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Rischio sismico da petrolio, la Regione Basilicata ascolti l’INGV e non l’ENI

 

La Ola, Organizzazione lucana ambientalista, e NoScorie Trisaia chiedono alla Regione Basilicata e al suo Dipartimento Ambiente, di ritornare sui propri passi e di supportare politicamente e tecnicamente la decisione del Consiglio comunale di Grumento Nova di non autorizzare la reiniezione di liquidi (tossici e inquinanti) ad alta pressione nel pozzo Monte Alpi 9 Or, la cui realizzazione è stata inopinatamente autorizzata dalla Giunta Regionale della Basilicata con deliberazione n. 1005 del 12/7/2011 ma non dal Comune di Grumento Nova che ne ha vietato invece la realizzazione perchè si trova lungo la faglia sismica del distruttivo terremoto del 1857 e finirebbe per influire, contaminandolo,il delicato circuito idrico in prossimità della diga del Pertusillo.

Il grave pericolo sismico per frammentazione delle rocce contenuto nella pratica di immissione di liquidi ad alta pressione nel sottosuolo è già stato denunciato più volte dalla Ola e da NoScorie, sulla base delle affermazioni scientifiche del professor Leonardo Seeber, uno dei massimi sismologi internazionali, e sulla base dell’interessamento scientifico della USGS, United States Geological Survey, la rinomata agenzia scientifica del Governo degli Stati Uniti d’America che da alcuni mesi sta monitorando la questione del rischio terremoti indotti in generale dalle attività estrattive e in particolare dalla pratica della reiniezioni di liquidi ad alta pressione nel sottosuolo.

Tra l’altro, non realizzare il pozzo di reiniezione sulla faglia sismica di Grumento Nova (i cui costi graviterebbero non sul bilancio pubblico, ma sui già lauti guadagni delle società petrolifere), non solo predispone alla corretta tutela del territorio, ma risolve un problema di allarme sociale e riduce un possibile rischio di anticipare terremoti in un’area che è altamente sismica.

Non sono la Ola e NoScorie a ricordare alla Regione e all’Eni che l’area della Val d’Agri (e la Basilicata in generale) è altamente sismica: lo dichiara l’Ingv, l’Istituto nazionale di geologia e vulcanologia sul sito http://www.gm.ingv.it/index.php/sismologia-e-ingegneria-sismica/ricerca-scientifica/15-studio-degli-effetti-di-sito-nel-bacino-della-val-dagri2, dove si afferma che «la presenza IN VAL D’AGRI di infrastrutture legate all’attività di estrazione e raffinazione di idrocarburi, contribuiscono ad accrescere il rischio sismico dell’area, che è già stata colpita da un terremoto distruttivo nel 1857». Sullo stesso link si possono anche leggere i risultati di un recente e costante monitoraggio fatto dall’Ingv con due centraline indipendenti dall’Eni e dall’Arpab, attive dal 2006, dove si afferma che «numerosi terremoti locali e regionali sono stati registrati a partire da febbraio 2006. I sismogrammi evidenziano fenomeni d’amplificazione di ampiezza e durata del moto del suolo determinati dalla risonanza dei depositi quaternari alluvionali e lacustri del bacino, che poggiano su rocce carbonatiche».

Un link interessante che la Ola e NoScorie consigliano di consultare non solo al dipartimento ambiente della Regione Basilicata, ma anche al professor Carlo Doglioni, geologo di fama nazionale, affinché sia più avveduto per future interviste a giornali lucani e non cerchi più di banalizzare un problema serio e grave della Basilicata. Atteggiamento scientificamente e didatticamente discutibile che non avvantaggia certo la conoscenza del problema a tutela del territorio.

Allegato:
cartina dell’area con l’ubicazione del pozzo Monte Alpi 9 Or Deep, il Centro Olio di Viggiano, la Diga del Pertusillo con la rappresentazione delle principali faglie sismiche [cliccare sulla cartina per ingrandire]

Pubblicato il 3/6/2012 alle 16.5 nella rubrica Diario.

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