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20 agosto 2016


ISPRA CONSUMO DI SUOLO : POLICORO E CORLETO GUIDANO LE CLASSIFICHE

      NOSCORIE TRISAIA 24luglio 2016 Cemento e petrolio (ideologici per qualcuno) hanno un impatto diretto e immediato nel consumo del suolo, a dirlo sono le classifiche Ispra sul consumo del suolo del 2016 (anno 2015) dove Policoro (cemento) e Corleto (attività petrolifera) guidano le classifiche. Consumare suolo significa modificare lo stato o la vocazione territoriale o gli ecosistemi naturali con altre attività impattanti . Cui prodest il consumo del suolo ? E cosa provoca ? Di certo a Policoro non ha giovato a chi non ha una prima casa o a chi non ha i soldi necessari per costruirsela, perché Policoro è diventata una citta delle seconde case al mare. Non ha giovato ulteriormente al turismo perché negli ultimi anni non si sono creati ulteriori nuovi alberghi o posti letto che facciano girare una economia lavorativa ed economica collegata. Non ha giovato nemmeno a chi una casa se l’è fatta in quanto la gestione dei famosi comparti edilizi creati a macchia d’olio è stata fatta in modo disorganizzato e non a garanzia dell’acquirente. Vedi urbanizzazioni non realizzate, realizzate male, dove i cittadini pagano le tasse e non hanno i servizi, nonostante il comune percepisca le tasse in alcuni casi non riconosce nemmeno le abitabilità.Ma tutto questo cosa provoca ? La prima vittima del consumo del suolo è il paesaggio , la bellezza dei luoghi naturali e soprattutto quella vicino alle coste sarà definitivamente modificata dal cemento. La volumetria o l’impiego di cemento guida l’architetto nella costruzione della casa mentre l’impatto estetico o i materiali naturali restano nei testi scolastici universitari. La seconda vittima che però sarà la più spietata nel riprendersi quello che gli è stato tolto sarà il territorio . Il cemento nel distruggere i luoghi naturali provoca dissesto idrogeologico ,il defluire delle acque aumenta la portata dei corsi d’acqua vicino ai centri abitati, il cemento impedisce l’impermeabilizzazione del terreno e con le bombe d’acque e le ultime variazioni atmosferiche crea le emergenze. In merito qualcuno ci spieghi perché Policoro ad anni alterni va in emergenza-protezione civile per allagamenti delle aree abitate costiere ,dove i canali ingrossati dalle piogge non riescono a defluire verso il mare ed esondano. La terza vittima è la produttività agricola dei terreni, il cemento utilizzato vicino le aree costiere aumenta la salinità e ne limita la produzione ,in quanto le barriere naturali degli ecosistemi sono eliminati . Anche l'erosione costiera è alimentata dalla cementificazione .Chi realizza benefeci sul consumo del suolo ? sicuramente pochi individui facilmente individuabili . Da un punto di vista economico però un ettaro di terreno cementato produrrà nell’arco di 100 anni (periodo medio di durata del cemento) sicuramente molto meno di una attività agricola ,con lo svantaggio di aver distrutto il paesaggio ,il territorio e generato altri danni. Mentre L’Istituto superiore per la protezione ambientale lancia l’allarme bisogna agire per un reale contenimento del consumo di suolo, soprattutto nelle aree costiere ,a rischio idrogeologico o sismico, partendo da una programmazione nei comuni e nelle Regioni con strumenti utili , promuovendo una futura edilizia sociale ,sostenibile ,di qualità verso l’uso delle risorse naturali ed evitando altro sfruttamento petrolifero dei territori.    


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2 agosto 2014


CONFERENZA STAMPA IV EDIZIONE CATENA UMANA CONTRO TRIVELLAZIONI PETROLIFERE

CONFERENZA STAMPA IV EDIZIONE CATENA UMANA
CONTRO LE TRIVELLAZIONI PETROLIFERE IN TERRA E IN MARE
SABATO 2 AGOSTO 2014 –ORE 18,30
SPORTING CLUB - LIDO DI POLICORO
Salviamo l’acqua lucana e il mar jonio
Mentre governo e regione Basil...icata continuano a volere lo sfruttamento petrolifero della nostra terra e del nostro mare (le istanze di ricerca nel Mar Jonio sono aumentate ) migliaia di cittadini continuano a opporsi a questo scellerato disegno con semplici gesti dettati da nobile democrazia e dalla consapevolezza che possono contare solo su stessi. Ad avvalorare queste tesi ci ha pensato il premier Renzi con la sua frase infelice sui comitatini che bloccano i progetti di trivellazione in Basilicata e in Sicilia. Renzi, ripetiamo, dimentica che la nascita dei “comitatini “è frutto del fallimento politico e istituzionale delle rappresentanze politiche, giacché i cittadini non si vedono adeguatamente rappresentati nelle proprie istanze e nei propri interessi.
Peggiore ancora è l’atteggiamento silente della regione Basilicata e di un’intera classe politica di fronte alla riforma del titolo V della costituzione che esproprierà proprio la Regione Basilicata e i rispettivi comuni dai poteri in tema di energia. Non dobbiamo quindi solo difendere il territorio dallo sfruttamento petrolifero ma anche dalla democrazia negata e dalla scarsa o nulla rappresentanza parlamentare dei territori sulla questione . Anche per questo motivo continua la catena umana per difendere terra , mare e l'acqua lucana dalle ricerche petrolifere in Basilicata e nel Mar Jonio.
Giorno 2 agosto alle ore 18,30 presso il lido Sporting Club sul lido di Policoro ci sarà la conferenza stampa di presentazione della IV edizione della catena umana.
Parteciperanno amministratori locali e operatori economici del territorio.
N.b. Lo Sporting Club si trova sul lato sx verso la fine del lungomare di Policoro


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16 agosto 2013


In settemila oggi sullo jonio contro le trivellazioni in mare e in terra

11 agosto 2013

 

catena umana 2013E’ stata una giornata splendida, per il contributo particolare che ci è arrivato da persone splendide di un gruppo composto di diversamente abili ospitati nel Circolo Aquarius e nel Circolo Velico Lucano. Li vogliamo ringraziare uno per uno, sapendo che per loro è stato molto faticoso tenere il passo nell’organizzazione della catena.

La catena umana contro le estrazioni petrolifere cresce di anno in anno, oggi eravamo in circa 7.000 e siamo alla terza edizione, la consapevolezza di difendere la propria acqua e il proprio mare cresce di giorno in giorno.

La politica dei grossi interessi e della speculazione petrolifera in Basilicata e nel mar Jonio si arrenda, sarà travolta dai movimenti cittadini se non ha in democrazia rispetto per le popolazioni. I progetti di trivellazione sulle sorgenti del fiume Agri vanno fermate (25.000 barili previsti nel memorandum tra Regione Basilicata e Governo) , le istanze di ricerca petrolifera nel mare Jonio (sono arrivate a 14 ,da Gallipoli a Catanzaro ) vanno bocciate dal Ministero dell’Ambiente .

Migliaia di posti si lavoro si perderebbero subito se trivellano lo Jonio, a rischio un patrimonio urbanistico, e storico millenario della Magna Grecia, rischi gravi collegati ai terremoti e alle faglie attive che potrebbero reagire negativamente con le trivellazioni poste alle stesse profondità, rischio subsidenza e grave inquinamento a causa della conformazione geologica e geografica del golfo di Taranto.

Dicono no a questo scempio ambientale, gli operatori economici del territorio (quelli che producono PIL), chi usa l’acqua per irrigare o per  l’industria (nessuna attività produttiva sopravvive senz’acqua), i migliori geologi italiani delle più importanti università italiane (quindi nessun allarmismo ambientalista).

Il nostro petrolio è la bellezza del nostro mare e la linfa vitale della Basilicata è l’acqua che crea vita e d economia in eterno se salveremo gli
ecosistemi dalle trivellazioni in terra e mare.

Ringraziamo tutti i partecipanti alla catena umana, gli attivisti m5s di Mirandola in vacanza a Policoro (comune ultra-trivellato e vittima degli ultimi terremoti in Emilia Romagna) il sindaco No Triv di Amendolara(Cs) Antonello Ciminelli che ha partecipato alla catena ,i circoli velici Lucano e Aquarius di Policoro, il lido al veliero ,il sindacato Ugl che diversamente dagli altri sindacati pro-trivelle si è schierato contro le trivellazioni petrolifere, i volontari di legambiente Policoro( No quelli di Potenza e nazionali).

Un doppio grazie nuovamente a quei ragazzi diversamente abili che hanno partecipato con fatica all’iniziativa ,sono queste persone che danno esempio su come si cambia il mondo. Grazie alla Città di Policoro . [Med No Triv]


7 agosto 2013


CATENA UMANA III EDIZIONE CONTRO LE ESTRAZIONI PETROLIFERE IN TERRA E MARE CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE

POLICORO - Si terrà mercoledì 7 agosto, alle ore 19.30 al lido "Il Veliero", sul lungomare destro della spiaggia di Policoro la conferenza stampa di presentazione della terza edizione della catena umana contro le trivellazioni petrolifere in terrra e mare prevista per domenica, 11 agosto dalle ore 11 in poi sulla battigia della spiaggia di Policoro.

"Sette compagnie petrolifere private ed srl  al seguito non possono decidere il futuro delle economie meridionali e di milioni di meridionali, cui non potranno in nessun modo essere messe in discussione le risorse idriche  e il mare ,fonti inesauribili e rinnovabile di ricchezza collettiva che tutti dobbiamo preservare dalla  speculazione energetica e dalla distruzione totale", si legge nella nota stampa del Comitato No Triv. Prenderanno  la parola liberamente in conferenza stampa  gli operatori turistici presenti"


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18 dicembre 2012


Trivelle Jonio :cittadini e istituzioni firmano il trattato di HeraKleia contro le trivellazioni in terra e mare

 

Oggi, 17 dicembre 2012 c’è stata una grande manifestazione democratica e civile a Policoro (Mt)  contro le trivellazioni petrolifere in terra  e mare .

Cittadini, associazioni, studenti  e istituzioni locali. hanno sfilato in 6000 lungo le vie della città d'Ercole. Nella grande struttura del Palaercole di Policoro c’è stata una lezione di alto profilo sul petrolio e i rischi collegati alle estrazioni petrolifere da parte della prof. MariaRita  Dorsogna (ricercatrice presso l’università della California di Los Angeles).

E’ stata una grande manifestazione unitaria e storica dove hanno sfilato a fianco dei cittadini i comuni pugliesi, lucani e calabresi, la provincia di Cosenza, Potenza, Matera e la regione Puglia con il presidente del consiglio regionale Introna. Grande assente ingiustificata è stata la Regione Basilicata (Il presidente De Filippo ha perso un’occasione per ascoltare e dimostrare interesse le istanze dei cittadini). Una classe politica dirigente (quella lucana) poca attenta ai bisogni delle popolazioni e che contrariamente alle vocazioni del territorio ha fatto delle estrazioni petrolifere in terra ferma una politica regionale che ha prodotto solo disastri economici e ambientali (in 15 anni siamo diventati più poveri e più inquinati). Sulla questione trivelle nello jonio ribadiamo che ci sono precise responsabilità dei parlamentari lucani, calabresi e pugliesi che hanno appoggiato il decreto Crescitalia del ministro Passera. Chi ha votato, firmato o semplicemente approvato anche nelle commissioni industria e/o ambiente senza battere ciglio, gli emendamenti energetici è responsabile di quello che sta accadendo oggi nei comuni jonici.

 

NOTRIV JONIO

La democrazia  è partecipazione  e condivisione delle scelte , oggi cittadini  e istituzioni hanno siglato il protocollo di HeraKleia  (l’antica città greca dove oggi sorge Policoro)  ,un protocollo che impegna le istituzioni presenti  con i comitati cittadini a contrastare le trivellazioni in terra e mare nel golfo di Taranto  e a stabilire percorsi di sviluppo sostenibile.

Sostenibilità  è  trarre benefici dall’ambiente senza intaccare il futuro  delle prossime generazioni , è stato questo il messaggio del movimento studentesco  jonico  fatto  oggi  alle istituzioni presenti.

Cambiando le leggi in materia energetica potremo avere sostenibilità e tutela degli interessi dei cittadini (non quelli delle compagnie petrolifere) .Cambiando le regole ambientali e d economiche   sulle estrazioni petrolifere così come avviene in altre parti del mondo (dagli U.S.A  alla Norvegia)  i petrolieri andranno via dai nostri territori da soli .

Questo è solo l’inizio di una grande battaglia di civiltà che le comunità joniche hanno intrapreso per difendere il proprio futuro.


 


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14 dicembre 2012


Manifestazione Policoro 17 dicembre -notriv jonio



Catena Umana del 2011 ripetuta nel 2012 a Policoro

Fronte comune di Puglia, Basilicata e Calabria per difendere il mare. Molteplici le adesioni di istituzioni, associazioni e scolaresche in vista della manifestazione organizzata dall’Amministrazione Comunale della Città di Policoro per lunedì prossimo, 17 dicembre, per dire “No alle trivelle sul Mar Ionio”. A confermare la propria presenza, – si legge in un comunicato diffuso dall’ ufficio stampa del Comune promotore - tutte le amministrazioni comunali delle tre Regioni che si affacciano sullo Ionio, che hanno accolto l’appello del primo cittadino di Policoro, Rocco Leone, per esprimere il proprio dissenso sulla richiesta della Shell e di altre Multinazionali di trivellare i fondali marini del Golfo di Taranto. “Si tratta di un’adesione di massa di amministrazioni e cittadini che intendono esprimere dissenso su questa scelta scellerata di deturpare le nostre incantevoli coste – è il commento del sindaco della città di Policoro, Rocco Leone – Policoro sarà onorata di difendere quella “ionicità” che esprime il nostro Golfo, dal tacco alla punta dello Stivale: un neologismo che spazza via le futili lotte di campanile e pone le basi per una nuova identità”. “Un ringraziamento speciale va al Comitato NO Triv Ionio e a tutte le associazioni che si sono prodigate, spesso anche autotassandosi, affinché la voce del dissenso raggiungesse ogni angolo delle tre regioni”.


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19 ottobre 2012


Crociera a vela no off shore ;domani da Policoro salpa “Albachiara”

 

Fermiamo il barbaro disegno di trivellare il mar Jonio e l’intero golfo di Taranto ad opera di governanti e parlamentari senza storia e senza cultura. Il 18 ottobre alle ore 18,00, presso il circolo Nautico Aquarius di Policoro in località Torre Mozza, si è tenuta la conferenza Stampa sull’evento -crociera contro le trivellazioni off shore nel Mar Jonio. L’iniziativa nasce all’indomani di due riuscite edizioni della catena umana sulla costa jonica che hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini. Vede impegnate le associazioni Noscorie Trisaia, l’A.S.D. – Circolo Nautico Aquarius di Policoro con la OLA che sul sito www.olambientalista.it  terrà informati i cittadini sull’iniziativa pubblicando il diario di bordo della crociera che partirà domani da Policoro alle ore 18,00 in località Torre Mozza.

Albachiara da Policoro a Crtone No alle trivelle petrolifere off shore nel Mar Jonio

Ammirare lo splendore del mar Jonio di notte, all’alba e di giorno e per far toccare con mano alle istituzioni e alla stampa lo scempio ambientale ed economico delle trivelle off-shore già installate, sulla costa e al largo di Crotone. E’ dalla bellezza e dalla natura che nasce la cultura e l’economia di un territorio e di un popolo. Gli attivisti a bordo dell’Alba Chiara (è il nome dell’imbarcazione) restituiranno al mare l’acqua prelevata dalle sorgenti dei principali fiumi lucani per richiamare l’attenzione sulla necessità che la salvaguardia del mare parte dall’entroterra. Quello lucano, purtroppo, è interessato dalle attività di estrazione petrolifera e dall’inquinamento.

I greci avevano già capito nel 600 a.C cos’è il mare: il suo valore lo devi conoscere per salvaguardarlo. “Albachiara” approderà a Crotone, dopo la navigazione notturna, alle 8,00 del mattino successivo, 21 ottobre, non prima di aver effettuato le riprese delle piattaforme petrolifere a largo del comune jonico calabrese. Gli attivisti delle associazioni lucane incontreranno una delegazione di associazioni di Crotone e del Crotonese per affrontare i problemi comuni delle due regioni in merito alla salvaguardia delle coste,del mare e dell’entroterra. Il ritorno a Policoro è previsto alle ore 20,00 di domenica 21 Ottobre.


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22 luglio 2012


SALVIAMO L'ACQUA LUCANA E IL MAR JONIO DALLE ESTRAZIONI PETROLIFERE


DALLA SPIAGGIA PIU’ BELLA DEL SUD

CATENA UMANA  22 LUGLIO 2012  ORE 12

Seconda Edizione

Sono circa due anni che il lago del Pertusillo è inquinato da idrocarburi, metalli pesanti e scarichi di fogna, ma i consiglieri regionali, con i parlamentari lucani, invece di salvare il lago idropotabile che disseta e irriga Puglia e Basilicata, hanno avviato con il Memorandum le procedure per il raddoppio delle estrazioni petrolifere in Basilicata (da 90.000 a 180.000 barili/giorno) e altre procedure per trivellare la Basilicata oltre i confini di Calabria e Campania. Tutto questo senza che il governo abbia stabilito ancora cosa ne riceverà in cambio di questo sacrificio la Basilicata. Ora il governo Monti per aumentare il P.I.L., Prodotto interno lordo nazionale - e di conseguenza gli utili dei petrolieri - vuole continuare a trivellare il Mar Ionio e l’Adriatico, riavvicinando alle coste (5-12 miglia) le piattaforme petrolifere, mentre in America sono proibite sotto le 80 miglia. Le istanze dei permessi di ricerca petrolifera nel Mar Jonio sono circa 10 e nel Golfo di Taranto le vedresti da qualsiasi distanza dalla costa. A Crotone, dove già si estrae dai fondali sotto costa, si registrano i primi abbassamenti del litorale (subsidenza).

Vito De Filippo e il governo ignorano i cittadini e sminuiscono i gravi problemi connessi alle estrazioni petrolifere come l’inquinamento delle acque e i danni alle economie locali,tanto che siamo diventati la regione più povera d’Italia (Istat2011) con un alto tasso di disoccupazione ed emigrazione. Il PIL arricchisce le compagnie petrolifere e distrugge l’agricoltura, il turismo, l’acqua, il mar Jonio e il nostro futuro. Chiediamo ai sindaci primi cittadini di Basilicata di proporre una moratoria immediata sulle trivellazioni in mare e in terra e un piano di tutela delle acque e del mare Jonio. Invitiamo inoltre tutti i cittadini a cambiare le istituzioni con il voto democratico.

IL NOSTRO PETROLIO E’ L’ACQUA - FUORI IL PETROLIO DALL’ACQUA


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24 aprile 2012


Non dare soldi ai petrolieri "Policoro citta' ciclabile"

 

 

SALVA LE TUE TASCHE, NON DARE I TUOI SOLDI AI PETROLIERI

        POLICORO  CITTA’  CICLABILE

MERCOLEDI  25 APRILE

VIENI  IN PIAZZA   ERACLEA  CON LA TUA BICI

                       

Contro il caro benzina ed il caro vita la futura amministrazione di Policoro potrebbe fare veramente molto con delle opere semplici di urbanistica, molto meno costose di qualsiasi opera pubblica. Stiamo parlando di piste ciclabili (protette) per garantire la mobilità  nel centro urbano, le zone del lido e  nelle campagne. Come conformazione geografica e territoriale la città di Policoro non ha nulla da invidiare alle città olandesi o danesi, dove la bicicletta è uno status symbol ed è usata durante tutto l’arco dell’anno. Il risparmio per le famiglie (con una mobilità sostenibile) sarebbe enorme. Abbiamo stimato che i semplici giri in centro con un’autovettura durante l’arco del mese fanno consumare in media circa 80/100 euro al mese, con risparmi annuali di circa 1.000 euro (l’equivalente di circa 10  anni di card carburanti). La mobilità in bici inoltre contribuisce ad essere un toccasana per la nostra salute, l’inquinamento cittadino e quello del pianeta.

Anche allo stato attuale è possibile percorrere Policoro in biciletta, ma con le piste ciclabili protette potrebbero farlo tranquillamente tutti, soprattutto bambini ed anziani.

Tutti diranno, bella scoperta! Ma sono sempre i piccoli progetti che rivoluzionano la vita e l’economia dei cittadini. Sempre se qualcuno li mette in pratica.

                                                            NOSCORIE TRISAIA

                                      http://noscorietrisaia.ilcannocchiale.it/

 


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13 aprile 2012


Campagna di obbiedenza civile al referendum sull’acqua

 

Dopo il referendum Acqua 2011, con la pubblicazione, in data 20 luglio 2011, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e l’abrogazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle nostre bollette anche la componente della “remunerazione del capitale investito”.

Gli enti gestori dell’acqua come Acquedotto Lucano non hanno ancora provveduto ad eliminare dalla bolletta idrica la componente della “remunerazione del capitale investito”, così come ha sancito il referendum nazionale. Per quanto riguarda Acquedotto Lucano la cifra percentuale che l’ente dovrebbe restituire ai cittadini e ai consumatori da giugno 2011 per ottemperare agli obblighi referendari (esercizi e attività commerciali compresi) è di circa il 4,5-5% secondo i calcoli del Comitato Acqua Pubblica di Basilicata. Dalle bollette successive invece l’ente gestore del servizio idrico dovrebbe già decurtare la percentuale prevista, diversamente la campagna obbedienza civile al referendum partita a livello nazionale prevede l’autoriduzione della bolletta.

Invitiamo i cittadini a portare presso il ns. sportello-banchetto in piazza eraclea a Policoro domenica 15 aprile 2012 dalle 10 alle 12 la propria bolletta idrica (condomini compresi) per la compilazione del reclamo all’acquedotto lucano. Il reclamo sarà consegnato direttamente dal comitato all’ente. In questo modo si evitano ai cittadini i costi della raccomandata e inutili file alla posta. Traducendo in termini economici un condominio che consuma in media annua, circa 10.000 euro dovrebbe avere un risparmio di circa 500 euro.

Il vero petrolio della Basilicata si conferma essere l’acqua, perché da vita ed economia a due regioni, è inesauribile se sappiamo mantenere intatti gli ecosistemi e se non inquiniamo gli invasi, i fiumi e falde con le trivellazioni petrolifere. L’acqua deve essere gestita dal pubblico e non dalle spa o dai privati, deve costare lo stretto necessario e non sono ammessi utili sulla gestione.


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