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8 ottobre 2015


No Scorie Trisaia: l’acqua è bene pubblico strategico, insegnano le guerre

4 giugno 2015 E’ dell’ultima ora la notizia che l’ISIS ha chiuso le condotte di una diga ,quella di Ramadi sull’Eufrate, il governo locale chiede aiuto. Si parla di allarme umanitario nella regione dell’Anbar ,a rischio milioni di abitanti al confine con la capitale Bagdad. Nei paesi del petrolio i pozzi passano in secondo piano e quello che preoccupa ora è l’acqua. Assetare milioni di persone significa “tragedia umanitaria”, molto di piu di quanto possano fare le bombe. E anche i media italiani ,rispetto ai governi e alle istituzioni poco attente parlano ora di acqua come risorsa strategica. Ed è di bene pubblico strategico che si deve parlare soprattutto in Basilicata (bacino idrico che soddisfa tre regioni e milioni di abitanti) da tutelare, proteggere ed evitare di mettere a repentaglio con le estrazioni petrolifere. La scelta è obbligata dalla natura e non piu dall’uomo . Svegliarsi al mattino e non trovare l’acqua? Quante volte anche nei piccoli comuni lucani si verifica questo problema? E’ capitato .Non ultime le vicende di Ferrandina, dove sono intervenute persino le forze dell’ordine per l’accaparramento di qualche bottiglia di acqua al supermercato. La sensazione che si prova è sicuramente drammatica e si resta inerme di fronte a tale situazione, molto di più se hai finito la benzina nell’automobile o se non funziona il riscaldamento. La Carta di Milano per avere un ulteriore valore umanitario avrebbe dovuto definire le aree del pianeta ricche di acqua aree Free (Libere) da qualsiasi attività industriale, petrolifera e potenzialmente inquinante. Dove c’è acqua non si trivella, non si produce inquinamento e si fa di tutto per trasformarle in oasi a disposizione dell’umanità. Ribadiamo che neanche i più potenti capi di governo del mondo, con le migliori università e scienziati al seguito siano in grado di trovare in natura una molecola d’idrogeno e 2 di ossigeno puro per creare una goccia di acqua. Nel paese del petrolio che ha scatenato sempre guerre a livello mondiale ora si parla di tragedia umanitaria per mancanza di acqua e sono tutti molto preoccupati per il semplice emotivo che senz’acqua non hanno soluzioni. link: http://www.corriere.it/esteri/15_giugno_03/iraq-isis-chiude-diga-ramadi-rischio-tragedia-umanitaria-44345510-09d2-11e5-b7a5-703d42ecd92c.shtml


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8 ottobre 2015


Basilicata all’EXPO: “tutela acque… no propaganda !”

2 maggio 2015 [di No Scorie Trisaia] L’acqua si tutela, non si propaganda, non fa audience se non la proteggi. L’acqua non s’imbottiglia per pochi, perché è di tutti. Troppo bello sarebbe stato presentare al mondo nell’Expo la risorsa strategica acqua della Basilicata e un nuovo modello di sviluppo per la produzione di cibo legato all’acqua. La Basilicata sarebbe stata una delle regioni prime al mondo se avesse portato all’Expo un esempio di tutela delle acque, da copiare ed esportare in tutto il pianeta per la produzione del cibo, mentre sarà purtroppo presa come esempio da non perseguire, cosi some stano facendo le altre regioni meridionali in tema di sfruttamento petrolifero del territorio . La cruda realtà dimostra che la tutela dell’acqua in Basilicata lascia a desiderare, in quanto ancora le istituzioni non danno ormai (possiamo dire circa da anni) esaurienti risposte sul caso dell’inquinamento del Pertusillo, Basento o delle acque anomale di Montemurro. Tanto che i cittadini e comitati sono costretti a difendere il bene comune facendo analisi a proprie spese e denunce sulla mancata tutela anche alle istituzioni europee. L’acqua vale molto di più del catrame a termine che arricchisce pochi e lascia ai territori i danni derivanti dall’insostenibilità dell’estrazione petrolifera. Non è giustificabile per un barile di catrame il consumo di otto di acqua che diventano rifiuti potenziali nella sola fase di estrazione .Non trova ragioni il fatto che si vorrebbe trivellare nelle aree e nelle prossimità delle sorgenti , per il semplice fatto che l’acqua rischierebbe di non sgorgare più. I fiumi non si lasciano inquinare, come accade per il Basento o nella cruda realtà per l’ultimo caso d’inquinamento del fiume Cavone che sfocia sull’arenile Jonico. I bacini idropotabili come il Pertusillo non si lasciano inquinare da idrocarburi e metalli pesanti per poi portare acqua a milioni di persone, milioni di attività economiche nella produzione del cibo, dei prodotti agroalimentari o industriali Già il cibo, come lo nutriremo il pianeta se lasciamo inquinare l’acqua ? come sfameremo tutti ? con le bistecche al catrame a termine ipotizzate da qualche scienziato, e a quali costi ? speseexporb(1) cliccare per ingrandire I veneti si stanno preparando all’expo con le loro imprese da oltre un anno per promuovere ciò che la loro terra produce, http://www.expoveneto.it/it/rassegna-stampa. A lato trovate il piano di spesa Expo della Regione Basilicata in milioni di euro: tanta comunicazione, video (anche con la RAI ), pubblicità e tanta propaganda sull’acqua. Eppure la filiera dell’acqua che crea però il famoso cibo lucano in questo piano ci sfugge e non riusciamo a intravederla ,come non vediamo l’agroalimentare o il biologico made in Basilicata. Nutriamo il pianeta, forse ? L’Expo intanto ha avuto precedenza su altre opere pubbliche al Sud. La famosa Carta di Milano per avere un ulteriore valore umanitario dovrebbe definire le aree del pianeta ricche di acqua aree Free (Libere) da qualsiasi attività industriale, petrolifera e potenzialmente inquinante .Dove c’è acqua non si trivella ,non si progetta di trattare rifiuti (non ultimo il caso della diga di Senise) e si cerca di non produrre alcun inquinamento. Sfidiamo i più potenti capi di governo del mondo, con le migliori università e scienziati al seguito per trovare in natura una molecola d’idrogeno e 2 di ossigeno puro per creare una goccia di acqua. Goccia d’acqua che ora la natura ci dà gratuitamente e che dovremmo tutelare e forse anche meritarci”.


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permalink | inviato da noscorietrisaia il 8/10/2015 alle 15:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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