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Cittadini della Val d’Agri ancora come cavie in “giostre e catrame”

- 27 aprile 2015 Interviene No Scorie Trisaia sulla nuova offensiva mediatica di disinformazione sul petrolio, messa in campo dai mezzi Radiotelevisivi pubblici: “che il catrame e gli impianti industriali non portano turismo lo sanno anche le pietre . Guardare poi trasmisisoni di tg di Rai tre Basilicata che accostino energia con eolico e impianti petroliferi a uno sviluppo turistico in val d’Agri non è giustificabile , soprattutto quando certe notizie non sono supportate da dati statistici certi. TGR BASILICATA 26 04 15: i dati statistici certi in tema di turismo in Val d’Agri lì da invece l’Apt, e non ci sembra proprio che ci sia un incremento di turismo in val d’Agri, anzi sul quadro delle presenze negli ultimi 2 anni si registra circa un meno 25%, nonostante i forti investimenti fatti nel parco nazionale della Val d’Agri o nei prodotti tipici locali dell’agroalimentare. http://www.sistan.it/index.php?id=88&no_cache=1&tx_ttnews%5Btt_news%5D=2057&cHash=4f79c71151f367f5976c5ac093226005 Questo significa che i turisti fuggono da aree soggette a impianti di natura petrolifera che mal si coniugano con acqua, ambiente e turismo . Le pale eoliche, gli impianti petroliferi non rientrano negli obiettivi di un turismo culturale, naturalistico, culinario, scientifico e nemmeno in turismo energetico e/o scolastico, perché le tecnologie fossili appartengono al passato e non al futuro e gli stessi parchi eolici industriali se non integrati nell’ambiente potrebbero distruggere i paesaggi. Le scolaresche hanno bisogno di esempi sostenibili ,rinnovabili ma sopratutto innovativi. Innovazione che superi gli impatti ambientali e migliori la qualità della vita di tutti . Ne sarà mai possibile trasformare gli impianti petroliferi o le pale eoliche nelle giostre dei luna park affinché diventino delle attrazioni. Ne abbiamo mai visto le compagnie petrolifere e/o energetiche creare colonie estive/invernali per i propri dipendenti e famiglie al seguito per dimostrare che i propri impianti possono trasformarsi in attrattori turistici. Ci dispiace per gli abitanti della Val d’Agri, ma la loro condizione in questo momento è presa ad esempio dalle regioni vicine come esempio da non perseguire in tema di sfruttamento petrolifero nei territori. Ci dispiace ancora di più che i valligiani diventino le cavie da osservare per i reportage su come vive male in Val d’Agri più che essere attenzionati da potenziali turisti o da qualche istituto scolastico .[No Scorie Trisaia]

Pubblicato il 17/5/2015 alle 19.51 nella rubrica Diario.

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