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TRIVELLE JONIO : Anche la Transunion Petroelum esce allo scoperto

15 maggio 2013


d68 FR-TULa Ola, Organizzazione lucana ambientalista, Med No Triv e No Scorie Trisaia, rendono noto che l’amministratore della società britannica Transunion Petroleum Ltd, Steve Jenkins ha presentato ieri all’ufficio VIA del Ministero dell’Ambiente, alle Regioni Basilicata, Puglia e Calabria, alle Province di Crotone, Cosenza, Matera, Taranto e Lecce ed a 49 comuni rivieraschi dell’arco jonico lucano-calabrese-pugliese l’istanza di avvio della procedura VIA, ai sensi dell’art.23 del D.lgs 152/2006, relativamente al progetto di ricerca denominato “d68 F.R. – TU” nel Mar Jonio.

Ne ha dato notizia alle associazioni il comune di Policoro capofila della battaglia contro le trivelle nel Mar Jonio, fautore della Carta di Herakleia, un documento sottoscritto da enti locali, istituzioni, associazioni e comitati che ribadisce la centralità dei valori naturali ed ambientali del mare e della costa jonica, vera ricchezza e fonte di reddito delle comunità rivierasche che ribadiscono con forza il proprio no ai progetti governativi e della politica della SEN dell’ex ministro Passera che vogliono trasformare il sud in una servitù energetica, con oltre 11 tra permessi e concessioni petrolifere nel solo Mar Jonio..

Il progetto della britannica società Transunion Petroleum Ltd – si legge nella presentazione dello studio VIA – riguarda ben 623,47 Kmq ed è ubicato nel settore settentrionale del Mar Jonio, all’interno del Golfo di Taranto, nelle zone marine D e F. Prevede l’utilizzo di tecniche di rilievo sismico come l’air gun. Metodo di ricerca responsabile di gravi impatti sull’ecosistema e sulla fauna marina che proprio nel mar Jonio vede uno dei santuari per rettili (tartarughe) e cetacei, tra i più importanti nel Mediterraneo, interferendo con le attività di pesca, con quelle turistiche e con le aree marine protette, luoghi di riproduzione della fauna ittica.

Per la Ola, Med No Triv e No Scorie Trisaia è necessario che gli enti locali, le Regioni e le Province calabresi, lucane e pugliesi attivino da subito azioni coordinate tecnico giuridiche al fine di scongiurare il massiccio attacco petrolifero al Mar Jonio, con iniziative pubbliche e di coinvolgimento sul “Progetto Herakleia” affinché il governo receda da quello che può essere definita una vera e propria follia che rischia di mortificare la cultura e l’economia di tre regioni distruggendo gli habitat marini e costieri.

Pubblicato il 16/5/2013 alle 20.12 nella rubrica Diario.

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