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No Scorie Trisaia: l’acqua è bene pubblico strategico, insegnano le guerre

4 giugno 2015 E’ dell’ultima ora la notizia che l’ISIS ha chiuso le condotte di una diga ,quella di Ramadi sull’Eufrate, il governo locale chiede aiuto. Si parla di allarme umanitario nella regione dell’Anbar ,a rischio milioni di abitanti al confine con la capitale Bagdad. Nei paesi del petrolio i pozzi passano in secondo piano e quello che preoccupa ora è l’acqua. Assetare milioni di persone significa “tragedia umanitaria”, molto di piu di quanto possano fare le bombe. E anche i media italiani ,rispetto ai governi e alle istituzioni poco attente parlano ora di acqua come risorsa strategica. Ed è di bene pubblico strategico che si deve parlare soprattutto in Basilicata (bacino idrico che soddisfa tre regioni e milioni di abitanti) da tutelare, proteggere ed evitare di mettere a repentaglio con le estrazioni petrolifere. La scelta è obbligata dalla natura e non piu dall’uomo . Svegliarsi al mattino e non trovare l’acqua? Quante volte anche nei piccoli comuni lucani si verifica questo problema? E’ capitato .Non ultime le vicende di Ferrandina, dove sono intervenute persino le forze dell’ordine per l’accaparramento di qualche bottiglia di acqua al supermercato. La sensazione che si prova è sicuramente drammatica e si resta inerme di fronte a tale situazione, molto di più se hai finito la benzina nell’automobile o se non funziona il riscaldamento. La Carta di Milano per avere un ulteriore valore umanitario avrebbe dovuto definire le aree del pianeta ricche di acqua aree Free (Libere) da qualsiasi attività industriale, petrolifera e potenzialmente inquinante. Dove c’è acqua non si trivella, non si produce inquinamento e si fa di tutto per trasformarle in oasi a disposizione dell’umanità. Ribadiamo che neanche i più potenti capi di governo del mondo, con le migliori università e scienziati al seguito siano in grado di trovare in natura una molecola d’idrogeno e 2 di ossigeno puro per creare una goccia di acqua. Nel paese del petrolio che ha scatenato sempre guerre a livello mondiale ora si parla di tragedia umanitaria per mancanza di acqua e sono tutti molto preoccupati per il semplice emotivo che senz’acqua non hanno soluzioni. link: http://www.corriere.it/esteri/15_giugno_03/iraq-isis-chiude-diga-ramadi-rischio-tragedia-umanitaria-44345510-09d2-11e5-b7a5-703d42ecd92c.shtml

Pubblicato il 8/10/2015 alle 15.26 nella rubrica Diario.

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