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17 maggio 2015


Cittadini della Val d’Agri ancora come cavie in “giostre e catrame”

- 27 aprile 2015 Interviene No Scorie Trisaia sulla nuova offensiva mediatica di disinformazione sul petrolio, messa in campo dai mezzi Radiotelevisivi pubblici: “che il catrame e gli impianti industriali non portano turismo lo sanno anche le pietre . Guardare poi trasmisisoni di tg di Rai tre Basilicata che accostino energia con eolico e impianti petroliferi a uno sviluppo turistico in val d’Agri non è giustificabile , soprattutto quando certe notizie non sono supportate da dati statistici certi. TGR BASILICATA 26 04 15: i dati statistici certi in tema di turismo in Val d’Agri lì da invece l’Apt, e non ci sembra proprio che ci sia un incremento di turismo in val d’Agri, anzi sul quadro delle presenze negli ultimi 2 anni si registra circa un meno 25%, nonostante i forti investimenti fatti nel parco nazionale della Val d’Agri o nei prodotti tipici locali dell’agroalimentare. http://www.sistan.it/index.php?id=88&no_cache=1&tx_ttnews%5Btt_news%5D=2057&cHash=4f79c71151f367f5976c5ac093226005 Questo significa che i turisti fuggono da aree soggette a impianti di natura petrolifera che mal si coniugano con acqua, ambiente e turismo . Le pale eoliche, gli impianti petroliferi non rientrano negli obiettivi di un turismo culturale, naturalistico, culinario, scientifico e nemmeno in turismo energetico e/o scolastico, perché le tecnologie fossili appartengono al passato e non al futuro e gli stessi parchi eolici industriali se non integrati nell’ambiente potrebbero distruggere i paesaggi. Le scolaresche hanno bisogno di esempi sostenibili ,rinnovabili ma sopratutto innovativi. Innovazione che superi gli impatti ambientali e migliori la qualità della vita di tutti . Ne sarà mai possibile trasformare gli impianti petroliferi o le pale eoliche nelle giostre dei luna park affinché diventino delle attrazioni. Ne abbiamo mai visto le compagnie petrolifere e/o energetiche creare colonie estive/invernali per i propri dipendenti e famiglie al seguito per dimostrare che i propri impianti possono trasformarsi in attrattori turistici. Ci dispiace per gli abitanti della Val d’Agri, ma la loro condizione in questo momento è presa ad esempio dalle regioni vicine come esempio da non perseguire in tema di sfruttamento petrolifero nei territori. Ci dispiace ancora di più che i valligiani diventino le cavie da osservare per i reportage su come vive male in Val d’Agri più che essere attenzionati da potenziali turisti o da qualche istituto scolastico .[No Scorie Trisaia]


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permalink | inviato da noscorietrisaia il 17/5/2015 alle 19:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


9 agosto 2011


Moratoria petrolifera in Basilicata e piano di emergenza ambientale in Val d’Agri

8 agosto 2011

[8/8/2011] La minaccia del governatore della Basilicata de Filippo di non voler rilasciare altre autorizzazioni petrolifere per nuovi pozzi estrattivi subordinando le stesse alla richiesta preventiva di contropartite alle compagnie petrolifere ed al governo centrale per infrastrutture, sviluppo e occupazione, ancora una volta sposta l’attenzione sul piatto di lenticchie delle royalties (non saranno mai sufficienti a colmare i gravi rischi invasivi delle attività minerarie), e finisce per non tener conto del disastro ambientale, economico e degli impatti sulla salute che le attività petrolifere già provocano in Basilicata.

Non siamo infatti all’anno zero delle trivellazioni in Basilicata, come vuol far credere il presidente della Giunta Regionale. Sul disastro ambientale auspichiamo che la Procura di Potenza apra un’inchiesta che individui i colpevoli e  spieghi ai cittadini chi come e perché ha inquinato il bacino idrico più importante del Sud Italia.

E’ quanto ribadiscono la Ola, Organizzazione Lucana Ambientalista e No Scorie Trisaia che chiedono che nel prossimo Consiglio Regionale, richiesto con le procedure di urgenza dai consiglieri regionali, venga inserita all’ordine del giorno e votata la legge di moratoria sulle attività petrolifere “senza se e senza ma”. Un atto dovuto per essere chiari e concreti con tutti i lucani.

Non si può infatti più scherzare su queste questioni attuando furbizie che servono solo a spostare l’attenzione mediatica dal gravissimo stato di inquinamento provocato dal centro olio ENI di Viggiano,dal petrolio nelle acque dell’invaso del  Pertusillo ormai e dal rischio per la presenza di idrocarburi e metalli pesanti per concentrarla sul fallimentare accordo economico del Memorandum di De Filippo-Viceconte.

Il Memorandum sottoscritto in pompa magna dalla Regione e dal Governo Berlusconi si è rilevato un bluff anche da questo punto di vista. Per la Ola e No Scorie Trisaia oggi è invece prioritario arrestare l’inquinamento petrolifero bloccando i nuovi permessi e concessioni petrolifere ad iniziare dal raddoppio del centro olio di Viggiano, ed attuando la moratoria di tutte le nuove autorizzazioni regionali previste, ad iniziare dalla proroga recente alla Total da parte del D.M. 30 /6/2011 n. 137 e fino al 2023 della concessione Gorgoglione con la realizzazione di nuovi pozzi petroliferi, così come tutte le nuove istanze relative ai numerosi permessi di ricerca che riguardano i due terzi del territorio regionale, ad iniziare dai permessi Frusci e Muro Lucano.

Anzi,dal governatore ci saremmo aspettati che, vista la gravità del ritrovamento di idrocarburi e metalli pesanti sui sedimenti del Perusillo, all’indomani del’inquinamento delle falde sotto il centro oli di Viggiano, bacini idrici che servono l’agricoltura, la zootecnia e il potabile di Puglia e Basilicata (circa 5 milioni di abitanti), avesse subito e coscientemente dato valore al rischio sanitario, ordinando: 1 – la chiusura della Gronda dell’Agri, cioè la traversa che collega il Pertusillo con la diga di Senise per evitare che l’inquinamento da idrocarburi e metalli pesanti si trasferisca nella diga di Montecotugno e trasporti moria di pesci, e rischi alla salute delle persone e all’economia territoriale, dalla Val d’Agri alla Valle del Sinni; 2 – analisi immediate delle qualità delle acque del Sinni, per capire se per colpa della traversa dell’Agri, non siano già avvenute contaminazioni in una vallata che è ancora quasi del tutto esente da grandi problematiche inquinanti dovute a mega-discariche e perforazioni; 3 – che la caratterizzazione dell’area della Val d’Agri, chiesta l’altro giorno dalla stessa Regione, per coerenza amministrativa e trasparenza verso i cittadini di Puglia e Basilicata, sia seguita da una richiesta di una Sin, cioè, di un Sito di Interesse Nazionale per bonifica, come è per la Valbasento e per l’area industriale di Tito Scalo e che di concerto col governatore Niki Vendola, e in trasparenza con la comunicazione ai cittadini, attuino un piano di emergenza congiunto a tutela delle popolazioni. Perché il sistema di potabilizzazione non toglie i metalli pesanti e perché l’acqua si mangia attraverso i prodotti agroalimentari irrigati e attraverso gli animali abbeverati.

Il Memorandum sottoscritto in pompa magna dalla Regione e dal Governo Berlusconi si è rilevato un bluff anche da questo punto di vista, come un bluff si sono rivelate le analisi commissionate per 2,5 milioni di euro dalla Regione alla società privata, presieduta dal sindaco di Matera, Salvatore Adduce, la Metapontum Agrobios, che ha monitorato per un anno l’area della Val d’Agri, trovando fuori norma solo “l’olezzo” intorno al centro oli. 2,5 milioni di euro che la Regione avrebbe potuto o riversare nelle casse dell’Arpab, per farla funzionare meglio e per evitare l’affermazione di ieri di condividere con l’Ehpa, un’associazione di ambientalisti le prossime analisi sul Pertusillo, oppure ancora, utilizzare come tranche per iniziare a bonificare l’Agri o a rimborsare i cittadini danneggiati.

Ecco dunque la necessità che il Consiglio Regionale approvi con urgenza la legge di moratoria delle autorizzazioni regionali  “senza se e senza ma” che si rende necessaria innanzi tutto per comprendere cosa è possibile fare per mitigare i danni già arrecati dalle attività estrattive,approvando a bocce ferme una legge che riduca i limiti di emissione degli inquinanti e stabilisca una concomitante metodica chiara e trasparente sulle metodiche da adottare per il prelievo, le analisi e la diffusione dei dati ambientali.

Lo “sMemorandum in Camper” promosso dalla Ola, da No Scorie Trisaia e Ola Channel che da ieri é in viaggio nelle piazze dei comuni lucani, vuole dare voce ai territori su queste problematiche. Questioni ormai divenute centrali e non più mistificabili,che condizionano le opportunità di sviluppo ancora una volta mortificate da scelte sbagliate ed in contrasto con la vocazione dei territori.

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