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3 marzo 2013


anche un impianto per il trattamento rifiuti-inceneritore a Viggiano

Home » Focus, Osservatorio Politico, Petrolio - 2 marzo 2013

Anche un impianto mobile per il trattamento rifiuti – inceneritore a Viggiano

La società Simam SpA , nota azienda con commesse ENI , industrie militari, Esercito, industrie chimiche e bonifiche ambientali, con sede in Via Cimabue 11/2 – 60019 – Senigallia (AN) ha richiesto nell’area industriale di Viggiano l’attivazione della procedura di verifica per l’installazione e l’esercizio di un impianto mobile di trattamento rifiuti speciali non pericolosi individuati dal codice CER 16.10.02 (acque e soluzioni acquose – rifiuti speciali non pericolosi). La società, autorizzata ai sensi dell’art. 208 del D. Lgs. 152/06 dalla Provincia di Ancona realizzerà una campagna di trattamento – si legge nell’avviso pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Basilicata n. 5 del 1/3/2013 – che avrà durata temporanea di circa 2 mesi. L’impianto è appartenente alla tipologia dell’allegato VI alla Parte Seconda, punto 7, lettera S del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.: Punto 7 – Lettera S: “impianti di smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, con capacità complessiva superiore a 10 t/giorno, mediante operazioni di incenerimento o di trattamento (operazioni di cui all’allegato B, lettere D2 e da D8 a D11, della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)”.

L’impianto sarà installato presso l’area di proprietà del Consorzio ASI, Zona Industriale Località Cembrina (PZ). Gli elaborati sono depositati e disponibili per la consultazione presso la Regione Basilicata – Dipartimento Ambiente e Territorio, Ufficio di Compatibilità Ambientale, via Anzio 75 – 85100 Potenza: Comune di Viggiano – Via Roma 51, 85059 Viggiano PZ; Comune di Grumento Nova Via Roma 35 – 85050 Grumento Nova PZ. Eventuali osservazioni sul progetto potranno essere presentate, entro 45 (quarantacinque) giorni dalla data del presente avviso, inviando formale comunicazione a: Regione Basilicata, Dipartimento Ambiente e Territorio – Ufficio Compatibilità Ambientale via Anzio 75, 85100.

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4 ottobre 2011


La peregrinatio dello sMemorandum in Camper alle Vigne di Viggiano

4 ottobre 2011

[4/10/2011]  Un’ottima occasione per il peregrinare dello “Smemorandum in camper” per informare i cittadini e permettere loro di poter firmare la petizione per una legge regionale che rimoduli i limiti emissivi di H2S uniformandoli a quelli dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Essì, perchè il 3 e 4 settembre, in occasione della Festa della Madonna,il nostro Sindaco non aveva concesso di poter raccolgiere le firme, nè di poter distribuire un volantino esplicativo dove figurano delle domande (dieci per l’esattezza) da rivolgere ai nostri politici e delle regole (sempre le 10 regole d’oro) su come si fa l’estrazione petrolifera negli altri paesi del mondo (tenente conto che noi siamo equiparati a quelli del “Terzo Mondo” !).

Oggi, 4 ottobre si riunisce il Consiglio Regionale e si parlerà anche di petrolio. Ormai non riponiamo più nessuna fiducia in quell’istituzione che rimane sorda alle richieste ed alle opinioni dei cittadini. Bene, oggi vi alleghiamo un protocollo CEE del 2003, cui ha fatto seguito la L. 78/22 del 16 marzo 2004 alla quale si è adeguata (e dunque ha aderito percependone i principi e le regole) anche l’Italia e per la quale è previsto un risarcimento dai danni subiti da inquinamento da idrocarburi. Vi alleghiamo anche il testo della legge che ha fatto seguito in Italia al recepimento di quella della CEE. Nel frattempo, siamo tutti a conoscenza del fatto che l’ENI SpA, sta contattando i proprietari dei terreni adiacenti e non al Centro Oli, che hanno un contenzioso penale con alcuni dirigenti di essa, per l’acquisto di quei terreni a patto che venga ritirata la denuncia e si interrompa il procedimento penale. Dunque, in soldoni, si tratta di una compravendita; non certo di un risarcimento da danni! Per quello che ci riguarda, vogliamo sottolineare ancora una volta che non abbiamo mai voluto “intrometterci” in questa faccenda, perchè è argomento molto delicato e personale e pertanto richiede una riflessione da parte di quei nostri concittadini che sia il più possibile tranquilla e serena.

Una cosa è certa, l’acquisizione – da parte di Eni – di quei terreni, aprirà la strada ad un possibile ampliamento del COVA; starà all’attenzione dell’Amministrazione ed all’accortezza dei funzionari deputati a questo di evitare che ciò avvenga in aree che non sono proprie a quel tipo di destinazione e che si spingono sempre più verso il paese. Certo, il nostro Sindaco, forse non ci dice tutta la verità su quello che sta succedendo e sugli argomenti di cui Egli sta parlando con eccezionale frequenza con i dirigenti di quell’azienda; vogliamo sperare che non faccia il doppio gioco e che tuteli realmente l’interesse dei cittadini di Viggiano; poiché egli, come tutti noi, saprà che in una comunità piccola come la nostra prima o poi i fatti vengono alla luce, con il carico delle responsabilità di ognuno, sotto qualsivoglia profilo.

Vi aggiungiamo anche i bellissimi manifesti dell’Onda Rosa, sulla “Festa dell’Oro Nero” e sulla imminente “deportazione” che il popolo viggianese subirà da qui a qualche tempo; ci facciano sapere dunque cosa bolle veramente in pentola, in modo tale che ognuno di noi, che facciamo parte del popolo valligiano, potrà decidere con altrettanta tranquillità e secondo il principio della precauzione, oltre che secondo il principio della convenienza, se rimanere ancora in questa “Valle di lacrime”, se andare via di sua sponte o se essere deportato dalle cattive condizioni ambientali.

Della proposta di legge dell’assessore all’Ambiente, il medico Agatino Mancusi, per modificare l’assetto dell’Arpab vi abbiamo già parlato e – sinceramente – non vale la pena più soffermarci; poichè a leggerla quella proposta significa mettere l’ente nelle mani dei privati, siano essi compagnie petrolifere, aziende o altro. Grazie, perciò a tutti coloro che stanno facendo tanto per accelerare queste prospettive; poiché prima accadrà e meglio sarà per tutti. Basta così, anche per oggi! Questa è la dose che ha raggiunto la “modica quantità” di ira quotidiana [di Giambattista Mele - Laboratorio per Viggiano]


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3 ottobre 2011


Abbassare con legge regionale i limiti di emissione dell’idrogeno solforato

Oct 03

Attualmente un’industria non mineraria in Italia può emettere in aria H2S fino a 5 parti per milioni (ppm). Le industrie petrolifere hanno campo libero fino a 30 ppm, mentre l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) stabilisce un massimo 6 mila volte inferiore: 0,0005 ppm. Lo “sMemorandum in Camper” è ritornato a Viggiano ed è ritornato tra quei cittadini che più di tutti, in questi ultimi anni, stanno pagando un prezzo altissimo, economico e di salute, alla sudditanza nei confronti dei petrolieri. Alla “Festa delle Vigne” l’informazione fatta dai nostri attivisti è stata ben accolta e ha prodotto tanta partecipazione. Alcuni, e non solo gli associati di Onda Rosa – il gruppo che ha invitato il camper – si sono offerti di passare casa per casa dei viggianesi per far loro firmare la proposta di legge regionale sull’abbattimento dei limiti di tolleranza all’H2S, emessi in Basilicata dal centro oli di Viggiano e di Pisticci e dai singoli pozzi minerari, per portarli finalmente ai limiti ammessi dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Ricordiamo che il sindaco Giuseppe Alberti non ha autorizzato il banchetto per la raccolta di firme né consentito che i cittadini di Viggiano – che convivono con questi alti dosaggi di H2S da circa 20 anni – potessero firmare al Comune, al fine di far sentire la loro voce su un problema che è fondamentalmente dei Comuni della Val d’Agri. Il presidente della Regione, Vito De Filippo, proprio l’altro ieri in un incontro a Montemurro è tornato sulla questione dei permessi dei vecchi pozzi dell’accordo del ’98, affermando che la Regione ha dovuto dare le autorizzazioni perché “inadempiente”. Quanta premura verso i petrolieri e non verso i cittadini della “Libia domestica” per il “Gheddafi di noiantri”, nonostante in più interviste de Filippo abbia promesso “Niente firma del Memorandum, niente nuovi pozzi”. Si rimangia la parola, visto che il ministro Giulio Tremonti non firmerà il Memorandum, inventandosi questa inesistente inadempienza verso l’accordo del ’98, e approfittandone per
inserire pozzi nuovi e non solo quelli dell’accordo del ’98, i quali, comunque, in qualsiasi paese civile, dato il tempo intercorso dall’accordo all’autorizzazione, avrebbero dovuto essere assoggettati ad una nuova Via (Valutazione di impatto ambientale), se proprio dovevano essere autorizzati. Perché, alla luce di ciò che è emerso sullo stato di inquinamento di falde e sedimenti, neanche il vero Gheddafi avrebbe dato il suo consenso all’esercizio di qualsiasi altro pozzo.

E mentre i petrolieri non possono attendere né perdere soldi e introiti, i cittadini lucani possono aspettare e subire, senza che il presidente della Giunta Regionale, Vito De Filippo abbia la stessa ansia di prestazione: la Regione è infatti inadempiente verso i cittadini lucani sull’Osservatorio ambientale, partito con circa 20 anni di ritardo; sull’indagine epidemiologica retrospettiva, che non partirà mai, per capire il perché i lucani muoiono di tumore soprattutto in 2 aree critiche della regione, guarda il caso quelle industriali della Val d’Agri e Valbasento; verso tutti gli emigranti che in questi 20 anni di estrazioni, circa 25 mila lucani, sono dovuti emigrare alla faccia delle promesse economico-occupazionali fatte col petrolio e col luogo comune che il petrolio porta ricchezza. Promesse ripetute con grande faccia tosta anche nel nuovo accordo minerario chiamato “Memorandum”, nonostante sia di memoria corta su ciò che non ha significato il petrolio in Basilicata.


2 ottobre 2011


Tutte le verità sull’inquinamento del Centro olio Eni di Viggiano

Oct 01

Gli attivisti dello “sMemorandum in Camper” ritornano a Viggiano – domenica 2 ottobre dalle 16 alle 22 – luogo dove le contraddizioni intorno al petrolio si sono amplificate fino a diventare il problema di questa regione e non la risorsa, come la disinformazione pro-mineraria che da 20 anni vuol venderci. A Viggiano, il sindaco Giuseppe Alberti, il giorno delle celebrazioni della festa patronale non consentì allo “sMemorandum in Camper” il banchetto per la raccolta delle firme per una legge regionale che abbatta i limiti di tolleranza all’H2S. L’idrogeno solforato che dà ai viggianesi il classico e pestifero odore di uova marce consentito in Italia fino ad emissioni di 30 parti per milioni, se l’industria è petrolifera, fino a 5 ppm., per ogni altra attività industriale. Per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il limite massimo è di 0,0005 ppm.

Proprio a Viggiano ci sono stati malesseri diffusi, l’ultimo ad aprile con 21 dipendenti dell’Elbe intossicati e ricoverati in ospedale, per essere stati probabilmente esposti a livelli dell’H2S tra i 50 e 100 ppm. L’H2s, ricordiamo caso mai ce ne fosse bisogno, è un gas letale. E come è possibile che si continui a negare l’inquinamento delle falde idriche intorno al centro olio da toluene, benzene e metalli pesanti “miracolosamente” rientrato nella norma – secondo l’Arpab – nel giro di appena un mese, oppure l’inquinamento del laghetto nei pressi dell’area industriale di Viggiano, sul quale non sono stati forniti i dati sulle analisi eseguite e sul responsabile dell’inquinamento delle acque.

E proprio a Viggiano il sindaco Giuseppe Alberti avrebbe dovuto consentire la raccolta delle firme ai suoi cittadini, affinché fossero protagonisti di una legge regionale di civiltà, prima ancora che di salvaguardia e dunque, non si capisce a chi o a cosa Giuseppe Alberti abbia voluto tutelare non consentendo un piccolo banchetto apolitico e apartitico insieme alle centinaia di banchi espositivi commerciali della festa patronale. Né si è degnato di raccogliere la nostra proposta di far firmare in Comune i cittadini di Viggiano, a compensazione di quanto non permesso il 3 e 4 settembre scorso.

Gli attivisti dello “sMemorandum in Camper” parteciperanno alla “Festa delle Vigne”, invitati da Onda Rosa e dai cittadini che vivono sulla propria pelle questi problemi di piogge acide che investono l’agricoltura e l’allevamento dell’area attorno al Centro oli di Viggiano, per informare circa le norme utilizzate in tutto il mondo a tutela dell’ambiente e dei suoi abitanti, anche nella “Libia non domestica”, e tranne che in Basilicata, terra addormentata, anzi, “addomesticata” ai voleri e bisogni dei petrolieri. I quali, proprio a Viggiano, vorrebbero risolvere un vecchio contenzioso con i 51 cittadini e i loro beni intorno al centro olio di Viggiano, in località Vigne, tentando di cancellare e far dimenticare la realtà e le loro responsabilità.


30 settembre 2011


CENTRO OLI :LE TESTIMONIANZE DELLE DONNE DI VIGGIANO A CORLETO PERTICARA

http://www.youtube.com/watch?v=335zJhfIk7o&feature=related


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9 agosto 2011


Moratoria petrolifera in Basilicata e piano di emergenza ambientale in Val d’Agri

8 agosto 2011

[8/8/2011] La minaccia del governatore della Basilicata de Filippo di non voler rilasciare altre autorizzazioni petrolifere per nuovi pozzi estrattivi subordinando le stesse alla richiesta preventiva di contropartite alle compagnie petrolifere ed al governo centrale per infrastrutture, sviluppo e occupazione, ancora una volta sposta l’attenzione sul piatto di lenticchie delle royalties (non saranno mai sufficienti a colmare i gravi rischi invasivi delle attività minerarie), e finisce per non tener conto del disastro ambientale, economico e degli impatti sulla salute che le attività petrolifere già provocano in Basilicata.

Non siamo infatti all’anno zero delle trivellazioni in Basilicata, come vuol far credere il presidente della Giunta Regionale. Sul disastro ambientale auspichiamo che la Procura di Potenza apra un’inchiesta che individui i colpevoli e  spieghi ai cittadini chi come e perché ha inquinato il bacino idrico più importante del Sud Italia.

E’ quanto ribadiscono la Ola, Organizzazione Lucana Ambientalista e No Scorie Trisaia che chiedono che nel prossimo Consiglio Regionale, richiesto con le procedure di urgenza dai consiglieri regionali, venga inserita all’ordine del giorno e votata la legge di moratoria sulle attività petrolifere “senza se e senza ma”. Un atto dovuto per essere chiari e concreti con tutti i lucani.

Non si può infatti più scherzare su queste questioni attuando furbizie che servono solo a spostare l’attenzione mediatica dal gravissimo stato di inquinamento provocato dal centro olio ENI di Viggiano,dal petrolio nelle acque dell’invaso del  Pertusillo ormai e dal rischio per la presenza di idrocarburi e metalli pesanti per concentrarla sul fallimentare accordo economico del Memorandum di De Filippo-Viceconte.

Il Memorandum sottoscritto in pompa magna dalla Regione e dal Governo Berlusconi si è rilevato un bluff anche da questo punto di vista. Per la Ola e No Scorie Trisaia oggi è invece prioritario arrestare l’inquinamento petrolifero bloccando i nuovi permessi e concessioni petrolifere ad iniziare dal raddoppio del centro olio di Viggiano, ed attuando la moratoria di tutte le nuove autorizzazioni regionali previste, ad iniziare dalla proroga recente alla Total da parte del D.M. 30 /6/2011 n. 137 e fino al 2023 della concessione Gorgoglione con la realizzazione di nuovi pozzi petroliferi, così come tutte le nuove istanze relative ai numerosi permessi di ricerca che riguardano i due terzi del territorio regionale, ad iniziare dai permessi Frusci e Muro Lucano.

Anzi,dal governatore ci saremmo aspettati che, vista la gravità del ritrovamento di idrocarburi e metalli pesanti sui sedimenti del Perusillo, all’indomani del’inquinamento delle falde sotto il centro oli di Viggiano, bacini idrici che servono l’agricoltura, la zootecnia e il potabile di Puglia e Basilicata (circa 5 milioni di abitanti), avesse subito e coscientemente dato valore al rischio sanitario, ordinando: 1 – la chiusura della Gronda dell’Agri, cioè la traversa che collega il Pertusillo con la diga di Senise per evitare che l’inquinamento da idrocarburi e metalli pesanti si trasferisca nella diga di Montecotugno e trasporti moria di pesci, e rischi alla salute delle persone e all’economia territoriale, dalla Val d’Agri alla Valle del Sinni; 2 – analisi immediate delle qualità delle acque del Sinni, per capire se per colpa della traversa dell’Agri, non siano già avvenute contaminazioni in una vallata che è ancora quasi del tutto esente da grandi problematiche inquinanti dovute a mega-discariche e perforazioni; 3 – che la caratterizzazione dell’area della Val d’Agri, chiesta l’altro giorno dalla stessa Regione, per coerenza amministrativa e trasparenza verso i cittadini di Puglia e Basilicata, sia seguita da una richiesta di una Sin, cioè, di un Sito di Interesse Nazionale per bonifica, come è per la Valbasento e per l’area industriale di Tito Scalo e che di concerto col governatore Niki Vendola, e in trasparenza con la comunicazione ai cittadini, attuino un piano di emergenza congiunto a tutela delle popolazioni. Perché il sistema di potabilizzazione non toglie i metalli pesanti e perché l’acqua si mangia attraverso i prodotti agroalimentari irrigati e attraverso gli animali abbeverati.

Il Memorandum sottoscritto in pompa magna dalla Regione e dal Governo Berlusconi si è rilevato un bluff anche da questo punto di vista, come un bluff si sono rivelate le analisi commissionate per 2,5 milioni di euro dalla Regione alla società privata, presieduta dal sindaco di Matera, Salvatore Adduce, la Metapontum Agrobios, che ha monitorato per un anno l’area della Val d’Agri, trovando fuori norma solo “l’olezzo” intorno al centro oli. 2,5 milioni di euro che la Regione avrebbe potuto o riversare nelle casse dell’Arpab, per farla funzionare meglio e per evitare l’affermazione di ieri di condividere con l’Ehpa, un’associazione di ambientalisti le prossime analisi sul Pertusillo, oppure ancora, utilizzare come tranche per iniziare a bonificare l’Agri o a rimborsare i cittadini danneggiati.

Ecco dunque la necessità che il Consiglio Regionale approvi con urgenza la legge di moratoria delle autorizzazioni regionali  “senza se e senza ma” che si rende necessaria innanzi tutto per comprendere cosa è possibile fare per mitigare i danni già arrecati dalle attività estrattive,approvando a bocce ferme una legge che riduca i limiti di emissione degli inquinanti e stabilisca una concomitante metodica chiara e trasparente sulle metodiche da adottare per il prelievo, le analisi e la diffusione dei dati ambientali.

Lo “sMemorandum in Camper” promosso dalla Ola, da No Scorie Trisaia e Ola Channel che da ieri é in viaggio nelle piazze dei comuni lucani, vuole dare voce ai territori su queste problematiche. Questioni ormai divenute centrali e non più mistificabili,che condizionano le opportunità di sviluppo ancora una volta mortificate da scelte sbagliate ed in contrasto con la vocazione dei territori.


9 agosto 2011


Quando vale la nostra vita? 8 domande al presidente De Filippo

9 agosto 2011
[9/8/2011 - di Onda Rosa di Viggiano - donne e mamme del centro olio di Viggiano] Caro Presidente De Filippo, quanto vale la nostra vita se lei non ha la coscienza ed il coraggio di ammettere gli errori di chi l’ha preceduta su quelle poltrone: l’imperdonabile errore di mettere un centro olio in un’area bellissima, circondata da montagne e ricchissima di acqua, in cambio di altissimi rischi e di un pugno di posti di lavoro. SALUTE: Quanto vale la nostra vita se in 15 anni dalla nascita del centro olio, non siete stati capaci di dar vita ad un monitoraggio sanitario sulla popolazione locale? Quanto vale la nostra vita se tutte le istituzioni, dal Sindaco alla Regione, passando per l’ARPAB (almeno fino all’altro ieri…) dicono sempre che tutto è a posto?

? AMBIENTE: Quanto vale la nostra vita se , nonostante siano passati 15 anni dalla nascita del centro olio e 13 dall’accordo di programma ENI-Regione Basilicata, non siete stati capaci di realizzare una rete di monitoraggio funzionante per il controllo degli inquinanti ambientali, a parte sporadiche realtà malfunzionanti e lacunose? Perché l’ARPAB, unico ente ufficiale di monitoraggio regionale, ancora continua a non rispondere alle nostre domande? Perché i fondi delle royalties destinati al monitoraggio sono stati depistati per altro uso?

? ACQUA: Quanto vale la nostra vita e quella dei nostri fratelli pugliesi se con le attività petrolifere si rischia di perdere un bene così prezioso come l’acqua? L’avranno infatti sicuramente informata dei superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione per alcuni inquinanti rilevati da ARPAB nei piezometri del Centro Oli.

? VERITÀ: Quanto vale la nostra vita se, ad ogni incidente chiamato “evento”, non abbiamo risposte né dalle Istituzioni né dalle forze dell’ordine, quasi fossimo delle visionarie o pazze? Perché tutte le Istituzioni sembrano dalla parte dell’ENI piuttosto che da quella della popolazione che a pieno titolo pretende la verità sugli incidenti/eventi al centro olio? Perché tutti voi vi precipitate a dire ad ogni incidente/evento che è tutto a posto?

? SICUREZZA: Quanto vale la nostra vita se più di una volta abbiamo assistito impotenti ed indifesi ad incredibili boati seguiti da fiammate altissime e violente vibrazioni che, se non ignorati, sono stati liquidati come “ eventi” dall’ENI e dalle autorità competenti.? Perché abbiamo un Piano di Emergenza Esterno che è solo un pieghevole che non sappiamo più dove abbiamo messo? Perché, come da noi richiesto ufficialmente, non si realizza il PEE impostato secondo la “sicurezza partecipata” come a Porto Marghera, in cui i cittadini non sono utenti ma protagonisti della propria sicurezza “informata e partecipata”?

? PROGETTI FUTURI: Quanto vale la nostra vita quando le logiche economiche prevalgano sulla tutela di un territorio, sulla qualità della vita e sulla salute dei suoi abitanti? Quali scellerati progetti di espansione del centro olio e di ulteriori estrazioni sono stati già concordati e quanto ancora si prevede in termini di sfruttamento del nostro territorio?

? LAVORO: Quanto vale la nostra vita se nella nostra amata Terra non possiamo più fare progetti per noi ed i nostri figli? Perché avete svenduto il nostro territorio, per più o meno 300 posti di lavoro in ENI, minacciando la nostra salute e bruciando tutte le prospettive di lavoro nel turismo ed in agricoltura ? Perché ci avete regalato un Parco Nazionale che di “nazionale” ha solo i pozzi di petrolio e che nessuno probabilmente conoscerà mai al di fuori della nostra valle ? Perché non vendiamo più o vendiamo a prezzi ridotti i prodotti della nostra terra?

? Infine…ma solo infine: RISARCIMENTI: Quanto vale la nostra vita se non siete capaci di darci ciò che ci spetta di diritto e non per elemosina? Che fine hanno fatto i soldi delle “nostre” royalties che sembra siano stati stanziati per il “ristoro” dei cittadini delle “vigne” e spariti misteriosamente?

Caro Presidente De Filippo, quanto vale la nostra vita se lei non ha la coscienza ed il coraggio di ammettere gli errori di chi l’ha preceduta su quelle poltrone: l’imperdonabile errore di mettere un centro olio in un’area bellissima, circondata da montagne e ricchissima di acqua, in cambio di altissimi rischi e di un pugno di posti di lavoro. Abbia almeno l’umiltà di chiedere scusa a noi ed al nostro territorio per le scellerate scelte fatte e che continuate a fare al di sopra delle nostre teste! [Viggiano, 05 agosto 2011 - Riferimenti: Cristina Berardone c/da Fronti snc – Viggiano cell.: 339 2979342 cristallo.diego@virgilio.it; Camilla Nigro c/da Capizzo snc Viggiano cell.: 334 6787390 camilla.nigro@tiscali.it]

 


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