in questi ultimi due campioni sono di gran lunga superiori ai limiti di legge di riferimento. Le analisi hanno anche mostrato elevate concentrazioni di diversi metalli, quali Bario (usato nei fanghi di perforazione petrolifera), Vanadio, Zinco, Rame, Piombo, Cromo, Cobalto, Boro, Arsenico, Alluminio, Manganese, Ferro. Il reticolo di drenaggio dei tre affluenti suddetti occupa un’area del margine nord-orientale del Lago del Pertusillo, tra gli abitati di Viggiano e Montemurro, dove sono presenti diversi pozzi petroliferi. In particolare, questi corsi d’acqua scorrono in stretta prossimità del pozzo di reiniezione Costa Molina 2D, e dei pozzi CMW2, MASE1, MAE1, CMW1 e cms1.

La distribuzione areale degli idrocarburi nei cinque campioni di sedimenti del Pertusillo finora analizzati, mostra che le concentrazioni più alte si trovano allo sbocco nel lago dei suddetti corsi d’acqua e in prossimità del vicino sbarramento dell’invaso, mentre decrescono drasticamente verso nord-ovest fino allo sbocco nel lago del Fiume Agri. Questi dati indicano che i maggiori apporti di idrocarburi al lago si devono al Torrente Rifreddo e ai fossi Spetrizzone e Scannamogliera, che drenano un’area occupata da pozzi petroliferi e nel cui alveo sono stati probabilmente sversati idrocarburi e altre sostanze tossiche, che vanno ad inquinare un invaso che fornisce acqua ad uso umano alla Puglia e alla Basilicata.

Prof.ssa Albina Colella
Tenente Giuseppe di Bello

I punti di prelievo delle analisi effettuate dell'Epha nel Lago Pertusillo. In rosso i pozzi petroliferi


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13 luglio 2012


Pertusillo, carpe e salute dei Lucani

 

In una democrazia compiuta, dopo le parole chiare e dirette di un ministro, i responsabili di una bugia sociale e amministrativa, che rischia di creare danno all’ambiente e alla salute dei lucani, dovrebbero prendere coscienza di rassegnare le proprie dimissioni dai loro ruoli pubblici. Il ministro Renato Balduzzi ha affermato che dai «campioni prelevati dall’Arpa di Basilicata nel giugno del 2011, emergono alte quantità di idrocarburi», contrastando il continuo sminuire al quale abbiamo assistito in questi mesi da parte delle autorità locali in merito alla gravità della salute della diga che serve milioni di ettari di campi agricoli e milioni di cittadini tra la Basilicata e la Puglia.

Motivo per cui, la Ola, Organizzazione lucana ambientalista, e NoScorie Trisaia, chiedono le dimissioni del direttore dell’Arpab, Raffaele Vita, dell’ex assessore all’ambiente, Agatino Mancusi, dell’attuale, Vilma Mazzocco, per aver sminuito e in alcune fasi, anche negato ciò che il ministro ha affermato in Parlamento. Inoltre, le due associazioni, chiedono l’immediata bonifica del lago Pertusillo e un’inchiesta parlamentare che accerti se non ci siano gli estremi di un attentato alla salute pubblica per aver negato ciò che è sempre più palese: un’eutrofizzazione delle acque dell’invaso lucano dovuta a scarichi fognari incontrollati e allo sversamento di sostanze tossiche e di idrocarburi riconducibili alle attività minerarie dell’area.

Un’inchiesta parlamentare che fino alla sua relazione finale determini l’immediata sospensione dell’art. 16 della recente Legge sulle liberalizzazioni, perché occorrerà capire se non c’è stato un attentato o un procurato rischio per la salute dell’ambiente e dei cittadini. Un’inchiesta parlamentare la quale verifichi anche, sentendo scienziati e ricercatori non di parte, i rischi che la decisione presa dal governatore Vito de Filippo di perforare ed estrarre 26 mila barili in altura, dai monti di Marsico Nuovo, non possa portare ad un inquinamento irreversibile delle falde idriche dell’area e, soprattutto, delle decine di sorgenti che formano il fiume Agri.

Se la bonifica di un lago inquinato da idrocarburi e metalli pesanti sui suoi fondali è ancora possibile, l’inquinamento dei una sorgente di un fiume è irreversibile e nei decenni renderà l’Agri un fiume morto.

II primi segnali dell’agonia dell’Agri sono già evidenti e sono dati dal fenomeno delle carpe morte, anche questo volutamente, a nostro giudizio, sottostimato e sminuito, sia perché nelle carpe morte, inviate spesso putrefatte ai laboratori di analisi, non risulta sia stata ricercata la presenza di idrocarburi, e sia perché, come spiega la professoressa titolare di una cattedra ordinaria all’università di geologia di Potenza, Albina Colella, in merito all’infezione da Aeromonas ritenuta dalle istituzioni lucane motivo della moria di pesci del Pertusillo, la presenza del batterio è non la causa della morte delle carpe, ma il suo effetto. Perché prolifera in ambienti inquinati da metalli pesanti e idrocarburi, proprio come accade nel Pertusillo, prima di invadere i corpi delle carpe. Per intenderci, anche i malati terminali di tumore muoiono di infarto, ma l’arresto cardiaco in questi pazienti è l’effetto e non la causa. Se nel lago del Pertusillo e nei suoi sedimenti non ci fossero metalli pesanti e idrocarburi, non ci sarebbero le condizioni per far sviluppare l’aeromonas e le carpe potrebbero brucare i fondali in tutta serenità. E i lucani con loro


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1 aprile 2012


Pressioni inquietanti. Qualcuno non vuole

http://basilicata24tv.com/inchieste/pertusillo-verita-106.php
 
Esclusivo
di Redazione Basilicata24

 

L'Arpab è in possesso di dati che confermano l'inquinamento del Pertusillo. Sversamenti sospetti. L'istituto Superiore di Sanità sta collaborando per ulteriori analisi, ma riceverebbe pressioni politiche esercitate da ambienti della Regione. Gli analisti romani confermano: sostanze tossiche potrebbero entrare nella catena alimentare. Emergono gravissimi sospetti La fonte è accreditata. Attendibile. A prova di smentita. E asserisce, senza alcuna ombra di dubbio, che lo studio delle acque superficiali fatto dall'Arpab, farebbe emergere l'immissione di idrocarburi attraverso i bracci esterni del Lago Pertusillo. Confermando, di fatto, quanto scoperto, analizzato e denunciato lo scorso anno dall'Epha, gruppo di lavoro guidato dalla docente universitaria Albina Colella.


Emergerebbe, però, anche dell'altro dalle analisi che l'Arpab, grazie anche ad una convenzione con l'Istituto Superiore della Sanità, sta effettuando sull'invaso. Sono i dettagli di uno studio microbiologico su plancton, alghe e batteri. Le analisi microbiologiche, già da tempo dicono infatti che le falde acquifere sono eutrofizzate, cioè ipernutrite di fosforo, sali di azoto e altro. Nutrienti che in quantità eccessiva privano di ossigeno le stesse acque riempiendole di alghe. Potrebbero essere scarichi fecali, depuratori mal funzionanti, e scarichi illeciti di aziende zootecniche, ad alimentare la spirale. E un lago eutrofizzato è terreno fertile per cianobatteri e microcistine.


Vi raccontiamo di quelle strane analisi sulle carpe morte.


A completamento dell'inchiesta in edicola, a breve su Basilicata24tv il video verità esclusivo.

Sab, 31/03/2012 - 08:38


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18 novembre 2011


Inquinamento dighe: chiudere la Gronda dell’Agri sul Sinni

 
 
 
 
17 novembre 2011

A seguito delle allarmanti e preoccupanti analisi effettuate dalle associazioni – in particolare dall’Epha – sono emerse nel Lago del Pertusillo, dopo gli idrocarburi e i metalli pesanti, livelli “elevati e preoccupanti” di bario (sostanza utilizzata nelle trivellazioni petrolifere). Per questo motivo il Movimento NoScorie Trisaia torna a chiedere ai sindaci del materano (considerato che il governatore De Filippo fa finta di nulla) – vista la gravità dell’inquinamento ed il rischio sanitario per la salute di persone, animali e per i prodotti agricoli di Basilicata e Puglia (circa cinque milioni di abitanti) – di ordinare e chiedere: 1) la chiusura della Gronda dell’Agri, cioè la traversa che collega il Pertusillo con la diga di Senise, per evitare che l’inquinamento da idrocarburi e metalli pesanti e bario si trasferisca nella diga di Montecotugno e trasporti moria di pesci, e rischi alla salute delle persone e all’economia territoriale, dalla Val d’Agri alla Valle del Sinni; 2) analisi immediate delle qualità delle acque del Sinni, per capire se per colpa della traversa dell’Agri, non siano già avvenute contaminazioni in una vallata che è ancora quasi del tutto esente da grandi problematiche inquinanti dovute a mega-discariche e perforazioni; 3) la caratterizzazione dell’area della Val d’Agri, chiesta, per coerenza amministrativa e trasparenza verso i cittadini di Puglia e Basilicata, sia seguita da una richiesta di un SIN, ovvero di un Sito di Interesse Nazionale per bonifica, come per la Val Basento e per l’area industriale di Tito scalo e che di concerto col governatore pugliese Nichi Vendola, e in trasparenza con la comunicazione ai cittadini, si attui un piano di emergenza congiunto a tutela delle popolazioni.

Perché il sistema di potabilizzazione difficilmente toglie i metalli pesanti e perché l’acqua si ingerisce attraverso i prodotti agroalimentari irrigati e attraverso gli animali abbeverati. Resta bene inteso che è ora di trovare i responsabili di questo grave inquinamento e di utilizzare i fondi FESR per la realizzazione della seconda canna sul Sinni per tutelare l’acqua da ogni forma d’inquinamento, per il bene dei cittadini lucani e pugliesi. [Comunicato stampa del Movimento NoScorie Trisaia]


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14 settembre 2011


Pertusillo, Oipa chiede al Ministero dell’Ambiente lo stato di emergenza

 

14 settembre 2011

[14/9/2011] A Potenza l’inquinamento delle acque sta sterminando le fauna acquatica e danneggiando l’ecosistema circostante.
L’OIPA Italia Onlus e il Costituendo Nucleo Guardie Eco-zoofile OIPA di Potenza, insieme all’Ehpa Basilicata (Associazione per la Tutela dell’Ambiente e della Salute) ha presentato ufficiale richiesta al Ministero dell’Ambiente per la proclamazione dello stato d’emergenza riguardo al lago del Pertusillo (PZ), le cui acque, destinate anche al consumo umano, risultano inquinate da batteri, idrocarburi e metalli pesanti.


9 agosto 2011


Moratoria petrolifera in Basilicata e piano di emergenza ambientale in Val d’Agri

8 agosto 2011

[8/8/2011] La minaccia del governatore della Basilicata de Filippo di non voler rilasciare altre autorizzazioni petrolifere per nuovi pozzi estrattivi subordinando le stesse alla richiesta preventiva di contropartite alle compagnie petrolifere ed al governo centrale per infrastrutture, sviluppo e occupazione, ancora una volta sposta l’attenzione sul piatto di lenticchie delle royalties (non saranno mai sufficienti a colmare i gravi rischi invasivi delle attività minerarie), e finisce per non tener conto del disastro ambientale, economico e degli impatti sulla salute che le attività petrolifere già provocano in Basilicata.

Non siamo infatti all’anno zero delle trivellazioni in Basilicata, come vuol far credere il presidente della Giunta Regionale. Sul disastro ambientale auspichiamo che la Procura di Potenza apra un’inchiesta che individui i colpevoli e  spieghi ai cittadini chi come e perché ha inquinato il bacino idrico più importante del Sud Italia.

E’ quanto ribadiscono la Ola, Organizzazione Lucana Ambientalista e No Scorie Trisaia che chiedono che nel prossimo Consiglio Regionale, richiesto con le procedure di urgenza dai consiglieri regionali, venga inserita all’ordine del giorno e votata la legge di moratoria sulle attività petrolifere “senza se e senza ma”. Un atto dovuto per essere chiari e concreti con tutti i lucani.

Non si può infatti più scherzare su queste questioni attuando furbizie che servono solo a spostare l’attenzione mediatica dal gravissimo stato di inquinamento provocato dal centro olio ENI di Viggiano,dal petrolio nelle acque dell’invaso del  Pertusillo ormai e dal rischio per la presenza di idrocarburi e metalli pesanti per concentrarla sul fallimentare accordo economico del Memorandum di De Filippo-Viceconte.

Il Memorandum sottoscritto in pompa magna dalla Regione e dal Governo Berlusconi si è rilevato un bluff anche da questo punto di vista. Per la Ola e No Scorie Trisaia oggi è invece prioritario arrestare l’inquinamento petrolifero bloccando i nuovi permessi e concessioni petrolifere ad iniziare dal raddoppio del centro olio di Viggiano, ed attuando la moratoria di tutte le nuove autorizzazioni regionali previste, ad iniziare dalla proroga recente alla Total da parte del D.M. 30 /6/2011 n. 137 e fino al 2023 della concessione Gorgoglione con la realizzazione di nuovi pozzi petroliferi, così come tutte le nuove istanze relative ai numerosi permessi di ricerca che riguardano i due terzi del territorio regionale, ad iniziare dai permessi Frusci e Muro Lucano.

Anzi,dal governatore ci saremmo aspettati che, vista la gravità del ritrovamento di idrocarburi e metalli pesanti sui sedimenti del Perusillo, all’indomani del’inquinamento delle falde sotto il centro oli di Viggiano, bacini idrici che servono l’agricoltura, la zootecnia e il potabile di Puglia e Basilicata (circa 5 milioni di abitanti), avesse subito e coscientemente dato valore al rischio sanitario, ordinando: 1 – la chiusura della Gronda dell’Agri, cioè la traversa che collega il Pertusillo con la diga di Senise per evitare che l’inquinamento da idrocarburi e metalli pesanti si trasferisca nella diga di Montecotugno e trasporti moria di pesci, e rischi alla salute delle persone e all’economia territoriale, dalla Val d’Agri alla Valle del Sinni; 2 – analisi immediate delle qualità delle acque del Sinni, per capire se per colpa della traversa dell’Agri, non siano già avvenute contaminazioni in una vallata che è ancora quasi del tutto esente da grandi problematiche inquinanti dovute a mega-discariche e perforazioni; 3 – che la caratterizzazione dell’area della Val d’Agri, chiesta l’altro giorno dalla stessa Regione, per coerenza amministrativa e trasparenza verso i cittadini di Puglia e Basilicata, sia seguita da una richiesta di una Sin, cioè, di un Sito di Interesse Nazionale per bonifica, come è per la Valbasento e per l’area industriale di Tito Scalo e che di concerto col governatore Niki Vendola, e in trasparenza con la comunicazione ai cittadini, attuino un piano di emergenza congiunto a tutela delle popolazioni. Perché il sistema di potabilizzazione non toglie i metalli pesanti e perché l’acqua si mangia attraverso i prodotti agroalimentari irrigati e attraverso gli animali abbeverati.

Il Memorandum sottoscritto in pompa magna dalla Regione e dal Governo Berlusconi si è rilevato un bluff anche da questo punto di vista, come un bluff si sono rivelate le analisi commissionate per 2,5 milioni di euro dalla Regione alla società privata, presieduta dal sindaco di Matera, Salvatore Adduce, la Metapontum Agrobios, che ha monitorato per un anno l’area della Val d’Agri, trovando fuori norma solo “l’olezzo” intorno al centro oli. 2,5 milioni di euro che la Regione avrebbe potuto o riversare nelle casse dell’Arpab, per farla funzionare meglio e per evitare l’affermazione di ieri di condividere con l’Ehpa, un’associazione di ambientalisti le prossime analisi sul Pertusillo, oppure ancora, utilizzare come tranche per iniziare a bonificare l’Agri o a rimborsare i cittadini danneggiati.

Ecco dunque la necessità che il Consiglio Regionale approvi con urgenza la legge di moratoria delle autorizzazioni regionali  “senza se e senza ma” che si rende necessaria innanzi tutto per comprendere cosa è possibile fare per mitigare i danni già arrecati dalle attività estrattive,approvando a bocce ferme una legge che riduca i limiti di emissione degli inquinanti e stabilisca una concomitante metodica chiara e trasparente sulle metodiche da adottare per il prelievo, le analisi e la diffusione dei dati ambientali.

Lo “sMemorandum in Camper” promosso dalla Ola, da No Scorie Trisaia e Ola Channel che da ieri é in viaggio nelle piazze dei comuni lucani, vuole dare voce ai territori su queste problematiche. Questioni ormai divenute centrali e non più mistificabili,che condizionano le opportunità di sviluppo ancora una volta mortificate da scelte sbagliate ed in contrasto con la vocazione dei territori.

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