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1 gennaio 2015


Itrec, più sicurezza e trasparenza e meno tavoli degli incidenti

29 settembre 2014

 

Pozzi vicino il centro nucleare Itrec di RotondellaInterviene No Scorie Trisaia in merito al tavolo della trasparenza regionale: “dopo 4 anni la regione Basilicata ha convocato il tavolo della trasparenza (quello di agosto 2013 scaturì dal trasporto nucleare americano top secret scoperto dai cittadini), tavolo che ripetiamo è convocato ogni circa 3 mesi nelle altre regioni nuclearizzate. Riteniamo che il decommisioning del materiale nucleare dell’Itrec sia estremamente delicato e che abbia bisogno della massima sicurezza nei processi di decommiisioning ( vedi il caso della fossa ex irreversibile oggetto di incidente ), verso l’ambiente, la tutela della salute delle popolazioni e delle economie locali.

Stesso discorso vale per la trasparenza nei confronti dei cittadini da parte delle istituzioni e dell’esercente Sogin. Non possiamo avere informazioni e rassicurazioni solo in caso di incidenti, mentre si alimentano con il comportamento delle istituzioni dubbi e perplessità .

Finalmente i comuni limitrofi al centro Itrec si sono dotati di un tecnico di fiducia che possa seguire il decommissioning nucleare dell’impianto Itrec . Questo però non basta, i comuni devono divulgare il piano nucleare di emergenza esterno redatto dalle prefetture alle popolazioni e convocare propri tavoli intercomunali di trasparenza con i cittadini, Sogin e le istituzioni.Tavoli intercomunali dove le operazioni sulla sicurezza del decommisioning possano essere seguite passo-passo anche dai cittadini .

In merito ricordiamo che la Sogin è obbligata a fare un piano di comunicazione sul decommissionig dell’Itrec e a divulgarlo alle popolazioni (vedi V.I.A ministeriale impianto Icfp ).

Ringraziamo Ispra per aver pubblicato i criteri per la realizzazione del deposito nazionale, i criteri sono alquanto chiari: i siti nucleari non possono essere dislocati sotto i bacini idrici, vicino all’acqua e/o vicino a zone dove vi è attività di estrazione, ricerca e/o sfruttamento delle risorse del sottosuolo. Vedi acqua, gas o petrolio.

I criteri confermano quanto affermato da Noscorie Trisaia dal lontano 2006 agli stessi tavoli della trasparenza regionali :che il sito della Trisaia non può stare là dov’è per la presenza di acqua e perchè si trova sotto il più grande bacino idrico in terra battuta d’Europa. Nè tantomeno la regione Basilicata può avviare come nel caso di pozzo Morano in Policoro attività estrattive di gas vicino i centri nucleari, cosi come già contestato agli uffici del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata e ribadito nei precedenti tavoli tavoli della trasparenza dal lontano 2008 dalle associazioni di Policoro.

L’assessore all’ambiente della Regione Basilicata deve inibire qualsiasi attività estrattiva per un raggio di almeno 20 km se non oltre dall’Itrec e/o di ricerca petrolifera che potrebbe generare subsidenza, micro sismicità ,scoppi o altre situazioni di pericolo. Considerato il fatto che il centro Itrec si trova su faglie sismiche, su una falda idrica unica per tutto il metapontino, vicino aree abitate, vicino al fiume Sinni, al mare Jonio ed in ‘area ad elevato rischio idrogeologico. [No Scorie Trisaia]


29 ottobre 2011


NUCLEARE: la Sogin è ancora controllore di se stessa dentro l'Itrec di Rotondella

NOSCORIE TRISAIA
noscorietrisaia@libero.it
 
29.10.2011

Il rischio di esposizione radioattiva per la popolazione del Metapontino e della vicina Calabria, deve essere fissato entro il limite di non rilevanza radiologica pari a 10 microsievert/anno . E non a quello al limite fissato dal D.Lgs 230/95, pari a 1 millisievert/anno.

Dopo circa otto anni dai "Centomila di Scanzano" e dal tentativo di ubicare il deposito nazionale di scorie nucleari a Terzo Cavone, in tema di controlli e regole nell'ambito della gestione dei materiali radioattivi, sembra non essere cambiato nulla. Ci riferiamo sia ai limiti di emissioni ancora troppo elevati e anche ai controlli interni al centro nucleare di Rotondella, con l’Arpab che doveva realizzare a tutela della trasparenza e della sicurezza, ma anche a rispetto dei numerosi impegni istituzionali presi ai Tavoli della trasparenza di settore (occorre specificare perché oramai la Regione indice quotidianamente tavoli  e cabine di regia), dove era presente anche l'Ispra. Tavolo della trasparenza incentrato sul monitoraggio sugli effluenti liquidi e eventuali aeriformi rilasciati dalle vasche di scarico/condotta a mare e dai camini all’interno dell’Itrec.

Controlli che all’interno dell’Itrec ,ossia alla fonte degli inquinanti, Sogin resta controllore e controllato, mentre l'Arpab nemmeno ci entra a fare rilievi.

Fu proprio dopo i fatti di Scanzano che facemmo notare alle istituzioni l’incongruità del controllore e del controllato sull’impianto nucleare lucano, incongruità che poi si è rilevata esistente anche per altre realtà inquinanti, come il Centro oli di Viggiano ed Edf Fenice. Qui dopo dieci anni di attività - e sempre su denuncia delle associazioni - la Regione si è accorta di non ottemperare ai propri obblighi istituzionali. Anzi, che i dati venivano addirittura nascosti.

Nel centro Itrec di Rotondella dovrebbero partire lavori importanti come la messa in sicurezza della ex “fossa irreversibile”, un sarcofago interrato di residui di lavorazione nucleari di II categoria (e forse anche di III cat. vista la mancata trasparenza istituzionale sull’argomento), molto pericolosi. Per cui attuare controlli direttamente sulle fonti inquinanti diventa necessario per la tutela delle popolazioni. Come diventa importante garantire attraverso il miglioramento dei processi di lavorazione la messa in sicurezza dei rifiuti  nucleari e l’abbattimento delle emissioni di radionuclidi alla fonte, agendo sulla formula di scarico degli inquinanti.

Considerato che la formula di scarico attualmente autorizzata alla Sogin, per gli scarichi degli effluenti liquidi e aeroformi, è ancora quella originaria, autorizzata quando l’Itrec aveva compiti di attività nucleare, chiediamo al presidente Vito De Filippo, oltre ad attivare i controlli interni, di rivedere con apposita normativa regionale la formula di scarico in modo da garantire, anche al massimo utilizzo delle strutture dell'impianto, un'esposizione per la popolazione entro il limite di non rilevanza radiologica di 10 microsievert/anno e non al limite fissato dal D.Lgs 230/95, pari a 1 millisievert/anno.


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permalink | inviato da noscorietrisaia il 29/10/2011 alle 20:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


11 agosto 2011


In Basilcata è scomparso il tavolo della trasparenza,nelle regioni vicine esiste addirittura quello interregionale

Nucleare, l'assessore Stefanelli al tavolo della Trasparenza
 
Incontro in Campania per lo smantellamento della centrale del Garigliano
Il Faro on line - Anche la Provincia di Latina ed i Comuni del Golfo di Gaeta saranno presenti, nella persona dell’Assessore provinciale all’Ambiente, Gerardo Stefanelli, al Tavolo della Trasparenza della Regione Campania per smantellamento della centrale del Garigliano. Questo si evince dalla delibera approvata lo scorso 5 agosto dalla giunta della Regione Campania.

“Questo ottenuto è un grande passo avanti per avere una completezza di informazioni rispetto alle procedure di smantellamento della centrale nucleare posta al confine tra le due Regioni – afferma Stefanelli – che fa seguito alle nostre richieste di partecipare al tavolo della Trasparenza campano considerando anche i Comuni dell’area del Golfo e venendo così incontro a quelle richieste ed esigenze di avere un’adeguata informazione rispetto a una problematica che investe una larga fetta del territorio pontino”.

Come si ricorderà l’Assessore Stefanelli a metà luglio aveva preso carta e penna e scritto al collega, l’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano, per essere incluso all’interno del Tavolo della Trasparenza, nato ad aprile nella regione campana con tanto di delibera (la n. 163) per il fine di garantire l’aggiornamento e la comunicazione delle iniziative sulle attività inerenti la dismissione della centrale del Garigliano, la messa in sicurezza del sito e la risoluzione delle connesse problematiche. Ma non si era trattato soltanto di una richiesta personale, infatti l’Assessore aveva richiesto formalmente al collega regionale campano la partecipazione allargata anche ai rappresentanti dei Comuni di Minturno, Spigno Saturnia, Gaeta e Formia, “quei Comuni cioè che sono compresi nel raggio di 30 km rispetto alla centrale del Garigliano, oltre ai già compresi SS Cosma e Damiano e Castelforte”,

Nella delibera della Giunta regionale n. 163 del 29 aprile la Regione Campania ha voluto costituire, dopo l’esperienza del periodo 2003-2006, il Tavolo della Trasparenza. E dato che la centrale del Garigliano pur ricadendo sul territorio comunale di Sessa Aurunca (Caserta), confina idealmente con i Comuni di SS Cosma e Damiano e Castelforte, entrambi in provincia di Latina, l’Assessore Stefanelli chiese nella lettera inviata all’Assessore Romano, per la delicatezza e l’urgenza della problematica inerente la decommissioning della centrale, di poter essere annoverato nel ruolo istituzionale di Assessore all’Ambiente della Provincia di Latina all’interno del Tavolo della Trasparenza, in modo da poter interagire con le istituzioni coinvolte, i rappresentanti Sogin e le associazioni ambientaliste.

“Inoltre, non escludiamo, proprio per la volontà e l’impegno che stiamo mettendo in campo per questa problematica, di ospitare il Tavolo della Trasparenza della Regione Campania anche nella nostra sede provinciale decentrata di Formia – ha rilanciato l’Assessore Stefanelli-, tavolo che a quel punto avrà anche una valenza simbolica come unione ideale tra le due regioni e le due province per risolvere questa annosa e delicata questione”.
Andrea Brengola
 

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