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No Scorie: petrolio, a chi volete darlo a bere?

No-Scorie Trisaia, Petrolio, Watch - 22 settembre 2014

 

A labourer pours oil that he scooped up from the oil spill with a helmet into an oil drum, near Dalian port, Liaoning provinceInterviene No Scorie Trisaia traendo spunto dal dibattito tenutosi ieri a Policoro organizzato dai Democratici nella “Festa DEM” ove si è parlato di “decreto sblocca Italia” e di Ministero dello Sviluppo Economico: “sono 15 anni e più che le istituzioni regionali parlano di petrolio – scrive No Scorie Trisaia – tralasciando dall’egual misura l’agricoltura, l’acqua, il cibo, il turismo, l’archeologia con i risultati che vediamo tutti: la Basilicata scala le classifiche di povertà e di disoccupazione. Non possiamo accettare in occasione della festa dem di Policoro 2014 da due sottosegretari Bubbico e De Filippo.

Dalla Festa Dem sulla questione petrolio per il momento ci dicono che bisogna restare “gessati” perché non sono stati ancora rispettati i precedenti accordi del “memorandum”. Intanto le comunità locali subiscono il decreto “sblocca Italia” che in realtà agevola le compagnie petrolifere ed espropria la regione in tema di energia.

Apprendiamo (restando allibiti) dal sottosegretario Vito De Filippo a Policoro sempre nella festa democratica del 21 sett 2014 (detto pubblicamente dal palco) che il decreto sblocca Italia, è stato scritto dal ministero dello sviluppo economico. Sicuramente notizia da prima pagina perché il decreto in questione lascia campo libero alle società petrolifere in terra e mare.

Tutti ricordano i continui viaggi di Pittella a Roma presso tale ministero e la visita del ministro Guidi il 4 giugno a Potenza. Se è cosi, ci chiediamo? Ma a cosa sono serviti tali viaggi?

Decreto che ricordiamo ai sottosegretari che è incostituzionale nonostante al senato, i senatori lucani (Bubbico e Viceconte) hanno votato a favore del titolo V in senato.

Se è pur vero che le tasse le pagano i petrolieri con aliquote elevate a detta di De Filippo e lo Stato ci guadagna, è anche vero che le pagano anche i cittadini con le proprie attività, Che non sono a tempo determinato come quelle del petrolio, ma a tempo indeterminato in un’area soprattutto quella metapontina dove il Pil non sarà mai a termine come quello del petrolio. Anche gli scenari mondiali che influiscono sulle questioni energetiche nazionali non giustificano il sacrificio di una regione come la Basilicata, perché il poco petrolio e di bassa qualità non risolverà il problema energetico nazionale. Francamente le imposizioni dei governi a partire da quello di Renzi non ci sono mai piaciute. Né tantomeno i sacrifici a senso unico, della serie “il nostro sacrificio serve al paese” quando molte volte ci chiediamo: ma cosa fa il paese per noi?

Non è poi solo una questione di barili che si vogliono estrarre, Il consigliere regionale Cifarelli in merito ipotizza che la regione sarebbe disposta al massimo a 180.000 barili e non di più (ndr a differenza di quanto citato dal consigliere regionale Cifarelli, gli accordi vigenti con ENI, Total e Shell nell concessioni Val d’Agri e Gorgoglione autorizzano complessivamente 154mila barili al giorno), ma lascerebbe poi la porta aperta se ci dovessero essere altre soluzioni di convenienza.

Ma è giusto parlare di barili autorizzati in via politica a priori se prima non sono state fatte le valutazioni ambientali ? se estrarre petrolio in quei luoghi, non provoca impatti ambientali e danni alle acque, all’ambiente alla salute delle persone e alle economie locali?

Per parlare poi in termini ambientali: aspettiamo ancora risposte sull’inquinamento del Pertusillo, del Basento e anche purtroppo di chiazze oleose che i turisti ci segnalano ultimamente alle foci del Basento e che finiscono nel mar jonio . Per poi finire con le acque anomale che fuoriescono come sorgenti in Val d’Agri e hanno caratteristiche simili ai reflui petroliferi (vedi ultimo studio della prof.ssa Colella).

Tutto questo mentre i maggiori esperti mondiali di rinnovabili rimproverano all l’italia che il fossile appartiene al xx secolo e nel bel paese non c’e nessuna evoluzione contro i cambiamenti climatici,mentre oggi 22 settembre 2014 le potenze mondiali si interrogano su come contrastare i cambiamenti climatici a livello mondiale e ridurre l’uso del fossile.

Sicuramente abbiamo bisogno di altro nel Metapontino: una ferrovia decente, un ospedale efficiente, un’università. Abbiamo un’idea di sviluppo diversa, che non ha nulla a che fare con l’incompatibile sfruttamento petrolifero. Questione petrolifera, che vogliamo ricordare ai due sottosegretari dove le comunità e i comuni del metapontino hanno già espresso il loro NO a qualsiasi ipotesi di sfruttamento petrolifero in terra e mare.

In Basilicata non siamo in un deserto ma nell’area italiana dove la risorsa strategica non è il petrolio ma l’acqua (fonte di vita ed economia per due regioni.)

Per estrare petrolio (tra i processi industriali più impattanti al mondo) c’è bisogno di condizioni ambientali ed economiche favorevoli (le prime mancano data la conformazione idrogeologica della Basilicata, mentre le seconde non ci sono mai state).

Considerato che anche noi paghiamo le tasse (non solo i petrolieri) e al di là delle royalites (per le quali la regione Basilicata sembra non poterne farne a meno) abbiamo diritto a servizi decenti ed efficienti come nel resto d’Italia. Francamente non ci va giù l’idea della macroregione più volte rispolverate da Pittella e da tanti altri politici, gradiremmo al massimo visto che si parla sempre meno di Basilicata di una nostra regione.

Una regione che unisca le aree marginali di Puglia, Basilicata e Calabria ad elevato Pil e dove potremo avere finalmente trasporti, ospedali e università come in Lombardia o in Toscana.

Siamo sempre pronti a dimostrare tecnicamente ed economicamente le ns nostre affermazioni in qualsiasi sede e qualsiasi esponente digoverno sempre che ce ne sia data l’occasione, anche se sulla questione petrolio anche la convenzione di Arhus sulla partecipazione dei cittadini alle scelte sui territori in questi anni è stata disattesa. [No Scorie Trisaia 21/9/2014]

Pubblicato il 26/9/2014 alle 17.36 nella rubrica Diario.

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