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6 febbraio 2016


Trivelle Jonio: il governo Renzi evita il referendum e riperimetra e punta al cuore e alla costa del Mar Jonio

5 febbraio 2016 [di No Scorie Trisaia] L‘UNMIG, l’ufficio del ministero dello sviluppo economico sul BUIG del mese di Gennaio 2016 ha pubblicato in estratto 27 provvedimenti di rigetto parziali e totali (alcune riguardanti anche il mar Jonio) di istanze di permesso di prospezione, di permesso di ricerca e di concessione di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nei mari italiani, in particolare sotto le 12 miglia . (http://unmig.mise.gov.it/unmig/buig/60-1/60-1.pdf) Si evince chiaramente l’intenzione del governo Renzi di evitare il referendum No Triv sotto le 12 miglia. Nel mar Jonio spariscono alcune istanze in quanto rigettate definitivamente (che come movimento avevamo seguito dal lontano 2008/2009) come la DR 148 dell’Appennine sulla battigia tra Nova Siri e Metaponto, l’istanza DR 151 antistante i comuni calabresi di Roseto e Amendolara che interessava proprio l’area della secca di Amendolara. Chiuso il procedimeto e rigetto per l’istanza di concessione D6 nel porto di Corigliano , già area interessata dall’ex DR 150 ora diventata permesso di ricerca DR74AP. Il governo riperimetra sopra le 12 miglia per lasciar trivellare alle compagnie petrolifere il cuore dello Jonio nello specifico :il permesso di ricerca Shell D73 collegata alla D 74 ,l’istanza D68 della Transunion proprio di fronte il comune jonico lucano di Policoro. Resta l’istanza di ricerca D92 dell’Enel Longanesi collegata al permesso di ricerca D79 della stessa Enel Longanesi. Resta intatta la DR74 AP, il permesso di ricerca dove dalla terra si vuole trivellare il mare sotto le 12 miglia alla foce del Crati sulla costa di Sibari .L’istanza di prospezione della Schlumberger D3 non è menzionata, quindi resta cosi com’era in fase di istruttoria VIA al Ministero dell’Ambiente Il cuore dello Jonio, anche se sopra le 12 miglia, resta obiettivo delle compagnie petrolifere anche se è ben visibile da diversi angoli della costa, in quanto si tratta di un golfo (ci aveva provato già la Prestigiacomo a suo tempo dopo il grave incidente del golfo del Messico). Le riperimetrazioni e le altre attività del governo Renzi porteranno sicuramente a contenzioni nei confronti del governo da parte delle compagnie petrolifere ma anche da parte dei cittadini e istituzioni locali intese a difendere il proprio territorio e il proprio mare , alla fine non vorremmo assolutamente che le scelte sbagliate dei governi su una politica fossile (energeticamente a tempo determinato e senza futuro ) ricadano sulle tasche dei cittadini. Cio non toglie che se anche il governo eviterà il referendum No Triv sotto le 12 miglia non potrà non confrontarsi con i cittadini sul referendum sulla costituzione e sul titolo V che toglie potere alle regioni in tema di energia e che si svolgerà ad Ottobre”. NEWS SU: http://www.olambientalista.it/?p=41933&cpage=1#comment-693777


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6 febbraio 2016


No Scorie Trisaia: Renzi pubblichi la Carta delle Aree Potenziali (CNAPI)

16 gennaio 2016 [di No Scorie Trisaia] “Il premier Renzi prima di venire a Matera entro Gennaio per di parlare di cultura, di Sblocca Italia, trivelle 2019 per tutta la Basilicata e il mar Jonio, faccia pubblicare la Carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale di scorie nucleari (CNAPI). Per il rispetto delle comunità italiane e per un percorso di condivisione e trasparenza , affinchè le stesse non si vedano imposte politicamente il deposito nazionale sulla falsa riga di come è già avvenuto purtroppo in Spagna (http://www.olambientalista.it/?p=41112) . Non siamo solo noi a chiederlo, il presidente Bratti della commissione bicamerale su ciclo dei rifiuti non ha risparmiato critiche verso il governo per la mancata pubblicazione della Carta dei siti CNAPI . http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/06/scorie-nucleari-parla-bratti-troppi-ritardi-sul-deposito-nazionale-renzi-deve-rispettare-la-legge/2099234/ La Sogin, la società pubblica incaricata di realizzare il deposito nazionale aveva stabilito un percorso partecipativo per la sua localizzazione e realizzazione in virtù della legislazione vigente, percorso che a nostro giudizio doveva però essere condiviso a priori con i comuni italiani (cosa che non è stata fatta). Lo stesso percorso partecipativo previsto dalla stessa Sogin si è fermato sulla pubblicazione della CNAPI (Carta Nazionale Aree Potenzialmente Idonee) che era prevista già per metà 2015 da parte del governo . http://www.sogin.it/it/Chi-siamo/Deposito-Nazionale-Parco-Tecnologico/Pages/Deposito-Nazionale-e-Parco-Tecnologico.aspx Ci sono stati diversi convegni e incontri di piazza con l’Osservatorio Jonico Indipendente sul deposito nazionale di scorie nucleari (OJI DNSN) insieme ai comitati e associazioni locali partendo da Matera a Gennaio 2015, Altamura, Venosa per discutere con i cittadini sulle probabili aree interessate e spiegare cos’e il deposito nazionale di scorie nucleari, già venduto mediaticamente come opportunità e sviluppo per i territori. (http://www.olambientalista.it/?s=oji+dnsn&x=0&y=0 ) Nel novembre 2014 analizzando le vecchie mappe del 2010 sulle aree potenziali per la realizzazione del deposito (mappe pubblicate dai quotidiani e smentite poi da Sogin), i criteri Ispra sulla localizzazione del deposito, le regioni potenzialmente interessate negli anni e le vicende storiche del nucleare civile e militare meridionale lanciammo come Noscorie Trisaia l’alert sul rischio che deposito nucleare potrebbe essere realizzato tra i comuni dell’Alta murgia e Matera. http://www.olambientalista.it/?p=35228 L’Italia non cambia nel tempo le sue caratteristiche fisiche e geologiche, semmai cambiano i criteri tecnici e scientifici per la localizzazione del deposito nazionale, in altre parole i criteri Ispra pubblicati a fine 2014. Molti comuni lucani della fascia Jonica hanno già deliberato da tempo contro l’ipotesi di realizzare il deposito nazionale nei propri territori, il primo fu proprio il comune di Craco. Il 14 gennaio 2016 dovrebbero riunirsi i consigli comunali di Matera e dei comuni dell’Alta Murgia per discutere un ordine del giorno sulla questione. http://www.gravinalife.it/notizie/l-alta-murgia-dice-no-alle-scorie-nucleari/ Chi invece ancora non ha messo ancora nero su bianco in una delibera di consiglio regionale, al di là delle intenzioni e dei proclami fatti sulla stampa di non ospitare il deposito nazionale di scorie nucleari è proprio la Regione Basilicata, né ci risultano atti pubblicati dai parlamentari di governo lucani nei confronti del governo Renzi sulla questione deposito nazionale”.


26 settembre 2014


Epidemia di “comitatite”di Renzi: a rischio i parlamentari e gli uomini non liberi

No-Scorie Trisaia, Petrolio, Watch - 31 agosto 2014

 


Una grossa epidemia si sta diffondendo nel paese ma non è l’ebola. A darne notizia è il premier Renzi. Niente di meno che a Bruxelles,  l’epidemia si chiama “comitatite” (vedere il video lanciato su YouTube” con la dichiarazione di Renzi sui “comitatini”).  Ha delle controindicazioni, si chiamano fossile, catrame, gas e petrolio, e giova alle economie locali, all’acqua, alla salute, alle energie rinnovabili e a chi prova un senso di libertà e di benessere naturale.

Colpisce generalmente i cittadini liberi, che difendono i beni comuni ,che cercano uno sviluppo equo e sostenibile, che credono nella democrazia dell’energia e nelle energie rinnovabili, hanno come obiettivo una società equa e più giusta, libera dai potentati economici, dalle massonerie e dalle lobby di potere.

A rischio non sono i cittadini, ma i parlamentari, politici di ogni bandiera, chi milita nelle sezioni di partito e uomini non liberi che potrebbero essere contagiati e alla fine potrebbero, come disse il famoso presidente americano JFK, “fare lobby con i cittadini”.

Renzi forse farebbe meglio a mettere in quarantena i parlamentari, senza cibo e acqua proveniente dalla Basilicata e dalla Sicilia. Luoghi che vuole sfruttare a livello fossile e dove la “comitatite” è abbastanza diffusa.

La “comitatite” si trasmette mangiando cibi e prodotti tipici locali di qualità, bevendo acqua buona, ma soprattutto leggendo i libri di storia e imparando a memoria la nostra Costituzione.

Purtroppo non ci sono medicinali che possono fermare la “comitatite”, è molto contagiosa e, per fortuna, fa bene alla salute.

Chi non vuole contagiarsi di “comitatite” deve applicare alla lettera la democrazia, la partecipazione dei cittadini alle scelte sui propri territori e tutelare il bene supremo che è l’acqua e non il petrolio.

In Basilicata esiste la più grande risorsa strategica nazionale di acqua che non può essere messa a repentaglio dal poco petrolio e di bassa qualità che si vuole estrarre dal sottosuolo.

Prevediamo che al posto dell’influenza già dal prossimo autunno ci sarà una massiccia diffusione di “comitatite”.
[No Scorie Trisaia]


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22 luglio 2014


Renzi-Pittella: effetto nimby o razzismo ambientale ?

21 luglio 2014

 

renziSe osserviamo le mappe dell’Unmig sulle istanze di ricerca petrolifera in Toscana e in Basilicata su terra e mare, risalta agli occhi come in Toscana ci siano appena 2 piccoli permessi coltivazione contro i 20 permessi di coltivazione e gli 11 di ricerca petrolifera presenti in Basilicata, supportati da altre istanze di permessi di ricerca nel mar Jonio (siamo a già a quota 16, più una istanza di coltivazione). Qualcuno potrebbe pensare che in Toscana non ci sono gas e petrolio? “No, in Toscana ci sono gas e petrolio che possiamo trovare in qualsiasi regione dell’Italia a grosse profondità e con scarsa qualità, indipendentemente dalla grandezza del giacimento..

Sono giacimenti che si conoscono dagli anni 50, lasciati a riserve nazionali in casi di carestia, e che ora invece si vuole sfruttare avendo la tecnologia a disposizione e le condizioni ambientali ed economiche estremamente favorevoli ai petrolieri (società in maggioranza private), favorite e finanziate in alcuni casi dalla Bei e dal Cipe.

Nel Senese e nel Chianti c’era la European Gas Limited (ex Heritage Petroleum PLC) alla ricerca prevalentemente di metano.Il mare della Toscana  diventato libero dopo l’ultimo decreto dell’ex ministro dello sviluppo economico Zanonato, c’era l’australiana Key Petroleum, era a caccia di olio e gas tra Pianosa e Montecristo nel Tirreno toscano vicino l’isola d’Elba.

Sia sulla terra e anche sul mare, sono intervenuti Regione, provincie della Toscana e anche ministri di governo per evitare che il territorio toscano e il suo mar Tirreno adiacente fossero trivellati( che dire , altra classe politica che si guarda bene dal svendere il proprio territorio). http://iltirreno.gelocal.it/regione/2010/08/04/news/no-alle-trivellazioni-in-mare-l-elba-fa-muro-contro-i-petrolieri-1.1996255; www.ilcittadinoonline.it/…/Chianti_finalmente_senza_il_pericolo_delle_ trivelle.html

Anche il golfo di Venezia è stato escluso in base al principio di precauzione dalle trivellazioni petrolifere, sempre da Zanonato (ex sindaco di Padova), per la paura che estrazioni petrolifere potessero incidere sulla subsidenza e creare problemi alla città di Venezia.

Mentre il golfo di Taranto ha già problemi di subsidenza nell’area di Crotone, e, al pari nel golfo di Venezia dove esiste una grande città d’arte, nel Golfo di Taranto esiste il più grande patrimonio archeologico marino e terrestre della Magna Grecia (secondo patrimonio italiano al mondo dopo quello di Roma).

Perchè allora la Toscana, il mar Tirreno di fronte la Toscana e il Golfo di Venezia sono stati esclusi mentre si vuole trivellare con forza la Basilicata e il mar Jonio?

Perchè tanto accanimento contro le regioni e i mari meridionali?

Cos’è’? Renzi in questo periodo soffre dell’effetto Nimby (non nel mio giardino) per poi operare nei confronti del meridione d’Italia una politica di sfruttamento della terra e del mare ? Cos’è questo accanimento petrolifero, un razzismo ambientale nei confronti dei meridionali?

Dopo che Renzi ha accusato i “comitatini” di bloccare le estrazioni petrolifere in Basilicata e in Sicilia e nei rispettivi mari perchè Pittella non s’impone come dovrebbe nei confronti della Guidi sul diritto della Basilicata alla sua autodeterminazione?

Quest’ultima domanda non è rivolta solo a Pittella, ma a tutti i personaggi della politica e parlamentari al seguito che forse hanno dimenticato troppo presto che sono stati eletti per difendere gli interessi del meridione d’Italia prima di piegarsi a uno sfruttamento imposto dall’alto.

Domanda da cui non possono ulteriormente esimersi i sindaci della Val dìAgri pro-petrolio in cerca di compensazioni, dimenticando i miliardi d’investimento fatti in agricoltura e turismo nella valle in questi decenni. Noi comitatini continueremo a difendere i fagioli di Sarconi, sicuri, che non finiscono mai e che sono molto più buoni di qualsiasi lenticchia governativa”.
[No Scorie Trisaia]


15 luglio 2014


Renzi, i “comitatini” e l’economia fossile

 
Albero di Pitagora

Albero di Pitagora

Renzi sul Corriere della Sera parla di “comitatini” che bloccano le ricerche minerarie in Basilicata e in Sicilia e che lui si vergogna di andare in Europa a parlare di energia quando non è in grado di sfruttare le  risorse minerarie italiane. Per fortuna l’Italia è ancora una democrazia e il premier  Renzi dimentica che la nascita dei cosiddetti “comitatini” è l’espressione del popolo per sopperire a un fallimento istituzionale della politica.

In quanto dovrebbero essere i parlamentari e le istituzioni  e non “i cittadini  costituiti in comitati “ a difendere le economie locali, l’acqua ( quale vera risorsa strategica nazionale), l’ambiente e la  salute dei cittadini  da scelte di economia fossile che non hanno futuro per lo sviluppo delle economie meridionali, qual è la ricerca mineraria di petrolio e gas.

Il fossile degli appennini e dei mari meridionali è poco, di bassa qualità, a termine,  impattante come processo  estrattivo e genera danni agli ecosistemi che invece  creano economie sostenibili e rinnovabili.  Nella terra di Pitagora anche noi possiamo dare a Renzi  i numeri  reali sullo sviluppo  e contraddire quelli che invece fanno parte di uno sfruttamento a termine del territorio.  Premesso che siano stati creati  5.000 posti di lavoro nel petrolio (a termine), la regione Basilicata  è diventata la più povera d’Italia nel 2011 ed ha i più alti tassi di disoccupazione giovanile del meridione.

Ha perso negli ultimi dieci anni qualcosa pari a 320 milioni di euro/anno di fondi UE per colpa del Pil petrolifero contro circa 120/140 milioni di euro/anno di royalties del petrolio  non tutti spendibili per colpa del patto di stabilità. Nessuno ha poi quantificato i danni causati dalle estrazioni petrolifere sulle economie locali , sull’ambiente e sulla salute (il petrolio sostenibile non esiste nella scienza ).Cinquemila  posti di lavoro noi in Basilicata  li abbiamo creati con la raccolta di un solo frutto (la fragola), e di frutta in Basilicata ne produciamo parecchia. Ci sarebbe poi l’agroalimentare e il turismo (ma per il momento lasciamo perdere), La nostra frutta la consuma  tutta Italia  e non vogliamo  assolutamente che nelle mense fiorentine o di Roma  finiscano fragole o albicocche agli idrocarburi. Anche perché aspettiamo di sapere da tempo  dalle istituzioni da dove provengono gli idrocarburi e i metalli pesanti trovati nel Pertusillo (lago idro-potabile che disseta la Puglia) e nel fiume Basento.  Renzi  con tutti gli altri parlamentari  (soprattutto tutti  quelli lucani ) ,perché non parla   di  acqua  quale  vera risorsa strategica nazionale  che si trova in Basilicata ?

Acqua che da  sostentamento e vita alle persone di due regioni  ,accresce il Pil agricolo, alimentare, e soprattutto quello industriale e con esso le tasse che vanno al governo . Il petrolio è a termine e non è rinnovabile come  pure  un  economia basata sul fossile. Concetti che ancora non ha accolto nemmeno il  governatore lucano Pittella  (eletto senza quorum) e la restante classe politica locale, già bocciata dal non voto delle regionali del 2013 dove non ha votato circa il 60% della popolazione . Se Renzi guarda i dati sulla produzione di energia in Italia può tranquillamente capire che il meridione d’Italia è autosufficiente e da energia al resto d’Italia. Attraverso un processo di democratizzazione dell’energia il meridione potrebbe tranquillamente essere indipendente sulle sole rinnovabili.

Non è certo il 6%  di greggio a termine prodotto dalla Basilicata del fabbisogno nazionale che risolverà la questione energetica nazionale. Diversamente se convinto del contrario prima di andare in Europa potrebbe candidare alle trivellazioni  le colline del Chianti e depurare  i reflui petroliferi nell’Arno  (sempre se non trova comitatini anche  in Toscana)  e su questo possiamo raccogliere già il parere dell’assessore all’ambiente della Basilicata di origine toscana, Berlinguer.

In magna Grecia  nel 600 a.c le decisioni per la vita della polis  venivano prese nella pubblica piazza  nell’ottica della nascita della prima democrazia del mondo occidentale. Le scelte imposte  nella storia  non hanno avuto mai successo ,ne tantomeno la modifica dell’art V della Costituzione nel togliere alcuni poteri alle regioni e incidere sugli ordinamenti comunali potrebbe avere successo se non condiviso con le popolazioni. Questa volta la invitiamo  noi di Noscorie Trisaia, uno dei tanti  comitatini , a confrontarsi  insieme ai cittadini  con i numeri  per lo sviluppo del meridione d’Italia  in piazza Eraclea a  Policoro  (lo stesso luogo dove nel 600 ac venivano discusse in democrazia  il futuro della polis), siamo sicuri che di questo anche il nostro antenato Pitagora le sarebbe grato.[No Scorie Trisaia]


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18 aprile 2014


SCORIE NEI PARCHI :CASALE CHIEDA A RENZI L’AUTOCANDIDATURA DEL PARCO DELLA MAREMMA


L’AD Sogin Casale allo stesso modo di Veronesi che avrebbe tenuto le scorie
nucleari nella camera le vuole sistemare nei parchi nazionali italiani.
Secondo Casale  parchi nazionali ci sono in Andalusia (Spagna) e nella
Champagne (Francia) - dove è raccolto un milione di metri cubi di rifiuti
radioattivi rispetto ai nostri 90 mila distribuiti in 23 siti da smaltire -
mentre in Svezia l'area per il deposito se la sono addirittura contesa. Il
deposito viene spiegato come un'opportunità anche per la popolazione locale non
solo perchè l'area avrà un indennizzo, una sorta di 'canone d'affitto' per
l'occupazione del suolo, ma anche perchè è previsto anche un Parco tecnologico
con eccellenze scientifiche.  (ansa)
Se l’AD Casale è convinto di realizzare il deposito nazionale di scorie
nucleari nei parchi nazionali perché non chiede al premier Renzi di ospitarlo
nel parco della Maremma Toscana, o nei pressi del Monte Amiata. In virtù dell’
art V e dell’accentramento  dei poteri in materia di energia allo stato per
Renzi non dovrebbe essere difficile rifiutare la possibilità offerte dalla
Sogin con la realizzazione del deposito unico in termini di compensazioni e
parco tecnologico e soprattutto d’interventi che “il paese ci chiede”. Sulla
questione  potrebbe dare manforte la giunta Tosco-Lucana di Pittella-
Berlinguer. Pittellla  potrebbe convincere i sindaci della Toscana ad accettare
il deposito nazionale di scorie  in cambio di compensazioni. Pittella ha già
maturato esperienze simili   nel Mercure dove ha dato  lezioni sulla politica
economica  mendicante, dove gli amministratori locali vanno dalle
multinazionali con il cappello in mano per lasciare distruggere territorio ed
economie locali in cambio di compensazioni economiche. D’altronde lo stesso
Berlinguer potrebbe consigliare di farlo nelle colline del Chianti (come nelle
colline dello Champagne) ,al pari di come nel Vulture lascia funzionare un
inceneritore nelle colline dell’Aglianico senza realizzare un piano rifiuti
regionale per recuperare a freddo la differenziata .
In Basilicata le compensazioni non ci interessano , ci abbiamo rinunciato  in 
quanto vogliamo che le barre americane di Elk  River vadano via  e che Sogin
lasci l’Itrec a prato verde per favorire lo sviluppo di un centro ricerche  che
esiste già e  che può trasformarsi    in una scuola per il mediterraneo  sulle
energie rinnovabili . Ci interessa invece realizzare  un grande parco  per
valorizzare e far conoscere  a tutto il mondo il secondo patrimonio
archeologico italiano dopo quello di Roma  ,ossia quello  Magna Grecia. Per
seguire la vicenda deposito scorie nucleari partirà a breve  un osservatorio
indipendente  da quello creato da Sogin e dalla fondazione sviluppo sostenibile
di Edo Ronchi, fatto da esperti in materia nucleare ,ambientale, associazioni .
movimenti ,  insieme a qualche sindaco  delle nostre comunità  .

 


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22 marzo 2014


Barre di Elk River -Visita di Obama in Italia:Renzi interesserà Obama?

 

Barre di Elk River – Visita di Obama in Italia: Renzi interesserà Obama?

20140322-123029.jpg
CONFERENZA STAMPA GIORNO 24 MARZO ORE 18 c/o LOCALE “MOVO CAFE’” IN POLICORO ,VIA SALERNO (VICINO OSPEDALE CIVILE)
Il 27 marzo il presidente Obama sarà in Italia e incontrerà il premier Renzi, il presidente Napolitano e Papa Francesco dopo essere stato in altri paesi europei per trattare proprio di questioni nucleari, per l’occasione abbiamo chiesto via mail e a mezzo stampa alle istituzioni locali e nazionali (Regione Basilicata in testa), affinché ci fosse un interessamento istituzionale del governo Renzi verso il Presidente Obama per far riprendere agli Usa le barre nucleari di Elk River custodite nel centro Sogin Itrec della Trisaia

La questione apparentemente lucana o meridionale è invece di portata nazionale

Le barre nucleari di Elk River da programma dovranno essere trasportate in futuro nel deposito nazionale di scorie nucleari di cui si sta tornando a parlare in questi giorni nelle commissioni dei Ministeri http://webtv.senato.it/4191?video_evento=653.

E’ recente anche l’istituzione di un osservatorio sulla futura allocazione del deposito nazionale di scorie nucleari (http://www.olambientalista.it/losservatorio-indipendente-sullo-stoccaggio-delle-scorie-nucleari),in merito dobbiamo comunque capire bene chi sono gli osservatori

Il deposito nazionale potrebbe capitare in qualsiasi regione d’Italia , compresa la Toscana di Berlinguer e di Renzi.

Le barre di Elk River e i residui di riprocessamento che dovranno essere solidificati presso l’Itrec della Trisaia di Rotondella sono rifiuti di III categoria (i più pericolosi), anche se con minime quantità , riportare nel Minnesota i rifiuti nucleari americani significherebbe alleggerire il fardello nucleare italiano della III categoria.

Maggiori e dettagliate informazioni saranno fornite in conferenza stampa giorno 24 MARZO ORE 18 PRESSO IL LOCALE MOVO CAFE’ IN POLICORO IN VIA SALERNO (VICINO OSPEDALE CIVILE.)>


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