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22 luglio 2014


Renzi-Pittella: effetto nimby o razzismo ambientale ?

21 luglio 2014

 

renziSe osserviamo le mappe dell’Unmig sulle istanze di ricerca petrolifera in Toscana e in Basilicata su terra e mare, risalta agli occhi come in Toscana ci siano appena 2 piccoli permessi coltivazione contro i 20 permessi di coltivazione e gli 11 di ricerca petrolifera presenti in Basilicata, supportati da altre istanze di permessi di ricerca nel mar Jonio (siamo a già a quota 16, più una istanza di coltivazione). Qualcuno potrebbe pensare che in Toscana non ci sono gas e petrolio? “No, in Toscana ci sono gas e petrolio che possiamo trovare in qualsiasi regione dell’Italia a grosse profondità e con scarsa qualità, indipendentemente dalla grandezza del giacimento..

Sono giacimenti che si conoscono dagli anni 50, lasciati a riserve nazionali in casi di carestia, e che ora invece si vuole sfruttare avendo la tecnologia a disposizione e le condizioni ambientali ed economiche estremamente favorevoli ai petrolieri (società in maggioranza private), favorite e finanziate in alcuni casi dalla Bei e dal Cipe.

Nel Senese e nel Chianti c’era la European Gas Limited (ex Heritage Petroleum PLC) alla ricerca prevalentemente di metano.Il mare della Toscana  diventato libero dopo l’ultimo decreto dell’ex ministro dello sviluppo economico Zanonato, c’era l’australiana Key Petroleum, era a caccia di olio e gas tra Pianosa e Montecristo nel Tirreno toscano vicino l’isola d’Elba.

Sia sulla terra e anche sul mare, sono intervenuti Regione, provincie della Toscana e anche ministri di governo per evitare che il territorio toscano e il suo mar Tirreno adiacente fossero trivellati( che dire , altra classe politica che si guarda bene dal svendere il proprio territorio). http://iltirreno.gelocal.it/regione/2010/08/04/news/no-alle-trivellazioni-in-mare-l-elba-fa-muro-contro-i-petrolieri-1.1996255; www.ilcittadinoonline.it/…/Chianti_finalmente_senza_il_pericolo_delle_ trivelle.html

Anche il golfo di Venezia è stato escluso in base al principio di precauzione dalle trivellazioni petrolifere, sempre da Zanonato (ex sindaco di Padova), per la paura che estrazioni petrolifere potessero incidere sulla subsidenza e creare problemi alla città di Venezia.

Mentre il golfo di Taranto ha già problemi di subsidenza nell’area di Crotone, e, al pari nel golfo di Venezia dove esiste una grande città d’arte, nel Golfo di Taranto esiste il più grande patrimonio archeologico marino e terrestre della Magna Grecia (secondo patrimonio italiano al mondo dopo quello di Roma).

Perchè allora la Toscana, il mar Tirreno di fronte la Toscana e il Golfo di Venezia sono stati esclusi mentre si vuole trivellare con forza la Basilicata e il mar Jonio?

Perchè tanto accanimento contro le regioni e i mari meridionali?

Cos’è’? Renzi in questo periodo soffre dell’effetto Nimby (non nel mio giardino) per poi operare nei confronti del meridione d’Italia una politica di sfruttamento della terra e del mare ? Cos’è questo accanimento petrolifero, un razzismo ambientale nei confronti dei meridionali?

Dopo che Renzi ha accusato i “comitatini” di bloccare le estrazioni petrolifere in Basilicata e in Sicilia e nei rispettivi mari perchè Pittella non s’impone come dovrebbe nei confronti della Guidi sul diritto della Basilicata alla sua autodeterminazione?

Quest’ultima domanda non è rivolta solo a Pittella, ma a tutti i personaggi della politica e parlamentari al seguito che forse hanno dimenticato troppo presto che sono stati eletti per difendere gli interessi del meridione d’Italia prima di piegarsi a uno sfruttamento imposto dall’alto.

Domanda da cui non possono ulteriormente esimersi i sindaci della Val dìAgri pro-petrolio in cerca di compensazioni, dimenticando i miliardi d’investimento fatti in agricoltura e turismo nella valle in questi decenni. Noi comitatini continueremo a difendere i fagioli di Sarconi, sicuri, che non finiscono mai e che sono molto più buoni di qualsiasi lenticchia governativa”.
[No Scorie Trisaia]


15 luglio 2014


Renzi, i “comitatini” e l’economia fossile

 
Albero di Pitagora

Albero di Pitagora

Renzi sul Corriere della Sera parla di “comitatini” che bloccano le ricerche minerarie in Basilicata e in Sicilia e che lui si vergogna di andare in Europa a parlare di energia quando non è in grado di sfruttare le  risorse minerarie italiane. Per fortuna l’Italia è ancora una democrazia e il premier  Renzi dimentica che la nascita dei cosiddetti “comitatini” è l’espressione del popolo per sopperire a un fallimento istituzionale della politica.

In quanto dovrebbero essere i parlamentari e le istituzioni  e non “i cittadini  costituiti in comitati “ a difendere le economie locali, l’acqua ( quale vera risorsa strategica nazionale), l’ambiente e la  salute dei cittadini  da scelte di economia fossile che non hanno futuro per lo sviluppo delle economie meridionali, qual è la ricerca mineraria di petrolio e gas.

Il fossile degli appennini e dei mari meridionali è poco, di bassa qualità, a termine,  impattante come processo  estrattivo e genera danni agli ecosistemi che invece  creano economie sostenibili e rinnovabili.  Nella terra di Pitagora anche noi possiamo dare a Renzi  i numeri  reali sullo sviluppo  e contraddire quelli che invece fanno parte di uno sfruttamento a termine del territorio.  Premesso che siano stati creati  5.000 posti di lavoro nel petrolio (a termine), la regione Basilicata  è diventata la più povera d’Italia nel 2011 ed ha i più alti tassi di disoccupazione giovanile del meridione.

Ha perso negli ultimi dieci anni qualcosa pari a 320 milioni di euro/anno di fondi UE per colpa del Pil petrolifero contro circa 120/140 milioni di euro/anno di royalties del petrolio  non tutti spendibili per colpa del patto di stabilità. Nessuno ha poi quantificato i danni causati dalle estrazioni petrolifere sulle economie locali , sull’ambiente e sulla salute (il petrolio sostenibile non esiste nella scienza ).Cinquemila  posti di lavoro noi in Basilicata  li abbiamo creati con la raccolta di un solo frutto (la fragola), e di frutta in Basilicata ne produciamo parecchia. Ci sarebbe poi l’agroalimentare e il turismo (ma per il momento lasciamo perdere), La nostra frutta la consuma  tutta Italia  e non vogliamo  assolutamente che nelle mense fiorentine o di Roma  finiscano fragole o albicocche agli idrocarburi. Anche perché aspettiamo di sapere da tempo  dalle istituzioni da dove provengono gli idrocarburi e i metalli pesanti trovati nel Pertusillo (lago idro-potabile che disseta la Puglia) e nel fiume Basento.  Renzi  con tutti gli altri parlamentari  (soprattutto tutti  quelli lucani ) ,perché non parla   di  acqua  quale  vera risorsa strategica nazionale  che si trova in Basilicata ?

Acqua che da  sostentamento e vita alle persone di due regioni  ,accresce il Pil agricolo, alimentare, e soprattutto quello industriale e con esso le tasse che vanno al governo . Il petrolio è a termine e non è rinnovabile come  pure  un  economia basata sul fossile. Concetti che ancora non ha accolto nemmeno il  governatore lucano Pittella  (eletto senza quorum) e la restante classe politica locale, già bocciata dal non voto delle regionali del 2013 dove non ha votato circa il 60% della popolazione . Se Renzi guarda i dati sulla produzione di energia in Italia può tranquillamente capire che il meridione d’Italia è autosufficiente e da energia al resto d’Italia. Attraverso un processo di democratizzazione dell’energia il meridione potrebbe tranquillamente essere indipendente sulle sole rinnovabili.

Non è certo il 6%  di greggio a termine prodotto dalla Basilicata del fabbisogno nazionale che risolverà la questione energetica nazionale. Diversamente se convinto del contrario prima di andare in Europa potrebbe candidare alle trivellazioni  le colline del Chianti e depurare  i reflui petroliferi nell’Arno  (sempre se non trova comitatini anche  in Toscana)  e su questo possiamo raccogliere già il parere dell’assessore all’ambiente della Basilicata di origine toscana, Berlinguer.

In magna Grecia  nel 600 a.c le decisioni per la vita della polis  venivano prese nella pubblica piazza  nell’ottica della nascita della prima democrazia del mondo occidentale. Le scelte imposte  nella storia  non hanno avuto mai successo ,ne tantomeno la modifica dell’art V della Costituzione nel togliere alcuni poteri alle regioni e incidere sugli ordinamenti comunali potrebbe avere successo se non condiviso con le popolazioni. Questa volta la invitiamo  noi di Noscorie Trisaia, uno dei tanti  comitatini , a confrontarsi  insieme ai cittadini  con i numeri  per lo sviluppo del meridione d’Italia  in piazza Eraclea a  Policoro  (lo stesso luogo dove nel 600 ac venivano discusse in democrazia  il futuro della polis), siamo sicuri che di questo anche il nostro antenato Pitagora le sarebbe grato.[No Scorie Trisaia]


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permalink | inviato da noscorietrisaia il 15/7/2014 alle 9:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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