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20 agosto 2016


Noscorie ribadisce: per la tutela di ambiente e salute serve legge regionale per la riduzione degli inquinanti

nOSCORIE TRISAIA 17 AGOSTO 2016 Cerchiamo di chiarire un concetto: non possiamo avere una tutela dell’ambiente e della salute pubblica se immettiamo nell’ambiente sostanze inquinanti in aria, acqua o suolo solo perché la legge lo permette. Le normative ambientali attuali anche se considerate da alcuni severe restano pura teoria in confronto ad una riduzione fisica degli inquinanti alla fonte. L’impatto ambientale si limita nelle attività industriali e agricole riducendo i residui e gli inquinanti alla fonte nei processi industriali e non avendo solo ottimi monitoraggi che ci dicono che tutto è nei limiti di legge, che è legale e che possiamo stare tranquilli. I processi industriali devono essere sostenibili e non solo legalizzati, la legge deve tutelare in primis le popolazioni, le comunità, i lavoratori e solo dopo il profitto o la produzione. Le risorse della terra sono in esaurimento e da quest’anno è come se le avessimo chiesto in prestito dagli anni futuri ( in una banca chiamata terra dove nessuna deposita ma tutti prelevano) http://www.lastampa.it/2015/08/13/scienza/ambiente/focus/la-terra-da-domani-inizia-a-consumare-le-riserve-del-QpZtWNWczRYg8h2oqD02FL/pagina.html Su una legge regionale lucana sui limiti di emissione e i processi sostenibili abbiamo riempito i verbali dei tavoli della trasparenza regionali sul nucleare da circa 8 anni, le pagine dei giornali, del web e le tappe dello smemorandum in camper del 2011 di Noscorie Trisaia e Ola. Lo ripetiamo per l’ennesima volta Il consiglio regionale della regione Basilicata deve varare una legge che abbassa i limiti di emissioni inquinanti obbligando le aziende a rivedere i propri processi industriali e attivando sui camini e su tutti gli scarichi in acqua dei sistemi di monitoraggio in continuo. Questo limiterebbe anche la spesa regionale delle agenzie dell’ambiente sui monitoraggi che grava purtroppo sui cittadini e non sulle imprese. Una legge regionale che limita l’immissione in atmosfera del H2s (il pericoloso Idrogeno solforato) è necessaria per portare il limite attuale per l’industria petrolifera pari a 25 parti per milione a quello consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità pari a 0,00 5 parti per milione, ossia 5000 volte inferiore. Stesso discorso vale per le diossine, i furani, per la radioattività e per tutti gli inquinanti pericolosi per la salute pubblica, l’ambiente e la catena alimentare. La stessa attività è stata fatta già all’Ilva di Taranto, dove la Regione Puglia ha abbassato i limiti della diossina ai migliori standard europei e imposto il monitoraggio in continuo sui camini http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/100997/diossina-la-regione-puglia-abbassa-i-limiti-di-emissioni.html (non capiamo perché non lo debba fare la Regione Basilicata). Il neo assessore all’ambiente R.B. Pietrantuomo se vuole ricucire un rapporto con la comunità diversamente dai suoi predecessori ha la possibilità di cambiare le regole sulla tutela dell’ambiente in ottica di trasparenza e partecipazione democratica. http://www.regione.basilicata.it/giunta/site/giunta/detail.jsp?sec=100133&otype=1012&id=3014857&value=regione L’intervento sui processi industriali per ridurre gli inquinanti potrebbe avere dei costi per le aziende che comunque accedono sempre a fondi UE, ma la salute (compresa quella dei lavorati interni di cui si dovrebbe occupare il sindacato) e la tutela dell’ambiente non possono essere secondi al profitto.


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20 agosto 2016


ISPRA CONSUMO DI SUOLO : POLICORO E CORLETO GUIDANO LE CLASSIFICHE

      NOSCORIE TRISAIA 24luglio 2016 Cemento e petrolio (ideologici per qualcuno) hanno un impatto diretto e immediato nel consumo del suolo, a dirlo sono le classifiche Ispra sul consumo del suolo del 2016 (anno 2015) dove Policoro (cemento) e Corleto (attività petrolifera) guidano le classifiche. Consumare suolo significa modificare lo stato o la vocazione territoriale o gli ecosistemi naturali con altre attività impattanti . Cui prodest il consumo del suolo ? E cosa provoca ? Di certo a Policoro non ha giovato a chi non ha una prima casa o a chi non ha i soldi necessari per costruirsela, perché Policoro è diventata una citta delle seconde case al mare. Non ha giovato ulteriormente al turismo perché negli ultimi anni non si sono creati ulteriori nuovi alberghi o posti letto che facciano girare una economia lavorativa ed economica collegata. Non ha giovato nemmeno a chi una casa se l’è fatta in quanto la gestione dei famosi comparti edilizi creati a macchia d’olio è stata fatta in modo disorganizzato e non a garanzia dell’acquirente. Vedi urbanizzazioni non realizzate, realizzate male, dove i cittadini pagano le tasse e non hanno i servizi, nonostante il comune percepisca le tasse in alcuni casi non riconosce nemmeno le abitabilità.Ma tutto questo cosa provoca ? La prima vittima del consumo del suolo è il paesaggio , la bellezza dei luoghi naturali e soprattutto quella vicino alle coste sarà definitivamente modificata dal cemento. La volumetria o l’impiego di cemento guida l’architetto nella costruzione della casa mentre l’impatto estetico o i materiali naturali restano nei testi scolastici universitari. La seconda vittima che però sarà la più spietata nel riprendersi quello che gli è stato tolto sarà il territorio . Il cemento nel distruggere i luoghi naturali provoca dissesto idrogeologico ,il defluire delle acque aumenta la portata dei corsi d’acqua vicino ai centri abitati, il cemento impedisce l’impermeabilizzazione del terreno e con le bombe d’acque e le ultime variazioni atmosferiche crea le emergenze. In merito qualcuno ci spieghi perché Policoro ad anni alterni va in emergenza-protezione civile per allagamenti delle aree abitate costiere ,dove i canali ingrossati dalle piogge non riescono a defluire verso il mare ed esondano. La terza vittima è la produttività agricola dei terreni, il cemento utilizzato vicino le aree costiere aumenta la salinità e ne limita la produzione ,in quanto le barriere naturali degli ecosistemi sono eliminati . Anche l'erosione costiera è alimentata dalla cementificazione .Chi realizza benefeci sul consumo del suolo ? sicuramente pochi individui facilmente individuabili . Da un punto di vista economico però un ettaro di terreno cementato produrrà nell’arco di 100 anni (periodo medio di durata del cemento) sicuramente molto meno di una attività agricola ,con lo svantaggio di aver distrutto il paesaggio ,il territorio e generato altri danni. Mentre L’Istituto superiore per la protezione ambientale lancia l’allarme bisogna agire per un reale contenimento del consumo di suolo, soprattutto nelle aree costiere ,a rischio idrogeologico o sismico, partendo da una programmazione nei comuni e nelle Regioni con strumenti utili , promuovendo una futura edilizia sociale ,sostenibile ,di qualità verso l’uso delle risorse naturali ed evitando altro sfruttamento petrolifero dei territori.    


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